Boicottiamo Studio Aperto

Domenica 18 dicembre 2005, ore 11.47. Su Italia 1 è in corso una puntata "Studio Aperto".
Benedetta Parodi annuncia uno degli ultimi servizi della puntata: "Natale è alle porte, ed è giunto il momento di pensare anche ai meno fortunati, a chi sta peggio di noi".
Parte un servizio registrato in un canile.
Ripeto: un canile.
 
Che il telegiornale di Italia 1 sia molto propenso a mandare in onda servizi su cani e gatti è cosa nota, ma qui si è sorpassato ogni limite di decenza, e qualsiasi persona che abbia un minimo di buon gusto non può che sentirsi come minimo schifata da un affermazione di tale gravità, a prescindere dal suo credo politico e religioso.
Con questo servizio infatti Studio Aperto ha platealmente dichiarato, per giunta sotto Natale, che i cani meritano più attenzione e solidarietà di almeno 4 miliardi di esseri umani che vivono di stenti lontano dai riflettori.
 
Per qusto ti chiedo due cose:
 
1) A questo link si può comunicare con il direttore Mario Giordano:
http://www.studioaperto.mediaset.it/lostudioeapertoscrivi.shtml?Mario%20Giordano
 
Inviagli un messaggio di protesta, anche breve, meglio se citando apertamente il servizio in questione. Se gliene arriverà solo uno non servirà a niente, ma se gliene arrivano migliaia un esame di coscienza dovrà farlo per forza.
 
2) Diffondi il più possibile questo messaggio con ogni mezzo: inoltralo ai tuoi amici per posta elettronica, postalo nei forum, pubblicalo nel tuo blog, eccetera eccetera.
Ti chiedo però di usare una semplice precauzione se inoltri questo messaggio tramite e-mail: inserisci i nomi dei destinatari non nella casella "A" e neanche nella casella "Cc", ma nella casella "Ccn". Se non vedi nessuna casella con questo nome vai sul menù "Visualizza" e scegli l’opzione "Tutte le intestazioni" (per chi usa Microsoft Outlook).
Se non usi questo semplice accorgimento non solo non rispetti la privacy dei destinatari del messaggio e, di riflesso, la tua, ma rischi in un futuro prossimo di vedere la tua casellina di posta elettronica inondata di spam (messaggi pubblicitari non richiesti), soprattutto se, come mi auguro, questo messaggio verrà letto da molte persone.
 
Un’ultima cosa: se fai parte di una famiglia dell’Auditel, boicotta Studio Aperto.
Secondo la logica perversa dell’Auditel, il mostro che più ha contribuito a rovinare la televisione italiana, Studio Aperto è un programma vincente: da quando è strutturato in questa maniera (in pratica un quarto d’ora di cronaca nera seguito da un quarto d’ora di notizie sui vip e sui cani) ha visto aumentare il proprio share:
leggi qui se non ci credi. E ora il "virus cinofilo" sta lentamente infettando anche altri telegiornali, anche della RAI.
Sta a noi ascoltatori invertire questa tendenza, ma solo le famiglie dell’Auditel hanno la possibilità concreta, usando il telecomando, di cambiare qualcosa.
 
Sta ora a te decidere se vuoi contribuire a questa causa o meno. Nessuno ti impedisce di cestinare questo messaggio, ma poi non lamentarti se la TV non ti piace.
 
Ti faccio tanti auguri di Buon Natale in proporzione a quanto spargerai questa notizia.
Internet è il miglior mezzo che abbiamo per far sentire la nostra voce: usiamolo.

Intervista ai Wetfinger Operation

Dopo aver disgraziatalmente saltato le interviste ad Elio e a frankie Hi-NRg sono finalmente riucito ad intervistare qualcuno per la prossima puntata della rubrica "Sonica" (prossimo numero, credo, de L’Azione)…

