Un urlo vi seppellirà

Non si sente dire a volte che per cambiare il mondo bisogna partire dalle piccole cose?
E’ quello che devono aver pensato alcune menti illuminate che qualche giorno fa, all’Aquafan di Riccione, hanno deciso di fare un gesto semplice ma concreto per salvare il mondo dalla deforestazione.

Di che cosa si trattava? Semplice: di un urlo.
Diecimila persone, tutte insieme, hanno fatto un urlo che ha raggiunto i 120 decibel di volume: come un aereo in decollo. Quasi tutti, per gridare più forte, usavano un oggetto conico vicino alla bocca. Una sorta di megafono rudimentale, rigorosamente sponsorizzato.

Gli alberi della foresta amazzonica ringraziano.

Ma, aspettate un attimo: di cos’erano fatti quei megafoni?
Di carta?

Cavalier, la piccola Sydney

Per i giovani che non hanno potuto permettersi Sydney, o che volevano vivere una forte esperienza di amicizia e fede, l’appuntamento per lo scorso fine settimana era a Cavalier, per eVocation2008.
Questa quinta edizione è stata il risultato di una proficua collaborazione tra le due parrocchie di don Mirko Dalla Torre, la Pastorale Giovanile ed i preti del Seminario. Monsignor Corrado da parte sua ha sposato in pieno l’evento, seguendone la preparazione e presiedendone i momenti salienti, anche per sottolinearne il carattere pienamente diocesano.
Prossima edizione, forse, nel 2010. Forse in quanto l’organizzazione di eVocation richiede uno sforzo, economico e umano, notevole per due piccole parrocchie. Ma è anche per questo che deve continuare: perchè è l’unico appuntamento nostrano che non scaturisce dall’alto, ma dal basso, ovvero dalla volontà di un parroco e dei suoi parrocchiani, per arrivare in alto e servire l’intera Diocesi.
Gli iscritti ufficiali sono stati 74, di età compresa tra i 14 ed i 34 anni; numero cresciuto rispetto all’edizione del 2006, anche grazie all’aumento dei giovanissimi. Due curiosità: la prima riguarda Giovanni, il rappresentante di Albina, che ha scoperto l’esistenza di eVocation solo qualche settimana fa leggendo L’Azione. La seconda riguarda i partecipanti, provenienti per la quasi totalità da parrocchie medio-piccole.

Il diario
Venerdì 18.
L’accoglienza inizia alle 17. Con il pass e la maglietta già si respira atmosfera di GMG. I sacchi a pelo vengono sistemati nella tenda in campo sportivo; gli ultimi arrivati finiscono in canonica.
Un’utile giochino per imparare i nomi, la cena, e quindi inizia lo spettacolo di apertura, un monologo intervallato da brani di musica leggera: in scaletta artisti come L’Aura, i Coldplay, Mia Martini, i R.E.M. e pure Giusy Ferreri. Segue l’adorazione eucaristica libera.
Sabato 19. Di prima mattina arrivano i ragazzi di Zoppè, il gruppo più numeroso dopo quello degli ospitanti, e si sistemano nello studio del parroco. Avvenire e Sat2000 tengono informati su cosa succede in Australia.
A Cavalier non si sono fatti mancare nemmeno il Papa, ovvero don Gianluigi, che guida il lavoro di gruppo mattutino. Dopo le riflessioni in gruppo e il deserto si tirano le conclusioni: emerge soprattutto la questione su come si conciliano libero arbitrio e azione dello Spirito; altro tema gettonato è la difficoltà di essere cristiani nella vita di tutti i giorni, specie fuori della parrocchia. A tal proposito torna utile la testimonianza di Andrea, un diciottenne di Moriago figlio di Testimoni di Geova che ha scelto il battesimo.
Nel pomeriggio don Michele Maiolo guida la celebrazione penitenziale, alla quale partecipano come confessori alcuni preti della zona. Dopo la cena, con le pizze di un noto ristorante della zona, arriva il vescovo Corrado, che presiede la veglia con l’aiuto di don Fabio Soldan, il parroco, don Alessandro Ravanello e don Andrea Dal Cin. Una serata ben preparata, e molto coinvolgente nonostante la lunghezza, grazie al sapiente uso di musica, immagini e simboli.
Nell’occasione il vescovo riceve in dono una scatola con alcuni pensieri e domande scritti dai partecipanti, il cui contenuto lo colpirà particolarmente. Al termine ai quattrocento presenti vengono consegnati i cosiddetti “braccialetti Starlight” i quali, una volta agitati, diventano fluorescenti: un segno della luce dello Spirito Santo che potesse accompagnare tutta la notte fino alla celebrazione della messa. E anche vescovo si è ritrovato ad indossarlo.
Domenica 20. Alle dieci i giovani animano la messa della comunità, al termine della quale il parroco don Mirko dichiara la volontà di ripetere l’esperienza negli anni a venire.
La grigliata di mezzogiorno ha rappresentato il culmine di una ristorazione che è stata, per fortuna, assai poco da Giornata Mondiale. Questo grazie alle brave signore che si sono occupate anche della colazione e delle pulizie.
Dopo pranzo i saluti ed il ritorno a casa al termine di un’esperienza che, grazie anche ad un programma non troppo fitto, ha dato a tutti sufficiente tempo per distrarsi e socializzare. In fondo anche così si fa Chiesa!

