Il 2008 in musica – Seconda parte

Seconda parte della mia personale classifica musicale del 2008.

6) Sigur Rós  – Með Suð Í Eyrum Við Spilum Endalaust
Niente più atmosfere rarefatte e paesaggi nordici per i nostri cinque satanassi islandesi, riusciti nell’impresa di pubblicare un disco dal titolo ancora più impronunciabile dei precedenti. Notevoli come al solito, anche se personalmente li preferivo prima. Complimenti per il coraggio, però.

7) Madonna – Hard Candy
http://www.youtube.com/v/MZ47MPgpf4o&hl=it&fs=1&rel=0
La signora Ciccone quest’anno fa 51 anni ma ancora nessuna università italiana le ha conferito una laurea honoris causa in scienze della comunicazione, sebbene se la meriterebbe in pieno visto che è sulla cresta dell’onda e crea mode da 25 anni. Nonostante il continuo gossip, le provocazioni, i flop cinematografici e tutto il resto. Un disco milionario in tutto e per tutto e stracommerciale, ma godibile e soprattutto non banale. Anche, o soprattutto, grazie agli arrangiamenti da urlo di due genietti come Pharrell Williams e Timbaland.
 
8) Fare Soldi – Sappiamo dove abiti
http://www.youtube.com/v/kfLk5hqYzEs&hl=it&fs=1&rel=0
Tamarri fin dal nome, Pasta e Carnifull hanno inciso un disco di musica dance molto simpatico nonostante peschino sonorità da un forziere che sarebbe da usare con cautela, ovvero quello di certa musica disco italiana assai trash degli anni ’80. Un tuffo carpiato nella cacca insomma, come direbbe il Mike Bongiorno imitato da Fiorello, ma con risultati tutto sommato buoni. Gustosissimi gli intermezzi parlati, al limite del nonsense.

9) Goldfrapp – Seventh Tree
http://www.youtube.com/v/yJ8VyukQtTg&hl=it&fs=1&rel=0
Dopo il loro ottimo e sensuale esordio del 2000, il duo Alison-Will si erano persi ad incidere pezzi squallidamente commerciali e sporcaccioni. Questo loro quarto lavoro segna un ritorno, piuttosto riuscito, al loro sound (e il loro linguaggio) originale.

10) Muse – HAARP Live form Wembley Stadium
Secondo live per la band di Bellamy dopo l’Hullaaloo Soundtrack del 2002. Esecuzioni magistrali, magniloquenti, e qualche volta al limite del kitsch, ma almeno i tre dimostrano di saper fare uno show di prim’ordine. E di saper suonare. Chissà che cavolo c’entra la sigla del titolo.

Seguono in ordine (non molto) sparso:

Il Genio – Il Genio
Atmosfere retrò, cantato alla Jane Birkin, basi new wave. Carino, ma si può fare di meglio: rimandati a settembre.

Afterhours – I milanesi ammazzano il sabato
Non ci sono più gli Afterhours di una volta: è forse per questo che vanno a Sanremo? Il loro solito rock sanguigno, suonato e registrato meglio del solito, ma poco o niente che si fa ricordare.

Caparezza – Le dimensioni del mio caos
Secondo l’ex signor Miki Mix, basta legare maldestramente alcune canzoni nominando Jimi Hendrix e l’amore libero, per fare un concept-album sul Sessantotto. Lascio perdere il fatto che si alimenta il solito luogo comune che i ventenni di quarant’anni fa erano migliori di noi; per il resto Salvemini si trasforma canzone dopo canzone in hippy, grillino, rapper, nerd, cantautore impegnato e chi più ne ha più ne metta. Così, per paraculare un po’ tutti. Ma sprecando delle ottime intuizioni.

Elio e le Storie Tese – Studentessi
http://www.youtube.com/v/EnUHdlSJe8E&hl=it&fs=1&rel=0
Quanto lontani sono i tempi di Tapparella. Oggi Belisari e company sono una brutta copia del gruppo di tredici anni fa. Oltre al singolo Parco Sempione (mai prima d’ora il gruppo aveva affrontato un tema così di stretta attualità e politico) si salva ben poco: l’introduzione alla Genesis e le frequenze altissime raggiunte (non senza un aiutino elettronico) dalla Ruggiero in Plafone, il nonsense alla Radio Piper di Single. La prima e l’ultima traccia insomma. Un’ultima cosa: per piacere Elio, la prossima volta non disturbare Baglioni.

