Mons. Marcuzzo incontra gli studenti del Liceo Scarpa

Nella mattinata di lunedì 17 gennaio mons. Giacinto-Boulos Marcuzzo, [vescovo ausiliare del Patriarca di Gerusalemme a Nazaret,] ha incontrato, al cinema Cristallo, gli studenti di liceo classico e linguistico: un incontro organizzato e autogestito dagli stessi studenti, ai quali si sono aggiunti i “colleghi” del Brandolini.

«Assalamu alaikum», ovvero la pace sia sopra di voi: così ha esordito mons. Giacinto, con una popolarissima espressione di quella lingua araba di cui si innamorò, bambino, frequentando l’istituto Missionario Pio X a Oderzo, una lingua e una cultura che oggi insegna a studenti di tre religioni diverse.

E’ impossibile sintetizzare due ore e mezza di dibattito, tra intervento e domande del pubblico: ne riportiamo alcuni passaggi.

In oriente non può esistere una distinzione tra politica e religione perché sono considerati elementi indivisibili: questo è all’origine di tanti problemi, non solo in medio oriente. Occorre invece “Distinguere per unire”, ovvero: scuola, politica, economia, religione sono realtà che devono avere la loro autonomia, ma procedere nella stessa direzione, ovvero aiutare e far crescere la persona.

Il conflitto Israele-Palestina ha radici antichissime. Per gli occidentali è un conflitto militare, per gli orientali, invece, religioso. Non è vero: è un conflitto politico, politico nel senso alto del termine ovvero che riguarda ogni aspetto della vita quotidiana. E’ lo scontro tra le due grandi culture del mondo, da una parte quella islamica e dall’altra quella giudaico-cristiana-greco-romana, ovvero tutto ciò che siamo. Un conflitto quindi che non può non interessarci, e che, se degenerasse, avrebbe conseguenze disastrose per il mondo intero.

La decisione dell’ONU di creare lo stato d’Israele nel 1948 fu doverosa ma attuata nel modo sbagliato: due terzi del territorio agli israeliani, che rappresentavano un terzo della popolazione, e il previsto stato di Palestina ancora oggi non è realtà. Anche perché nei territori che dovrebbero andare ai palestinesi oggi sorgono centinaia di colonie israeliane, alcune delle quali enormi, e il tristemente famoso muro, che come tutti i muri della storia non ha risolto alcun problema, anzi.

Gerusalemme: arabi e ebrei per averla tutta per sé sono disposti veramente a tutto, e nessuno vuole cedere di un passo. La soluzione proposta dalla Chiesa locale, ma rifiutata da entrambe le parti, è di creare una città “di proprietà dei suoi abitanti”, capitale di entrambi gli stati, con un governo autonomo che rappresenti degnamente i due popoli.

L’ostacolo principale alla pace è la buona volontà, il voler accettare che l’altro esiste e ha diritto a vivere. La pace è difficile da raggiungere ma possibile: ci vuole un cambiamento di disposizione del cuore, che è la causa di tutti i problemi dell’uomo, nessuno escluso. E la chiesa locale lavora in questo senso: per favorire la fiducia reciproca e il dialogo. Come? Partendo da una “laicità positiva”, ovvero, “ci accettiamo anche se  siamo diversi”, e dalla fede in Dio, sebbene concepita dalle tre religioni monoteistiche in tre modi diversissimi: i punti di partenza quindi possono essere lontani, ma se si va nella stessa direzione, ovvero verso Dio, ci può essere unità.

L’Azione, domenica 23 gennaio 2011

P. S. Sto studiando la possibilità di mettere in rete la registrazione integrale della conferenza. A qualcuno interessa?

Recensione de “Oderzo: la città a colori”

Potrebbe diventare sicuramente un regalo di Natale molto gettonato l’ultimo volume mandato in stampa dal libraio opitergino Bepi Barbarotto: Oderzo – La città a colori è un omaggio alla “città par scherzo” uscito dalla macchina fotografica di Giuseppe Rossi, noto medico condotto opitergino.
A coordinare l’edizione non poteva che essere un opitergino doc come Mario Bernardi, che ha curato i testi, selezionato e organizzato le foto del dottor Rossi suddividendole in capitoli in base alle stagioni dell’anno; trovano così spazio sia scatti tradizionali, o “da cartolina”, sia foto più inconsuete che ritraggono angoli della città di certo poco noti anche ai suoi stessi abitanti. C’è spazio, nel cuore del libro, anche per paesaggi agresti e immagini scattate nelle frazioni; nell’ultima parte trovano invece spazio una carrellata di immagini che ritraggono alcuni quadri di artisti opitergini, scorci del museo archeologico e della Pinacoteca Alberto Martini, con il significativo contributo del fotografo Pietro Casonato. In calce le traduzioni dei testi in inglese e tedesco.

