Now I'm here

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Primi commenti quando avrò voglia di scrivere. Ora sono un po’ troppo cotto. Per tutto il resto c’è Facebook.

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A volte ritornano

Come annunciato pochi giorni fa, il Go-Go-Governo ha resuscitato, con un pizzico di orgoglio, il portale italia.it, chiuso nel gennaio 2008 dopo un anno e 45 milioni di Euro di vita.

Non ci resta che sperare che stavolta il sito riesca a giustificare almeno in parte quell’investimento al limite del folle. Per ora è in versione beta o quasi; molto interessante la funzione “alla Google Maps” dei tour virtuali e delle foto a 360° gradi in parte fregate a paginegialle.it. Se il buongiorno si vede dal mattino…

Non aderisco allo sciopero dei blog

Sì, certo, in questo periodo il blog viene aggiornato poco, e quindi per me parlare di “non adesione” allo sciopero ha un valore tutt’al più simbolico. Ma in ogni caso io non aderisco, e sottoscrivo in pieno queste motivazioni:

http://attivissimo.blogspot.com/2009/07/sciopero-dei-blog-il-147.html

(le quali potrebbeero essere adattate anche ad altri tipi di protesta, meno virtuali).

60 anni fa la "scomunica ai comunisti"

Domani [oggi, n.d.R.] sessant’anni dalla «scomunica dei comunisti». Formalmente il decreto riguardava solo chi, cattolico, accettava in teoria e nei fatti il materialismo ateo proposto dallo statuto del Pci, ed è falso dire che per esso la Dc vinse le elezioni del 1948! Infatti arrivò dopo sedici mesi, e poi quel Pci accrebbe i consensi.
Sull’anniversario domenica «Repubblica» – ampio pezzo ‘riassuntivo’, intervista a Marisa Rodano e articolo ‘storico’ su roghi e inquisizioni, che non c’entrano niente – con strani vuoti, ed un solo accenno al fatto che la scomunica « si inseriva nel clima della Guerra fredda» . Senza chiarimenti è furbizia dolosa. Dopo il 18 aprile ’48, con la dittatura sovietica imposta con le armi all’Europa dell’Est, c’erano stati fatti significativi in campo religioso.
A Natale 1948 a Budapest era stato imprigionato, torturato e pubblicamente processato il cardinale Mindszenty, primate di Ungheria. Stessa sorte, in quel ‘clima’, a Praga per il cardinale Beran, e in Jugoslavia per il cardinale Stepinac, tutti con infamanti calunnie, ma sull’«Unità» e sulle piazze si esaltava l’esemplarità di quella ‘democrazia’ esportata in Europa. A «Repubblica» tutti ‘smemorati’ di Collegno come Totò, ma non fanno ridere. Ero ragazzino: ricordo le cronache, le foto e le discussioni. Si può oggi parlare della scomunica del 1949 e non ricordare quei fatti?
«Fare come in Russia» era programma ripetuto anche se Togliatti, conoscendo bene l’esemplare, in pubblico taceva e cercava di mediare, aiutato concretamente anche da quei cattolici che in buona fede videro nel movimento operaio un luogo in cui il messaggio cristiano poteva dare frutti… Ci furono infatti autentici cattolici che si sentirono davvero colpiti da quella ‘scomunica’? Sì!
Marisa Rodano, intervistata da La Rocca su «Repubblica», ricorda che suo marito, Franco, aveva già ricevuto in anticipo un ‘interdetto personale’ in materia, e va annotato che quel decreto del 1 luglio ’49 portò i Rodano, Tonino Tatò, Giglia Tedesco ed altri, noti come cattolici, ad un singolare comportamento cosciente: per anni a messa, la domenica, senza fare la comunione.
Obbedienza di fede e libertà insieme. Quel decreto fu mai abrogato? Formalmente no, ma – in anticipo di anni sulla sua celebre distinzione tra «l’errore» e «l’errante» e soprattutto tra «ideologie filosofiche» che restano sempre uguali e «movimenti storici» pur ispirati da esse che tuttavia evolvono con cambiamenti veri – papa Giovanni incaricò padre René Arnou, gesuita, filosofo e teologo, poi confessore per anni di Paolo VI, ed il parroco della Natività, monsignor Rovigatti, di avvisare discretamente Rodano e i suoi compagni ‘cattolici comunisti’ che potevano riprendere la pratica sacramentale. Non basta: mai andrebbe dimenticato che poi, spinto proprio da Rodano e Tatò, Berlinguer cancellò dagli statuti del Pci l’adesione alla filosofia marxista, e con la «Lettera a Bettazzi», del 1977, tentò di cambiare in profondità l’atteggiamento del partito nei confronti di religione e Chiesa cattolica. Tentativo riuscito?
Guardando a certi ‘ eredi’ di oggi, magari applauditi come ‘cattolici’, ma con una loro ‘laicità’ sempre uguale a laicismo, il dubbio è davvero forte.

“Comunismo, le ragioni della scomunica”, Gianni Gennari, Avvenire, 31 giugno 2009