L’Azione, Domenica 27 luglio 2008

Stop. Dimentica.

A proposito di GMG e media… l’altro ieri a Sydney almeno cinquecentomila persone hanno assistito alla grande Via Crucis, ma i due principali quotidiani italiani, Repubblica e Corriere della Sera, non hanno ritenuto fosse il caso di riportarlo.
Nessun articolo, quindi. Nemmeno un trafiletto. Niente. Zero.

Sì insomma: non vale neanche una parola, né una sola. Come direbbe Tiziano Ferro.

Vi chiederete come riesco a fare certi voli pindarici.
Non lo so neanch’io. Credo sia un dono naturale.

Non solo Sydney

Anche quest’anno, in contemporanea con la Giornata Mondiale della Gioventù di Sydney, torna eVocation, la proposta di tre giorni di preghiera, amicizia, divertimento e condivisione che si terrà come al solito a Cavalier di Gorgo al Monticano dal 18 al 20 luglio prossimo.
I partecipanti saranno attesi a Cavalier a partire dalle ore 17 di venerdì 18 luglio; dopo la cena ed un momento di festa i partecipanti potranno partecipare all’eVocationLAB, la principale novità dell’edizione di quest’anno. Ci spiega cos’è Paolo Fantuzzo, uno degli organizzatori: «Si tratta di un laboratorio che ha come scopo la stesura dell’inno della manifestazione, che sarà presentato al vescovo in occasione della messa finale. Per questo chiederemo la collaborazione dei partecipanti che sentono di avere qualche predisposizione musicale». Un work in progress che di fatto è già partito: nel forum del sito internet ufficiale dell’evento, www.evocation.too.it, è possibile già oggi postare delle idee per il testo. Comunque, per chi non è portato per la musica, ci sarà la possibilità di in quei momenti di fare per esempio una partita a pallone o, se lo desidera, un po’ di adorazione libera in chiesa, dove potrà trovare silenzio e l’atmosfera adatta per il raccoglimento.
La mattina di sabato 19, dopo la colazione, è previsto del lavoro di gruppo e la riflessione sul tema “Questo io voglio”, mentre il pomeriggio sarà dedicato allo svago, alle confessioni e ancora all’evocationLAB. Dopo la Santa Messa e la cena il vescovo Corrado presiederà la veglia di preghiera notturna sul tema “Questo desidero”. «Il vescovo Corrado è particolarmente interessato all’evento», ci spiega Paolo, «e sta seguendo l’organizzazione portando anche i suoi suggerimenti». Mai infatti, come in questa quinta edizione, gli organizzatori hanno potuto contare nell’appoggio della Diocesi: l’evento è patrocinato dalla Pastorale Giovanile Diocesana, che si è presa a carico anche della parte promozionale. Per il resto, sono circa una quarantina le persone che, da gennaio, sono impegnate nell’organizzazione, numero che salirà ben presto a cento contando gli operai che allestiranno il palco e tutte le persone che, anche in piccolo, contribuiranno alla buna riuscita dell’evento.
L’ultima giornata di domenica sarà dedicata alla messa solenne delle 10.30, presieduta sempre dal Vescovo, alla quale seguiranno il pranzo, lo “scambio del segno” ed i saluti. Per il resto la differenza di fuso orario con Sydney impedirà ai partecipanti di poter seguire in diretta le fasi finali della GMG, ma gli organizzatori si stanno organizzando per mandare eventualmente in onda degli spezzoni in differita.
Per iscriversi è necessario compilare il modulo che si può scaricare da internet e spedirlo alla parrocchia di Fossalta Maggiore: la quota di partecipazione, 20 euro, dieci in meno di due anni fa, andrà versata all’arrivo a Cavalier, al momento della consegna del pass e delle maglietta. Per ulteriori informazioni si può contattare Paolo ai numeri indicati nel sito web.

