Siamo tutti Piemontesi

Gli ingredienti ci sono tutti: un’omonimia, il copia-incolla, il mancato controllo delle fonti, un giornalista pigro.
E così si scopre che adesso abito in Piemonte

Ma, io dico, come si fa?

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AgendaOpitergino 2

E’ inutile che io faccia un copia-incolla ogni settimana nel blog, in fondo…
La potete trovare nel sito de L’Azione a questo indirizzo, aggiornata ogni settimana…

Post scriptum: il 12 dicembre. Tenetevi liberi.

In radio: Flaming Lips – Vein of Stars (che non c’entra nulla ma è quello che sto effettivamente ascoltando in questo momento)

Un ponte tra Treviso e l’Abruzzo

Nel giorno in cui cade il quarantaseiesimo anniversario della tragedia del Vajont, pubblico un mio articolo che riguarda l’ultima (anzi, la penultima) tragedia della storia d’Italia: il terremoto in Abruzzo.
L’articolo usci ne L’azione a fine luglio, ma all’epoca mi sfuggì e non lo pubblicai nel blog perché in quei giorni mi trovavo in Albania.
Nelle scorse settimane un gruppo di famiglie di Mansuè si è mobilitata creando un ponte di solidarietà con San Gregorio, piccolo paese in provincia dell’Aquila duramente colpito dal sisma del 6 aprile.
«Tutto è iniziato con una puntata di Alle falde del Kilimangiaro su RaiTre – ci racconta Diego Dalla Nora, ovvero colui che ha lanciato in paese la proposta – dove vidi un cortometraggio di Francesca Comencini, Le donne di San Gregorio. Ovvero un gruppo di ragazze che hanno creato una Onlus per far rinascere il loro paese. Parlando con degli amici abbiamo pensato di fare qualcosa per loro: abbiamo fatto un passaparola in paese alla ricerca di famiglie disposte ad ospitare qualcuna di queste ragazze un paio di settimane». E la risposta di Mansuè, racconta Diego, è stata importante.
Una telefonata, ed ecco stabilito il primo contatto. Poi in automobile alcuni mansuetani sono scesi in Abruzzo. «Pensavamo di andare a consolarli, di finire in un piagnisteo – ammette Diego -. Ci sbagliavamo. Abbiamo trovato un’ospitalità veramente inattesa, una gran festa per il nostro arrivo; io mi facevo tanti scrupoli, non volevo rischiare di fare domande inopportune ed invece ho trovato una gran voglia di sfogarsi, di raccontare la propria storia, di ricominciare». Diego fatica a trattenere una certa commozione ripensando a quei giorni, a cosa ha visto e sentito.
Poi il ritorno a Mansuè, insieme a cinque ragazze di San Gregorio di età compresa tra i 12 e i 18 anni più Marianna, la “capogruppo”, trentenne. Sei giovani abruzzesi che si sono integrate in fretta, partecipando al Grest, andando al bar, insomma frequentando la vita del paese, creando un clima di contagiosa solidarietà. «Altre famiglie si sono fatte avanti strada facendo – ci racconta l’amico Gigi Agostinis – anche solo per ospitare una ragazza a pranzo o a cena. E’ stato questo un modo anche per rafforzare i legami tra famiglie del nostro paese. Coppie anche con tre-quattro figli ma comunque disposte a mettere a disposizione un letto o un piatto di pasta». Altri invece hanno potuto conoscere le storie di San Gregorio in un incontro serale organizzato nei locali della parrocchia.
«Di certo è sicuramente di più quello che abbiamo ricevuto che quello che abbiamo dato – continua Dalla Nora –. E dire che eravamo partiti con la semplice idea di regalare ad alcune di loro quindici giorni di normalità, senza la paura di svegliarsi di notte per le scosse, senza i disagi delle tendopoli. Invece queste “donne di San Gregorio” ci hanno portato la speranza, e la consapevolezza che nel mondo c’è tanto bene. Ho trovato in loro una grande forza di volontà e soprattutto il desiderio di non essere dimenticati».
Da ormai una decina di giorni le ragazze sono tornate a casa, lasciando un grande vuoto tra chi qui in Veneto le ha accolte. Ma anche se la visita è terminata, non di certo finirà qui questa sorta di “gemellaggio” tra Mansuè e San Gregorio: già si pensa di ricambiare la visita non appena ce ne sarà la possibilità.
L’Azione, domenica 26 luglio 2009

AgendaOpitergino

Nel nuovo sito de L’Azione hanno iniziato a pubblicare settimanalmente la "mia" AgendaOpitergino…

VENERDÌ 2 OTTOBRE
Alle 20.30, nel salone parrocchiale di San Vincenzo, al via i corsi fidanzati foraniali.