Oderzo: la città a colori
Libreria Opitergina Editrice
178 pagine – 30 euro

da L’Azione, domenica 9 gennaio 2011

“Camino e i da Camino” nel 2011

* Giovedì 20 gennaio alle 20.45 in biblioteca a Motta di Livenza ci sarà la quarta presentazione del mio libro Camino e i da Camino, dopo quelle di Camino, Oderzo e Vittorio Veneto. Introdurrà la serata il dottor Lazzaro Marini. Sto lavorando per fare una presentazione anche a Treviso ma, come ben sa il feldmaresciallo von Hötzendorf, attraversare il Piave è difficile. Però quasi sicuramente nei prossimi mesi ce ne sarà una vicino alle sacre sponde, a San Polo di Piave.

* Lo so perché ho appena iscritto il libro all’edizione 2011 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, sezione “Finestra sulle Venezie”, che proprio a San Polo ha sede. È, credo, l’unico concorso letterario per libri di cultura locale organizzato nel raggio di 30 (50? 100?) chilometri da casa mia; si prevede una partecipazione di una sessantina di opere. Per prima cosa dovrò spedire al più presto una copia del libro ad ognuno dei nove componenti della giuria, tra i quali segnalo (perché indubbiamente più famosi al grande pubblico) Mario Tozzi conduttore de “La gaia scienza” su LA7, e lo scrittore-archeologo Valerio Massimo Manfredi. Il responso a ottobre.

* Nel frattempo ho fatto i conti che in un anno, tra copie vendute e omaggi vari, sono state piazzate circa seicento copie della mia opera. Che non saranno le tre milioni (che poi in realtà sono due o addirittura meno di uno) dei Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa P, ma nel mio libro oggettivamente c’è meno patata, e questo di certo non aiuta.

* E le visite a questo blog in queste prime due settimane di anno dispari sono più che raddoppiate rispetto a dicembre. Complice un pentagramma, però.

Ceneda e Serravalle in epoca napoleonica e austriaca

Come ormai avviene ogni fine anno pari, sono stati pubblicati gli atti dell’ultimo convegno organizzato dal Circolo Vittoriese Ricerche Storiche, tenutosi il 22 maggio 2010 a Vittorio Veneto. Il tema, che dà anche il titolo al libro, era “Ceneda e Serravalle in epoca napoleonica e austriaca”.

Il periodo preso in esame (1797-1866), per quanto relativamente breve, fu ricco di cambiamenti sociali e politici per gli ex territori della Serenissima Repubblica: diciotto anni di sofferte “staffette” tra Francia ed Austria seguite dall’esperienza a due facce del Regno Lombardo-Veneto che ebbero notevoli ripercussioni anche per le nostre comunità. Con una formula ormai collaudata, ora un gruppo di storici locali presenta altrettanti saggi a tema, tra i quali spiccano le mappature realizzate da Patrizia Moz e Massimo Della Giustina di tutti i possidenti di Serravalle desunte dai catasti napoleonici (1810), alcuni cenni genealogici delle famiglie nobili cenedesi e serravallesi nell’ottocento di Maurizio Lucheschi, divagazioni di Carla Pizziol e Giorgio Mies sullo stato del commercio e della produzione artistica nelle due città. Gli altri contributi sono di Giovanni Tomasi, Loredana Imperio, Bruno Michelon, Lorenzo Cadeddu.

Circolo Vittoriese Ricerche Storiche
Ceneda e Serravalle in epoca napoleonica e austriaca
Dario De Bastiani editore
248 pagine, 25 euro

Versione integrale dell’articolo pubblicato  ne “L’Azione”, domenica 26 dicembre 2010

Captain Beefheart, 1941-2010

Solo questa mattina ho appreso la notizia che il 17 dicembre scorso ci ha lasciati, a 69 anni, Don Van Vliet, in arte Captain Beefheart.

E chi cavolo era, direte voi.

Bluesman, pittore, sperimentatore, avanguardista. E’ stato solo uno dei più grandi musicisti del ventesimo secolo. Amico-rivale di un altro genio assoluto come Frank Zappa, il suo Trout Mask Replica del 1969 è considerato uno dei più grandi dischi di tutti i tempi. E scusate se è poco.

Di certo la sua non è propriamente la musica adatta ad essere cantata sotto la doccia…

C’era da aspettarselo che la notizia della sua morte sarebbe passata pressoché inosservata. Ma mi fa rabbia pensare che solo nove giorni prima il mondo aveva commemorato il 30° anniversario dalla morte di un sopravvalutatissimo melodista inglese.