Ed infine qualche svisto del 2007…

Cansei De Ser Sexy – Cansei De Ser Sexy
http://www.youtube.com/v/7agPOt1XZz8&hl=it&fs=1&rel=0
L’Aura – Demian
MGMT – Oracular Spectacular
Radiohead – In Rainbows (Bonus Disc)
Sigur Ros – Hvarf-Heim
Negramaro – La finestra
(quest’ultimo a dire il vero era meglio non ascoltarlo).

Il 2008 in musica – Prima parte

Con qualche giorno di ritardo ecco quanto emerso della mia solita tirata di somme musicale di fine anno. Dico subito che in questo 2008 ho ascoltato meno roba del solito; sarà che mi sono iscritto a last.fm? Sarà la crisi? Boh. Fatto sta che ho concentrato i miei ascolti soprattutto in pochi album.

Top ten
Dominata da dischi italiani. I quali primeggiano soprattutto per la mancanza di concorrenti. Spero di rifarmi nel 2009.

1) Baustelle – Amen
http://www.youtube.com/v/HifUz7SUBcA&hl=it&fs=1&rel=0
Uno dei tre album che di più ho ascoltato nell’anno bisestile. Il gruppo di Montepulciano, che perde un componente ad ogni disco, ha rialzato la china, riuscendo a incidere un quarto album decisamente più orecchiabile dei primi due, ma non per questo meno valido. Sonorità non particolarmente originali ma interessanti, testi che lasciano davvero il segno se si eccettua qualche piccola caduta di stile (leggi Charlie fa il surf). Quindi, Bianconi continua così.

2) Le Luci Della Centrale Elettrica – Canzoni da spiaggia deturpata
http://www.youtube.com/v/Z8HzwcbeGFE&hl=it&fs=1&rel=0
Il giovane Vasco Bondi è stato nel 2008 per certi aspetti la sorpresa che furono gli Offlaga Disco Pax nel 2005.
Una sedia, una chitarra, un microfono, e basta. Proprio come i vari Battisti/Venditti/De Andrè/Guccini/De Gregori di trentacinque-quaranta anni fa. Ma siamo nel 21° secolo e quindi gli si può perdonare anche qualche effettino elettronico. Il Brondi può diventare un poeta per la sua generazione; le sue potenzialità sono ottime (ha solo 24 anni) ma musicalmente può e deve ancora migliorare: un grosso limite delle sue canzoni infatti è la tendenza alla ripetitività. Un complimenti anche a Giorgio Canali, che lo ha lanciato e lo segue nel tour salendo sul palco non da musicista affermato ma come un session man qualsiasi: una lezione di umiltà.

3) Klimt 1918 – Just In Case We’ll Never Meet Again
http://www.youtube.com/v/uZHv_XfO-W4&hl=it&fs=1
Gruppo romano giunto al terzo album, e disgraziatamente (mi pare) poco conosciuto e pubblicizzato ma che potrebbe benissimo tener botta a tanti gruppi indie anglo-americani tanto (troppo) osannati e tanto di moda oggigiorno. Suonano una via di mezzo tra un indie rock alla Interpol-Editors e un emo rock alla Settlefish (un emo che non c’entra nulla con i Tokio Hotel, sia chiaro). Da conoscere.

4) Offlaga Disco Pax – Bachelite
Dopo le “Prove tecniche” potevano fare la “trasmissione” vera e propria e vivere di rendita, e invece hanno deciso di seguire strade nuove. Disco meno immediato del precedente ma non di minor valore, si fa apprezzare solo dopo alcuni ascolti. Dai testi di Max Collini escono ancora “slogan” indimenticabili.
P.S. Il cantante che “farfuglia cosette al microfono” è l’acerbo Vinicio Capossela del 1987, e il suo fonico “mangiapane a tradimento” è Ligabue. Lo so perché me l’hanno detto loro. Modestamente.