SABATO 3
Il vescovo Corrado celebra messa e cresime a Basalghelle (ore 17) e Mansuè (ore 18.30).
Oggi o domani iniziano le attività dell’Acr nelle parrocchie dove questa associazione è attiva.

DOMENICA 4
Mercatino dell’antiquariato in centro storico.
Nel pomeriggio in varie biblioteche si tiene il “Biblioday”: a Fontanelle (ore 15-18), letture animate con laboratorio per bambini della scuola primaria; a Mansuè (ore 15-17), letture ad alta voce selezionate per bambini da 5 a 7 anni e da 8 a 10 anni; a Oderzo l’evento si terrà dalle 14.30 alle 19.
Alle 18, al PalaOpitergium, basket, campionato di serie C girone C, Pmp Oderzo-Nuova Pall. Gorizia.
Si tengono oggi le visite guidate gratuite alle aree archeologiche opitergine (15.30) e al Museo archeologico (17.30), a cura dell’associazione Athena.

LUNEDÌ 5
Alle 20.30, nella sala del duomo, inizia la Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale-politico.

Farmacie di turno: Dal Magro, piazza Marco D’Aviano 7, Piavon, telefono 0422-752950; Ferrari, viale della Repubblica 80, San Polo di Piave, telefono 0422-206058.

Il Mondo Invano a Gorgo

ilmondoinvano

Si chiama “La faccia della Luna” la compagnia teatrale che lo scorso 19 settembre a Gorgo al Monticano, in palestra, ha presentato per la seconda volta al pubblico “Il mondo invano”, un musical in due atti interamente ideato, creato e recitato dagli stessi componenti del gruppo. Una compagnia di giovani provenienti dall’opitergino-mottense nata dall’esperienza di un altro musical, “Da più grande mano”, presentato nel 2005 alla festa dei giovani diocesana la vigilia delle Palme a Motta.
Uno spettacolo che si è fatto notare non solo per l’ottima interpretazione canora degli attori, di certo all’altezza della prova precedente, ma anche per la scenografia, una sorta di “teatro-gabbione” semitrasparente sulle cui pareti venivano proiettate le immagini delle scenografie, grazie all’ausilio di quattro videoproiettori sincronizzati da un computer: una peculiarità questa che ha richiesto ore ed ore di prove, prima al PC e poi in un capannone messo a disposizione da un privato, e che ha dato risultati veramente soddisfacenti, specie se si pensa che dietro a tutto questo c’è gente che ci ha lavorato nei ritagli di tempo, e non certo uno staff di professionisti.
Per quanto riguarda il musical in sé, questo ha presentato una storia d’amore dall’incedere drammatico, dalla trama non certo rivoluzionaria ma senz’altro non banale, e dal finale non scontato e che ha fatto discutere gli spettatori. Il perché non lo diciamo solo per non rovinare sorprese.
Il progetto “Le facce della Luna” non è di certo economicamente autosufficiente (l’ingresso allo spettacolo era di fatto gratuito), ma vive anche grazie agli sponsor e alle amministrazioni comunali, in questo caso quella di Gorgo al Monticano, sensibili nel mettere a disposizione il proprio palazzetto per i giorni necessari all’allestimento e lo svolgimento dello spettacolo.
Nel sito www.ilmondoinvano.it o su Facebook si possono contattare gli autori del musical per proporre l’organizzazione di una replica del musical nel proprio comune. Oppure per scoprire chi c’è dietro a questo progetto o ascoltare una parte delle canzoni del musical.

L’Azione, domenica 4 ottobre 2009