Ancora problemi di browser

A quanto pare ne’ FireFox ne’ Opera è perfettamente compatibile con Splinder. L’Internet Explorer non mi funziona, ed è per questo che i mieri ultimi post fanno un po’ schifo come colori ed impaginazione. Spero di risolvere il problema quanto prima.

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Il concerto dei Settlefish al MusicHeart Club

Questi sono i Settlefish... almeno in teoria. Mi sa che questa è una foto di repertorio...

Negli ultimi dodici mesi una decina di gruppi emergenti italiani sono stati messi sotto contratto da case discografiche americane: Non era mai successo prima in maniera così massiccia: a quanto pare la scena indipendente italiana sta passando un periodo veramente di grazia.

Tra questi ci sono i bolognesi Settlefish, uno dei gruppi di spicco della prestigiosa etichetta Deep Elm. Li abbiamo ascoltati al Musicheart club di Savorgnano di San Vito al Tagliamento (PN) a cavallo tra l’altro ieri e ieri.

Si tratta di un gruppo emo rock, più famoso negli Stati Uniti, dove hanno compiuto una luna tournee nel 2003, che in madrepatria, dove sono riusciti a raccogliere buone presenze di pubblico ai propri concerti solo nelle grandi città. Sapevamo quindi che non avremmo incontrato molta gente, ma comunque non così poca… alle 23.40, quando è salito sul palco il Luca Carnifull Trio, il gruppo apripista, appena 35-40 persone erano presenti nella sala concerti del pub, e sono addirittura leggermente diminuiti quaranta minuti dopo quando è arrivato il momento del gruppo di punta.

I Settlefish sono formati da cinque elementi tra cui uno di origini canadesi (il cantante) ed uno francese. Il concerto è stato in pratica l’esecuzione integrale del loro nuovo album, “The plural of the choir”, che uscirà in Italia a Marzo.

Ascoltandoli ho sentito forti richiami dei Pavement e anche cenni di Radiohead e U2, specie negli assoli iniziali; i testi invece possono essere considerati parenti abbastanza stretti, e anglosassoni, di quelli dei Marlene Kuntz, per la loro “scarsa comprensibilità”. La mia ipotesi era esatta: al termine dell’esibizione il cantante e autore dei testi Jonathan Clancy mi ha confermato che loro dei Pavement sono grandi fan, insieme ai Modest Mouse, gruppo che conosco soltanto per sentito dire. Nonostante le influenze, inevitabili di questi tempi quando ormai tutto o quasi è stato fatto, i Settlefish hanno comunque elaborato una loro particolare sonorità e quindi una certa originalità, merce sempre più rara nella musica.

Il concerto è terminato dopo quaranta minuti, a l’una esatta. Il gruppo ha evitato di suonare dei bis essenzialmente per la scarsa presenza di pubblico, come ha rivelato il cantante a Mirco pochi minuti dopo. Devo dire che un po’ mi è dispiaciuto vedere così poca gente. Dev’essere frustrante suonare davanti a quattro gatti, ma soprattutto in Italia è inevitabile se non suoni musica da hit parade e/o non sei un cantautore affermato. Dovranno farci l’abitudine, specie quando suoneranno in luoghi “di periferia” come questo”. I componenti del gruppo come si è visto si sono  mostrati molto disponibili a scambiare quattro chiacchiere. Io e Mirco abbiamo comprato entrambi i loro dischi, uno a testa. Volevamo comprare solo il primo, ma poi “ ‘O Professore”, il simpatico ragazzo addetto al merchandising, ci ha convinto dicendoci “compratene uno a testa, poi ve li masterizzate”. Ci ha pure regalato due spille. Totale venti euro. Magari fossero tutti così.

Nel booklet del CD Jonathan mi ha scritto un semplicissimo “grazie di essere venuto”.

Nei prossimi giorni pubblicheremo anche qualche foto, non appena le troveremo nel sito del locale. Scriverò anche la recensione del loro nuovo disco.

I Settlefish a San Vito al Tagliamento

In questo periodo, cosa mai avvenuta in passato, sono molti i gruppi emergenti italiani che vengono messi sotto contratto da grosse case discografiche americane.

Uno di questi sono i Settlefish, gruppo ancora conosciuto nello Stivale ma che finora ha riscontrato un discreto successo negli Stati Uniti. Andremo a vederli suonare questa sera a Savorgnano di San Vito al Tagliamento (Pordenone).

Rockalt su Radio Palazzo Carli

Il logo di RockaltGuarda un po’ cosa si trova cazzeggiando su Google… a quanto pare su Radio Palazzo Carli di Sacile (Pordenone) ogni settimana c’è una trasmissione che trasmette musica alternativa, dando ampio spazio ai gruppi locali e alla musica che piace a noi… ed è condotta addirittura da alcuni ragazzi di un Gruppo Giovani, più precisamente quello di Colle Umberto, piccolo paese nelle vicinanze di Vittorio Veneto (Treviso), a circa 25 km da casa nostra.

Il sito della trasmissione (www.rockalt.it) è molto carino e tutto da scoprire! Mi sa che stasera alle 9 metterò qualcuno a registrarla (ci sono le prove del musical, e purtroppo la vita è fatta di priorità)!