5) Coldplay – Viva La Vida (or Death And All His Friends)
http://www.youtube.com/v/KGq86Ue2i0Y&hl=it&fs=1&rel=0
Secondo dei tre dischi (da me) più ascoltati in questo 2008 passato (Il terzo è quello dei Radiohead acquistato legalmente gratis). I Coldplay non fanno niente di speciale ma lo fanno meravigliosamente. Dopo il mezzo passo falso di “X&Y”, ci regalano questo gioiellino che li ha fatti diventare il gruppo più popolare al mondo. E se lo meritano. Sarei però curioso di sapere in questo disco quanta è farina del loro sacco e quanta del produttore, l’incommensurabile Brian Eno.
(P.S. Avviso: quelli di TicketOne che stanno vendendo i biglietti per il loro concerto a Udine sono dei banditi: gli operatori del loro call-center sono presentemente tutti occupati, ma la telefonata costa 1 euro al minuto. Maledetto 892.)

Fine prima parte.

Il 2007 in musica – Parte 4

Ecco qui le ultime tre categorie dei miei personali Music Awards del 2007.

Categoria "Ai posteri l’ardua sentenza"

Julie’s Haircut – After dark, My Sweet
E’ un gruppo indie rock di Sassuolo che deve la sua (relativa) popolarità in parte anche ad un ormai (relativamente) celebre "beep" contenuto nella canzone Tono Metallico Standard degli Offlaga Disco Pax. Questo è il loro quarto album: ok, niente male, ma il disco che gli farà guadagnare un posticino nella storia della musica italiana ancora lo devono incidere.
Interpol – Our Love To Admire

Quasi sei anni fa incisero un disco grandioso. Nel 2004 un disco così così. Questo terzo disco è da salvare o da buttare? Ancora un’idea non me la sono fatta, ma il 2002 sembra piuttosto lontano.

Categoria "Delusioni"
!!! – Myth Takes
Gruppo newyorkese con un nome che è tutto un programma. Un disco che più che altro è un casino.
Kaiser Chiefs – Yours Truly, Angry Mob

I Kaiser Chiefs sono ancora un gruppo giovane, ma fatica a distinguersi tra il marasma di gruppetti indie inglesi che da qualche anno a questa parte invade i nostri lettori Cd. Però in compenso sono diventati famosi.
Subsonica – L’eclissi
Ormai anche i Subsonica sono entrati nella categoria dei gruppi che plagiano se stessi. Ora che sono con la major e che possono permettersi strumentazioni più costose potrebbero anche sperimentare nuove soluzioni, no?

Altro da segnalare
The Brunettes – Structure and Cosmetics

Questi qui sono due e arrivano addirittura dalla Nuova Zelanda. Già dal loro nome si può capire che pescano dagli anni ’60. Ma il loro "pop alternativo" suon decisamente moderno. Come si fa a non apprezzare un pezzo che si intitola Brunettes Against Bubblegum Youth?
Mika – Life in Cartoon Motion
Questo mio coetaneo libanese è stato il caso discografico del 2007. Ma non è la solita commercialata: il bocia ci sa fare. Speriamo solo che d’ora in avanti insista verso una via personale, evitando di fare le cover degli altri, ovvero pezzi che non stanno nella sua lunghezza d’onda.

Spero di non aver dimenticato nessuno…

Ecco infine una lista di album del 2006 da ricordare giunti tardivamente nel mio lettore CD…
Gnarls Barkley – St. Elsewhere
I Love You But I’ve Chosen Darkness – Fear Is On Our Side
Kasabian – Empire
Killers – Sam’s Town
Liars – Drum’s Not Dead
Scissors Sisters – Tah-Dah
The Knife – Silent Shout

Il 2007 in musica – Parte 3

Conferme

Arcade Fire – Neon Bible

Dopo lo splendido Funeral del 2004, aspettarsi un altro disco di quel livello sarebbe stato forse troppo. Il loro secondo album resta comunque ottimo, peccato solo per le troppe somiglianze con il primo. Dieci e lode invece per il loro incredibile sito internet.

Radiohead – In Rainbows
Un disco di belle (se non ottime) canzoni. E, a mio dire, un disco migliore del penultimo lavoro, Hail To The Thief. E non è poco per un gruppo con vent’anni di carriera e sei dischi alle spalle. Un punto in più anche per la rivoluzionaria forma di smerciaggio: il download legale a offerta libera.

Negramaro – La finestra
I Negramaro, ovvero il gruppo indipendente meno indipendente d’Italia. Non si sono ancora venduti del tutto al dio denaro. In fondo sono ancora tra le migliori cose che si sentono in radio.