L’Azione, 29 giugno 2008

La GMG e i media nostrani

La settimana che comincia domani vedrà lo svolgersi a Sydney della ventitreesima Giornata Mondiale della Gioventù(1).
Mezzo milione di giovani provenienti da tutto il mondo sta raggiungendo in queste ore la più importante città australiana. Tra sabato e domenica parteciperanno con il Papa alla veglia notturna e alla grande messa che, come di consueto, concludono questi raduni.
Ma i media italiani come stanno raccontando l’evento?

Non si può negare come la stragrande maggioranza dei nostri giornali e telegiornali abbiano  un’avversione storica verso le Giornate Mondiali che, edizione dopo edizione, hanno assunto un’importanza forse impensabile quando nel 1984 furono istituite da Giovanni Paolo II, per i tanti appuntamenti collaterali e per le conseguenze a lungo termine che queste hanno portato nei paesi dove si sono svolte.
Nel 1984, come nell’anno successivo, la GMG altro non fu che un incontro dei giovani a Roma che durava lo spazio di neanche ventiquattro ore. All’epoca centomila persone in Piazza san Pietro erano decisamente una cosa inconsueta, e i nostri giornali, stando alle ricerche che ho fatto sul web, guardarono con sorpresa, e in maniera positiva a queste manifestazioni, così come alle edizioni che si svolsero negli anni ‘80.
Ma già nel decennio successivo le cose cambiarono. Nel 1993 a Denver i registi avevano l’ordine di non effettuare riprese dall’alto, in modo che in TV non ci si potesse rendere conto delle immense folle che seguivano papa Wojtyla.
Ma questo era niente in confronto a quanto escogitarono i nostri bravi giornalisti sette anni dopo. E negli anni seguenti.
Alla GMG di Roma partecipai anch’io: avevo diciassette anni. L’inviato barbuto del TG1 con cameraman al seguito che incontrai in Piazza dei Quiriti dove pranzavamo diede un colpo mortale alla considerazione che avevo dei giornalisti, quando mi disse candidamente che «Non vogliamo riprendere queste cose allegre… (…) Magari dopo fate finta di essere in fila davanti ai bagni chimici, perché noi alla gente a casa dobbiamo far vedere quali sono i vostri problemi, i vostri disagi, capisci?»
Ingenuamente non compresi in pieno la cattiveria che stava dietro quella affermazione, ma seppi in seguito che altri pellegrini più grandi ebbero perfino dei diverbi coi giornalisti di fronte a richieste  di questo tipo. Perfino un nostro famoso giornale locale mandò a Roma un inviato con il solo e preciso compito di mettere in cattiva luce l’evento e chi vi partecipava.