Di sicuro ne sentirete ancora parlare su queste pagine.

Primo testo

Voglio rendervi partecipi alla creazione della nostra musica. Questo è il primo testo che ho scritto (novembre 2004). Stiamo cercando di intersecarlo con un riff di Fabio. Il problema più grosso è trovarci una melodia perché si rischia sempre di cadere nel banale (come dice Hal).

Il titolo non è maleaugurante, anzi l’esatto contrario (ma lo capirete leggendo).

CREPA, PURE TU

La crepa nel muro
non l’ho cercata
lei mi è saltellata
a lungo davanti
grazie a leggeri
terremoti taciuti
finché non l’ho vista
con la coda dell’occhio

Rit: Era solo l’inizio
di una nuova era
la mente superava
i manifesti sgargianti

Dita febbrili
scavano un varco
già mi immaginavo
giorni più intensi
giorni con un senso
che non fosse quello orario

Rit

Allo sbucare di là
la luce fu accecante
che non vidi nessuno
e mi sentii il più solo
la tristezza mi travolse
dovevo fare qualcosa

Poi vidi qualche sagoma
strisciante lungo il muro
capii il mio dovere:
spostare la crepa
come sirena per gli amici
che entreranno

Rit

La falla è il tramite
per sogni migliori
a loro è sfuggita
o l’hanno fatto apposta (strofa urlata)

Toh! Guarda chi si vede… i TARM e i PGR…

Annunciate oggi le dieci canzoni nominate al Premio Amnesty Italia 2005.
La rassegna sonora – indetta dalla Sezione Italiana di Amnesty International e Voci per la Libertà – è giunta alla sua 3ª edizione.
Dopo un’attenta valutazione effettuata da Voci per la Libertà e dalla Sezione Italiana di Amnesty International dei testi proposti dal pubblico e dai membri della giuria, usciti nel corso dell’anno 2004, ecco i dieci brani nominati al prestigioso PREMIO AMNESTY ITALIA:

1. "Tutt’egual song e ccriature" Enzo Avitabile
2. "Ermeneutica" Franco Battiato
3. "Libero Nell’Aria" Sergio Cammariere
4. "Avanzo Di Galera’ Max Gazzé
5. ‘Piazza Alimonda" Francesco Guccini
6. "Ebano" Modena City Ramblers
7. "It’s Forever" Mariella Nava feat. Dionne Warwick
8. "Orfani e vedove" PGR
9. "Ouch!" Raf
10. "Questo è il mondo" Tre Allegri Ragazzi Morti

Il Premio ha lo scopo di coinvolgere artisti già affermati a livello nazionale che abbiano pubblicato una canzone il cui testo possa contribuire alla sensibilizzazione sulla difesa dei diritti umani.
Ora sarà la volta della giuria specializzata a segnalare le proprie preferenze. Ogni giurato voterà 3 brani tra quelli in gara e la canzone vincitrice sarà quella che avrà raccolto il maggior numero di voti da parte di tutti i giurati.
(…) Il vincitore verrà premiato dal Presidente della Sezione Italiana di Amnesty International in occasione della serata finale del festival "Voci per la Libertà – Una Canzone per Amnesty", domenica 24 luglio 2005 a Villadose (RO).

Fonte: www.mtv.it

Non sapevo che anche Guccini avesse scritto un pezzo su Giuliani, o meglio, sul G8 di Genova. Ho letto il testo: per fortuna è riuscito a non cadere nella banalità.

www.cccp-fedeliallalinea.it. Un bluff?

Quando venne aperto questo blog ormai due mesi fa al momento di compilare la lista dei collegamenti dello stesso notavo come non esistesse un sito ufficiale dei CCCP fedeli alla linea…

L’altra sera invece ecco comparire come per magia su Google il sito www.cccp-fedeliallalinea.it.

Ho pensato: "era ora!"… e invece entrando non ho potuto far altro che notare che si tratta di una semplice pagina con la lista dei dischi del gruppo e la possibilità di acquistarli on-line. Dove? Nel sito dell’erboristeria di Annarella Giudici, la "beneremerita soubrette" che per il gruppo di Ferretti, Zamboni e soci fu un po’ quello che Luca Mangoni è oggi per gli Elio e le Storie Tese (o forse qualcosa di più…). Un salto su www.nic.it e scopro che la stessa Annarella è anche la registratrice del dominio.

Navigando tra le pagine del sito, tra le tisane e i fiori di Bach, si possono trovare alcune citazioni e qualche foto, ma è ben poca cosa. Insomma, ora come ora questa pagina è solo un furbissimo specchietto per le allodole, anche se può darsi che sia solo il primo assaggio di qualcosa di più articolato. Lo spero vivamente: si sente la mancanza di un sito ben fatto su questo gruppo emiliano, probabilmente il più importante della scena musicale italiana degli anni ’80. Infine forse è solo una mia impressione, ma mi sembra che in questo periodo sia come ritornato di moda, e molta gente lo sta finalmente scoprendo (io stesso fino ad agosto dello scorso anno li avevo solo sentiti nominare). Che sia l’effetto della fetida ventata di anni ’80 che sta invadendo le nostre radio e le nostre hit-parade?

In tal caso è proprio vero che ad ogni azione corrisponde una reazione uguale e contraria…