Germania sì, Italia no

Chi l’avrebbe mai detto che avrei tifato Germania alla finale dei Mondiali di calcio? Ma l’unico motivo che avevo per non tifarla era il non vederla raggiungere l’Italia nella classifica dei Mondiali vinti. Effettivamente troppo poco.

Infatti sono contento di com’è andata a finire. Ha vinto la squadra più solida. Ha vinto la squadra che ci ha insegnato che avere rispetto dell’avversario non significa rinunciare a giocare a metà partita perché stai vincendo 5 a 0.

Ma soprattutto ha vinto un progetto a lungo termine, che ha radici nel decennio scorso, quando ai tempi del fallimento agli Europei del 2004 e dell’organizzazione dei Mondiali 2006, il movimento calcistico tedesco iniziò una fase di programmazione a lungo termine con lo scopo di portare più gente agli stadi, rimodernando per questo motivo gli impianti, e ridare forze alla nazionale e alle squadre di club, potenziando i vivai. Ora, finalmente, questo progetto porta i suoi frutti, e ne avrebbe portati anche prima se non avesse trovato lungo la sua strada un’Italia e una Spagna in stato di grazia.

Tutto un altro mondo rispetto a quello del pallone nostrano, che per anni ha dominato in Europa grazie soprattutto ad un mecenatismo più di istinto che di ragione, ovvero grazie ad un fiume di denaro di provenienza a volte illecita o perlomeno discutibile, in nome del quale è stata data una maglia perfino al figlio di Gheddafi. Un mondo provinciale e colluso con la cattiva politica, la cattiva imprenditoria e la cattiva tifoseria, che non ha voluto pulirsi nemmeno dopo Calciopoli. Un movimento che si ostina a non investire sui giovani, e che dopo essersi illuso di essere ancora grande grazie al mondiale vinto nel 2006, oggi annaspa in un inesorabile ma giusto declino.

Ci sono comunque delle esperienze che fanno eccezione, come quella dell’Udinese, e dello Juventus Stadium. Da qui bisogna ripartire. E, soprattuto, da una classe dirigente che sia scelta per competenza, imparzialità e amore per questo sport, e non per compiacere gli interessi dei poteri forti.

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Le mappe degli stereotipi


Italy According to Posh Italians

Inserito originariamente da alphadesigner

Sì lo so, la notizia non è fresca. Ma la rilancio lo stesso, visti gli ultimi aggiornamenti.

Un grafico bulgaro ha creato delle mappe d’europa e del mondo ridisegnate secondo gli stereotipi e i luoghi comuni dei (e sui) vari popoli del mondo.

Un lavoro simpatico, e che si commenta da sè, visto che ha il suo miglior pregio ed il suo peggior difetto proprio nell’essere pieno di luoghi comuni.

“Senso dell’umorismo richiesto”.

Il Sol dell’Avvenire

Domenica scorsa un mio pezzo scritto per L’Azione Illustrata dell’aprile scorso è stato riciclato e pubblicato ne L’Avvenire, pagina speciale giubileo Motta di Livenza. E’ stata una bella sorpresa: nessuno mi aveva avvertito.

(Non è stata comunque la prima volta. Quella fu a Colonia, agosto 2005, con un pezzo scritto a seguito di intrufolata a Casa Italia).

Per chi avesse perfino voglia di rileggerlo, il link da seguire è questo.

Opera in Piazza 2010

E con queste sono venti: stiamo parlando delle edizioni dell’Opera in Piazza. A distanza di quasi diciannove anni dalla prima edizione del 1991, si può ben dire che la “strana” idea di portare il grande teatro a Oderzo e, dal 1993, di adibire ogni estate la piazza principale della città a palcoscenico ha funzionato.
Quest’anno gli organizzatori hanno deciso di accentuare il lato internazionale della manifestazione, aprendola in Germania giovedì 13 maggio prossimo con un “concerto dell’amicizia” alla Stadthalle Gemering di Monaco di Baviera, a cui parteciperanno il soprano Maria Grazia Patella ed il tenore Michele Manfrè, con Federico Brunello al pianoforte e il Gruppo Folcloristico Trevigiano.
Il primo appuntamento estivo opitergino che i melomani devono segnare in agenda è con gli ormai classici “Trailers”, spezzoni delle edizioni precedenti che verranno proposti gratuitamente in piazza del Foro Romano nelle sere del 2,3 e 4 luglio.
Il 9 e 10 luglio Piazza Grande ospiterà invece il Rigoletto di Giuseppe Verdi, il quale vedrà la partecipazione straordinaria dell’orchestra Internazionale di Seoul. Ospiti delle serate saranno Monica Curth, moglie del tenore Giuseppe Di Stefano, poi Carlo Fontana, ex sovrintendente della Scala di Milano, il notissimo soprano opitergino Maria Chiara e Adua Veroni, prima moglie di Luciano Pavarotti. A quest’ultima verrà assegnato nella serata del 10 luglio il “Riconoscimento Lirico Internazionale Giuseppe Di Stefano”, busto in bronzo realizzato dallo scultore bolognese Valerio Cattoli rappresentante il grande tenore alla cui memoria è intitolata da due anni l’intera kermesse canora: un riconoscimento speciale se si pensa che Pavarotti dichiarò più volte in vita la sua ammirazione per Di Stefano.
L’11 luglio a mezzogiorno ci sarà la seconda trasferta, stavolta al parco dei Sette Nani di Negrisia con le “Arie in riva al Piave” interpretate dai solisti reduci del Rigoletto delle due sere precedenti. La sera stessa in Foro Romano tenori italiani e musicisti coreani interpreteranno “Melodie tra i Mosaici” per raccogliere fondi a favore dell’UNITALSI di Vittorio Veneto. Per lo stesso scopo verrà organizzato il concerto “Là dove nasce il sole”, la sera successiva al teatro Da Ponte di Vittorio Veneto.
Il programma di Opera in Piazza, mai così corposo, terminerà con i due appuntamenti classici autunnali: il 18 settembre con il celebre “Zorba il greco” del musicista e dissidente ellenico Mikis Theodorakis, eseguita dalla “partner artistica” per eccellenza dell’Opera in Piazza, ovvero l’Orchestra Nazionale di Maribor; il 5 dicembre sarà invece di scena, come sempre in Duomo, il concerto “Note di Stelle”, rassegna di autori vari eseguita da giovani musicisti a favore dell’Associazione Sclerosi Tuberosa.
Le prevendite per gli spettacoli estivi sono già aperte.

L’Azione, Domenica 18 aprile 2010