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Il più grande contenitore di video del mondo (o almeno credo) oggi è sotto tiro incrociato… fino a pochi mesi fa quando era ancora in mano ai suoi giovani fondatori non disturbava nessuno in quanto era un ottimo veicolo promozionale, specie per i gruppi musicali emergenti… ora che è in mano a Google le multinazionali vogliono citare il sito per violazione di diritti d’autore… il solito discorso!

Per questo e anche per il recente caso del video del ragazzo autistico picchiato in un prossimo futuro le regole di inserimento di video nel sito potrebbero essere rese molto più restrittive… come fare quindi per salvare i video in streaming nel proprio computer prima che vengano eliminati? Ce lo spiega l’immenso Paolo Attivissimo.

The Sea Cries Erin

Segnalo che Bibi, ex chitarrista dei Ctrl-Alt-Canc, ha (finalmente!) trovato un gruppo. Si tratta dei The Sea Cries Erin, band che per ora esiste solo sulla carta su intuizione di Max dei V.E.I.L.S. e che ha intenzione di comporre musica sul genere shoegaze-post rock (alla Sigur Ros per intenderci).

Li seguirò con attenzione. I presupposti sono molto buoni: è ora che la la scena musicale di Oderzo faccia un salto di qualità e questo gruppo potrà di certo contribuire.

Potete tenervi aggornati sul progetto raggiungendo la pagina www.myspace.com/theseacrieserin

Litigano le associazioni, ci rimette Rustignè

Centro Ricreativo la Fontana Via Prà Gatta nr. 11.

In un paese si svolgono due feste degli anziani lo stesso giorno organizzate da due gruppi diversi nello stesso edificio. Non è l’inizio di un film di don Camillo, anche perché il parroco non c’entra, ma un fatto che sarebbe accaduto veramente se non fosse prevalso il buon senso.
A Rustignè da qualche anno è aperto il centro ricreativo “La Fontana”, primo dei sei centri che dovrebbero sorgere prima o poi in ogni frazione di Oderzo. In paese operano due gruppi: il Gruppo Sportivo Ricreativo Culturale Rustignè, costituito nel 1980, che ha preso in gestione la struttura, e l’Associazione La Fontana, nata a fine 2005, la quale ha avuto disponibilità d’uso di una stanza al primo piano dove ha avviato una scuola di musica per i ragazzi e, da ottobre, di un salone a piano terra dove il 10 dicembre verrà inaugurato un circolo bar.
Non si può negare che tra alcuni componenti dei due gruppi non scorra buon sangue, e la mancanza di comunicazione ha fatto il resto: il risultato è che gli anziani del paese hanno ricevuto l’invito a partecipare a due pranzi distinti, entrambe previsti per domenica 26 novembre. Coincidenza dovuta non ad una provocazione, ma ad un semplice malinteso.
«Sarebbe bastato che il GSRCR ci avesse comunicato in anticipo il progetto della festa e si sarebbe evitato tutto questo» afferma Michele Narder, presidente dell’Associazione La Fontana. «Anche dopo la divulgazione dei due volantini, se il clima fosse stato diverso, avremmo potuto decidere tranquillamente di fare la festa assieme. Gli anziani si sono ci certo trovati a disagio per questo, così il 15 novembre per evitare la sovrapposizione abbiamo deciso di rinviare la nostra festa».
«Questa doppia festa è frutto di un inutile scontro ingaggiato dall’ALF per screditarci» dichiara Giuliano Faganello, revisore conti del GSRCR. «Oggetto del contendere è la gestione del piano terra del centro ricreativo. Un anno fa i loro propositi erano ben altri. Ma ne vale veramente la pena? Abbiamo riproposto questa festa l’anno scorso dopo anni di sospensione: loro invece che organizzarne un’altra in un periodo diverso hanno pensato di creare questa imbarazzante situazione».
Il caso di Rustignè non è anomalo. Situazioni paragonabili a questa non sono purtroppo rare nella nostra zona, e a subirle sono anche gruppi parrocchiali. Antipatie, utilizzo di strutture parrocchiali o comunali, invidia, difficoltà nell’accettare il ricambio generazionale, interessi personali sono motivi, spesso futili, di scontro tra persone dello stesso luogo che operano o dovrebbero operare nella stessa direzione, promuovendo iniziative a favore della propria comunità.