Sigur Ros – Hvarf-Heim

A questo straordinario gruppi islandese il live ancora mancava. Una scaletta che non ti saresti aspettato di brani che vengono smembrati tali da renderli quasi irriconoscibili. E dire che sono sotto contratto con una major.

Il 2007 in musica – Parte 2

Categoria "Sorprese"

Verdena – Requiem

Non sono mai andato stramatto per questo gruppo, perché nessuno dei loro precedenti dischi mi aveva mai convinto del tutto. In questo loro quarto lavoro finalmente i testi non sembrano più delle parole buttate a caso, e le sonorità ruvide e ai limiti dello stoner rock conferiscono all’album un’atmosfera tutta particolare. Da ricordare infine il decimo posto in classifica raggiunto dal singolo Canos.

Dinosaur Jr. – Beyond
Da un gruppo che si riforma dopo tanti anni di inattività di solito escono dischi decisamente dimenticabili. Invece questo nuovo lavoro di J Mascis e soci, a 12 anni dal precedente, ci riporta quasi ai livelli dei loro migliori lavori della fine degli anni ’80. Bravi!

Giardini di Mirò – Dividing Opinions

Altro gruppo che al di là di Rise And Fall Of Academic Drifting non mi aveva mai troppo entusiasmato. In questo loro ultimo disco anche una certa virata nelle sonorità contribuisce all’ottima qualità dei brani. E comunque dal vivo sono più bravi che in studio, secondo me. A quando un bel live?

CocoRosie – The Adventures of Ghosthorse & Stillborn
Un insolito duo femminile che col terzo disco riesce a superare in qualità i primi due. Non è poi così frequente oggigiorno.

The Chemical Romance – The Black Parade
Piccola menzione speciale per uno dei gruppi più idolatrati da masse di adolescenti "emo-filici". Questo loro disco, oltre ad essere un concept-album vecchia maniera, al di là del singolaccio Teenagers ad uso e consumo di MTv e di sonorità non particolarmente originali, resta comunque un disco apprezzabile, soprattutto se si pensa a come sono di solito i dischi di questo tipo.

2007 in musica – Parte 1

Come di consueto, il blog Ctrl-Alt-Canc termina con la mia personale rassegna di cosa mi è piaciuto e non mi è piaciuto dei dischi musicali che mi sono capitati per le mani quest’anno.
Diciamo subito che è andata decisamente meglio del 2006.
Cominciamo con la classifica generale: sorprese, delusioni et similia sono rimandati ai primi di gennaio, quando tornerò a casa dai monti del Friuli dove passerò il capodanno. Quindi, buon anno.

Classifica generale

1. Battles – Mirrored

Primo disco di un gruppo nato per volontà di Ian Williams dei Don Caballero, gruppo di cui ho sentito parlar bene ma che non ho mai avuto l’occasione di ascoltare. Musica di difficile definizione: la chiamano math-rock: una sorta di post-rock piena di tempi disperi, distorsioni, batterie eccentriche, strane soluzioni. Non si sente spesso robe del genere. Notevole soprattutto il singolo Atlas.

2. Editors – An End Has A Start

Questo giovane gruppo inglese è invece al loro secondo disco, dove infilano una serie di pezzi veramente notevoli: un notevole salto di qualità rispetto al primo. Il loro cosiddetto post-punk revival si rifà, alla lontana, alle linee semplici dei Joy Division, ma anche a quello dei più recenti Interpol. Ed è proprio questo il loro limite: i fan di questi gruppi non possono non avvertire una sensazione di già sentito di fronte a questo gruppo. Confrontate l’inizio di Bones con quello di I will follow degli allora diciannovenni U2 per credere: qui siamo quasi al limite del plagio, ma ben venga il plagio se questi sono i risultati. P.S.: da ascoltare anche il notevole live acustico @ Qoob dell’estate scorsa.
3. Arcade Fire – Neon Bible
4. Amy Winehouse – Back to Black

5. CocoRosie – The Adventures of Ghosthorse & Stillborn
6. Verdena – Requiem
7. Giardini di Mirò – Dividing opinions
8. White Stripes – Icky Thump
9. Liars – Liars
10. Klaxons – Myths Of The Near Future