All’indomani della GMG romana si sparse la voce secondo la quale nel prato di Tor Vergata, dove si svolse la veglia e la messa finale, sarebbero stati trovati addirittura decine di migliaia di preservativi usati. Senza contare che una massa di persone così ampia dedita a rapporti sessuali sarebbe quindi passata inosservata ai giornalisti summenzionati, nessuno ha mai portato uno straccio di prova a supporto di questa vera e propria leggenda metropolitana, che ancora oggi ha un ampio riscontro su Internet e viene utilizzata per mostrare la presunta incoerenza dei cosiddetti “papaboys”(2). Per dire è stata anche rispolverata durante la campagna referendaria 2005 da una Emma Bonino stranamente a corto di argomenti. Eppure non esiste una sola testimonianza di un netturbino, o una foto, o un video…(3)
Evidentemente è più facile fare pseudo-giornalismo di questo tipo, con un evidente scopo anticristiano, anziché sforzarsi di analizzare come mai centinaia di migliaia di giovani partecipano con adesione sincera a questi raduni, in un mondo che, stando a quanto si sente in giro, è sempre più secolarizzato, scristianizzato e indisposto a seguire la morale cattolica.

La GMG del 2002 la seguii in televisione e sui giornali, per quanto possibile visto che passò praticamente inosservata. Nel 2005 invece ero a Colonia, dove leggevo tra il deluso ed il divertito i commenti sull’Avvenire. Come quando seppi che TV e giornali italiani avevano decisamente ridimensionato o addirittura ignorato il milione di giovani che aveva aspettato l’arrivo del Pontefice lungo le rive del Reno. All’epoca l’Avvenire scrisse che se invece di un milione di persone ce ne fosse stata soltanto una, la notizia avrebbe avuto molto più rilevanza. Pazienza.

Facciamo un salto di tre anni e arriviamo ai giorni nostri. Il primo luglio 2008 finalmente in un articolo del Corriere della Sera viene nominata la GMG di Sydney. Già il titolo è tutto un programma: «E il bordello apre le porte ai papa boys». In pratica il pezzo annuncia che un lussuoso bordello della città australiana sta aumentando l’organico in vista dell’arrivo dei pellegrini. Insomma secondo il signor Alessandro Sala è sottointeso che i pellegrini a Sydney andranno a far sesso, in barba a tutto quello che dice la Chiesa. La notizia è stata ovviamente rilanciata con un veloce copia-incolla da altri quotidiani e testate minori, cartacei o on-line.
Da notare poi come la stessa notizia, riportata in giornali stranieri, non parla di giovani pellegrini, il cui portafoglio tra l’altro stride con le esorbitanti tariffe del locale (a sei stelle), bensì di turisti o uomini d’affari venuti in città a vedere il Papa(4). C’è bisogno di tirare conclusioni?
Invece cercando su Internet oggi, 13 luglio, sembra che la cosa principale da dire riguardo all’imminente GMG è che un’associazione atea australiana distribuirà preservativi ai pellegrini.
Un copione già visto, insomma(5). Giusto qualche giorno fa invece, con perfetto tempismo,  iil documentario di una TV australiana ha riportato alla cronaca un vecchio caso di pedofilia che coinvolse, nel suolo di presunto copritore, il vescovo di Sydney(6). E la GMG non è ancora cominciata…

(1) Visto che il post  era troppo dispersivo, ho pensato di mettere delle note per rendere più scorrevole la lettura.
(2) C’è chi non la pensa come me, ma io trovo che questo neologismo abbia una connotazione vagamente dispregiativa, visto l’uso che ne fecero i giornalisti che lo coniarono.
(3) Sarebbe bastata anche una prova falsa creata ad arte, cosa che sarebbe stata abbastanza semplice da produrre… in fondo anche la BBC nel 1995 sporcò un prato pubblico di Reggio Calabria di siringhe e schifezze varie per “mostrarne il degrado”…
(4) La portavoce dell’albergo: “Obviously we’re not promoting it at your traditional Catholic community and it’s unlikely we will get priests through. But there’ll be lots of tourists in town and there’ll be lots of people in town.”
(5) Per la cronaca, i preservativi gratis ai pellegrini furono già distribuiti a Roma nel 2000 da attivisti del Partito Radicale e nel 2005 a Colonia da associazioni cristiane progressiste. Tanta pubblicità a prezzo modico.
(6) Ma perché parlare di "pedofilia" se la vittima aveva 28 anni?…