L’Azione, 26 novembre 2006

Io non pago l'Enel

Giovanni Colombo non paga la bolletta dell’Enel.
Cosa vuoi che sia, dici tu: rispetto a certi livelli di evasione fiscale…
Ma sei fuori strada. Perché il piccolo grande lombardo di Longhere è perfettamente in regola. È invece in virtù del suo senso civico sopra la media che la bolletta dell’Enel è pari a zero. E anzi lui è a incassare.
Giovanni Colombo nella sua casa di via del Sora nell’ombrosa Longhere, frazione di Vittorio Veneto, ha installato un impianto fotovoltaico. Cioè trasforma la luce (foto-) solare in energia elettrica (-volt). Non sono magie, ma dodici moduli, come delle maxipiastrelle grigie, installate sul tetto di casa, da 125 watt ciascuna, per un totale di 1,5 kw di potenza. E poi in un angolo del salotto, all’interno, un contatore doppio, che dice in cifre quanta energia sta producendo in quel momento l’impianto e quanta ne sta consumando casa sua. Poiché è il sole il motore, in questo periodo è circa dalle 8 alle 16 che i moduli sono attivi.
Grazie alle maxipiastrelle Colombo produce più energia di quella che consuma: quasi il 60% in più delle sue necessità, nello scorso mese di ottobre. E questo 60% alimenta il tuo frigorifero e la tua televisione, caro lettore non fotovoltaico. Perché la sovrapproduzione è immessa nella rete. O meglio è venduta […]. Conti alla mano, Colombo ipotizza di rientrare in otto anni dall’investimento
iniziale, malgrado casa sua non sia in Sicilia ma nel freddo Nordest, e non in cima ad un monte bensì incassata tra due.
Per acquisto e installazione dell’impianto ha speso 13 mila euro. «E questo solo per risparmiare i 60
euro l’anno che spendevo di bolletta dell’Enel – commenta lui-. Bisogna essere matti come me per fare una scelta del genere».
In realtà non di follia si tratta, ma di coscienza ecologica. Perché la sua energia elettrica è prodotta con inquinamento zero, a differenza di quella che alimenta il computer con cui stiamo scrivendo.
E il suo è il piccolo, minuscolo ma non insignificante né inutile contributo per non esaurire le risorse della Terra. Che si somma ai pannelli solari per la produzione di acqua calda e alle lampadine a basso consumo energetico già presenti in via del Sora.
E allora anche i 13 mila euro forse non sono poi una spesa così folle. «È un investimento che faccio e che torna utile sia a me che alla società nel suo complesso. Piuttosto che mettere i soldi
in banca, che in cambio ti danno… due dita negli occhi!».

Tommaso Bisagno, L’Azione, 26 novembre 2006

Viva i sposi

Celebrante: “Allora, Tom, le ragazze hanno bisogno di abiti, di cibo, di tenera felicità e poi di fronzoli, di una pentola, di un pettine, forse di un gatto… Tutti capricci, se vuoi, ma ne hanno comunque bisogno!"

Tom: “Ascolta bene, dolce Katie, perché la promessa lega! I giovanotti tendono a essere liberi e possono dimenticare. Ricordagli allora che anche tu potresti avere necessità e idee stravaganti!”

Elogio alla pirateria

Si tratta di un saggio molto interessante che mi è capitato per le mani, scritto da Carlo Gubitosa con prefazione del mitico Paolo Attivissimo. E’ acquistabile in libreria, ma essendo stato rilasciato con la licenza Creative Commons si può scaricare da Internet e fotocopiarlo legalmente. Tutto ciò in coerenza con le tesi che sostiene.

Lo sapete che pirateria non significa solo masterizzare i CD ma esiste anche la pirateria farmaceutica o alimentare, per esempio? Gente che per esempio viola gli scandalosi brevetti delle case farmateutiche con l’unico scopo di salvare la vita a più persone possibili rischiando la galera? Nel mondo succede anche questo.

Un libro da scaricare e leggere con attenzione.