Sabato 29 ottobre a Mestre c’è stato il concerto di addio dei Wetfinger Operation, gruppo opitergino-mottense che in appena due anni di attività era riuscito a guadagnarsi un posto tra i migliori gruppi della scena indipendente veneta. Una band con tre chitarristi, ovvero Elia Trevisan di Cessalto, Matteo Pezzuto di Oderzo e Marco Andreetta di San Polo di Piave; un bassista, Francesco Fornasier di Fossalta e il batterista, il mestrino Douglas D’Este, l’unico dei cinque a non cantare. Hanno all’attivo un demo, nominato “Demo del mese” dalla rivista musicale “Rumore” n. 147 e scelto dalla giuria critica per la finale live di “Progetto Demo 2004” a Roma. Ad aprile 2005 è uscito il loro unico disco, che porta esattamente il nome del gruppo. A Matteo abbiamo chiesto di tirare le somme di due anni di concerti.
Cosa significa intanto il nome del gruppo?
Il nome è una presa di posizione nei confronti dell’isolamento in cui vivo l’uomo moderno, per il quale la musica può rappresentare forse una risposta, ma non un rimedio.
Perchè avete deciso di sciogliervi? Ora cosa avete intenzione di fare individualmente?
Ci siamo sciolti perchè non c’era più consenso riguardo la direzione musicale da seguire. Ora tutti porteremo avanti altri progetti musicali: Elia e Francesco stanno mettendo in piedi delle cover band; Douglas continuerà a suonare con gli Hands Off Alice e sta per fondare una band con me, alla quale daremo una piega molto post rock, alla Mogwai e Sigur Ròs. Con Marco invece sto già registrando dei nuovi pezzi per un progetto shoegaze/dream pop, e se tutto va bene tra un paio di mesi inizieremo ad esibirci.
A che gruppi vi ispiravate?
Le influenze musicali erano varie: dall’indie rock newyorkese alla prima new wave britannica, dalla scena shoegaze al post rock. Se dovessi citare una band per ogni nostra influenza direi: Television, Joy Division, My Bloody Valentine e Slint. Molti ci avvicinavano ai Joy Division per il timbro della voce di Elia ed il minimalismo della sezione ritmica, ma per il resto la nostra proposta musicale si diversificava parecchio dalla loro.
Qual’è stata la più grande soddisfazione che vi siete tolti? Avete invece qualche rammarico?
Non saprei scegliere… Il nostro demo premiato su “Rumore”, suonare in tutta Italia, pubblicare un album che gira per radio e discoteche… L’unico rammarico è non essere riusciti ad andare avanti.
La musica non è la vostra unica occupazione, visto che questa musica non porta certo a grandi gratificazioni economiche… come riuscite a conciliare le due cose?
In realtà è molto semplice: lavoriamo fino alle 18, poi suoniamo fino a mezzanotte. Il problema è trovare il tempo per stare con la morosa!
Come vanno secondo te le cose qui in Veneto in quanto a musica indipendente? Vedi qualche gruppo che può imporsi a livello nazionale?
Direi che in Veneto va alla grande, e direi anche che non c’è nulla che vada bene. Gruppi ce ne sono parecchi, e questo è bello, ma quelli che suonano decentemente sono davvero pochi.
In generale c’è un certo appiattimento ed una standardizzazione che inaridiscono tutta la scena; di idee ce ne sono davvero poche rispetto ad altre regioni italiane, sembra piuttosto che tutti vogliano copiare qualcuno. Credo che questa situazione rifletta una certa ignoranza musicale, purtroppo diffusa anche tra chi si definisce estimatore della musica indipendente. Tra i gruppi che si possono imporre metterei i Chinasky, Zabrisky e i Libra.

Offlaga Disco Pax – Cinnamon (2005)

La sparizione delle sagome dei camerieri fuori dai ristoranti non è avvenuta in una data precisa.
Sono cose che misteriosamente accadono, come la comparsa dei biscotti Togo al cioccolato.
Tutto è cambiato. Prendete le ciuingam.
Quando ero piccolo il massimo erano le ciuingam a palline dentro la boccia.
Perché una cosa va detta: anche se i telefilm erano in bianco e nero c’era sempre una cosa a colori: la boccia delle ciuingam.
Poi sono venute le prove tecniche di trasmissione.
Se eri fortunato ti poteva capitare di avere un amico con l’antenna esatta che captava la Svizzera o Capodistria.
Tele Capodistria era un vulcano di emozioni: film partigiani dove i tedeschi erano cattivi e i partigiani buonissimi e intelligentissimi.
Un paradiso socialista.
Dopo le palline sono arrivate le Riprova, sarai più fortunato. Le più ambite erano quelle di Fort Apache.
Se superavi la prova potevi lanciarti dalle Brooklyn, la gomma del ponte.
Al tempo però le ciuingam avevano un mucchio di sapori in più. Il meglio, il più rivoluzionario era il Cinnamon.
Il Cinnamon era il vero gusto da Black Panters, da Malcolm X. Il Cinnamon è la cannella, ma non vale.
Il Cinnamon, quando è arrivato il riflusso, lo hanno abolito: evaporato, sparito!
Uno andava al bar e trovava solo le Centerfresh, quelle con dentro il liquido. Ciuingam da "maggioranza silenziosa".
La Sinistra calava ed ecco comparire le ciuingam del capo che mangia pesante. …PESANTE.
Erano tempi difficili.
C’era chi si dava alle Stimorol danesi, chi si drogava con le Dentigomma che si trovavano solo in farmacia.
Poi il miracolo: un giorno, al Circolo Gramsci, preso dallo sconforto per aver scoperto che esistono le "Big Babol Revolution",
ho gettato l’occhio dietro i boeri e alle liquirizie Goleador: le Cinnamon erano tornate!
Strano che l’Unità non avesse detto niente.

Alle Cinnamon e a tutti i compagni caduti bisognerebbe dedicare una piazza davanti a un ipermercato.

Offlaga Disco Pax – Cinnamon

dall’album "Socialismo tascabile – prove tecniche di trasmissione" (2005)

Il miglior album in italiano che io abbia sentito degli ultimi cinque anni.