Regalo di Nat(h)al(i)e

Se WordPress funziona bene, questo post dovrebbe essere pubblicato automaticamente il 6 gennaio alle 01.06…

Nathalie, la talentuosa cantautrice romana fresca di vittoria a X-Factor non solo sarà protagonista (almeno spero) delle prossime edizioni di Sanremo e dell’Eurofestival, ma avrà anche un posto di rilievo in uno dei miei prossimi post (e scusate se è poco), il quale conterrà le mie solite brevi considerazioni musicali sull’anno appena terminato.

Io e il mio “staff” del corso di chitarra del Patronato di Camino abbiamo deciso al volo di prendere In punta di piedi, l’inedito che ha permesso alla signorina Giannitrapani di vincere la kermesse, e di insegnarlo e farglielo suonare a fine gennaio alle nostre tre allieve.

Non avendo trovato ovviamente alcuna tablatura del pezzo in rete, ho dovuto scrivermela da solo, mettendo a frutto ben tre anni di esperienza di pentagramma alla scuola media, un po’ di sana autodidattica e una piccola consulenza da chi la teoria musicale l’ha studiata seriamente.

Già che avevo fatto trenta, ho fatto anche trentuno, pubblicando il file su Ultimate Guitar come mio regalo di Natale (o regalo di Nathalie se preferite…) al mondo visto che, stando a Google, in parecchi stanno cercando questi spartiti.

Link: Nathalie – In punta di piedi – Spartito per pianoforte, basso, archi

Qualche annotazione.

Sebbene il sottoscritto sappia suonare col piano solo o quasi quel celebre minuetto (almeno mi pare) di Mozart che abbiamo imparato un po’ tutti a 13 anni, lo spartito per pianoforte è risultato alla prova dei fatti più che buono, anche se di certo non identico all’originale. La mia “collega”, che il piano sa suonarlo veramente, ha confermato. E anche le mie orecchie.

Più semplice è stato trascrivere la partitura per il basso, anche se non sono sicuro della sua correttezza al 100%, specie in qualche passaggio più complesso.

C’è anche la melodia e il testo, e oltre a questi sono aggiunti un po’ di arrangiamenti per archi (copiati pari pari dalla tablatura per pianoforte), la chitarra elettrica e classica, e infine le percussioni: tracce queste ultime trascritte per mancanza di tempo in maniera non troppo dettagliata, tanto per migliorare un po’ la resa sonora del file.

Spero tanto che qualcuno prenda il file e lo migliori, aggiungendo quello che manca. Se qualche lettore passato di qua lo desidera, posso mandargli facilmente le partiture in formato PDF, o un MIDI se preferisce gli spartiti sono ora disponibili in un topic nel forum ufficiale di Nathalie, raggiungibile a questo link. Se avete problemi nella visualizzazione, contattatemi con un commento.

Tanto, ho fatto trentuno, posso fare anche trentadue.

AGGIORNAMENTO (9 novembre 2011). D’ora in avanti non spedirò più niente a nessuno: nel Covo dei Nathivi – il forum ufficiale di Nathalie potete infatti scaricare un comodo canzoniere in PDF con testo e accordi di tutte le canzoni di Nathalie conosciute, in cui sono stati inseriti anche i miei spartiti di In punta di piedi, Vivo sospesa e Il mio canto libero. Aspetto i vostri commenti sul risultato.

(In video: la prima esecuzione de In punta di piedi a X-Factor, introdotta dall’incommensurabile Elio. Esecuzione a mio dire sensibilmente migliore di quella in studio, che tra l’altro è accompagnata da un video veramente inguardabile. Buonanotte.)

2011

* L’anno è iniziato con una strage di cristiani in una chiesa di Alessandria (Egitto, paese islamico moderato). Il papa parla di “vile attentato”, di “offesa a Dio” e la massima autorità islamica egiziana, l’imam Ahmed al-Tayyeb, considerato un moderato, invece che prendere le distanze dai terroristi parla di inaccettabile ingerenza negli affari egiziani.

* In Europa invece la Comunità Europea pubblica, coi soldi dei cittadini, un diario da distribuire nelle scuole che contiene tutte le festività ebraiche, islamiche, cinesi, indù, Sikh e civili, ma si dimentica di segnalare che il 24 aprile è Pasqua e che il 25 dicembre è Natale.

* In Italia, il primo a prendere posizione sul “caso Diario” è Frattini. Ma lui è Ministro degli Esteri e non poteva stare zitto. I media nostrani ignorano, o quasi, la notizia. Il secondo che prende posizione è Borghezio.

* Ripeto: Borghezio. Nessun altro ha ancora detto o fatto qualcosa di concreto, mi pare. La notizia del 16 dicembre.

* La Commissione Europea, riguardo al diario, ha parlato di “stupido errore”. Per rimediare, nella prossima agenda non ci sarà riferimento ad alcuna festività religiosa.

* Pierluigi Bersani, segretario del Partito Democratico, scrive invece nei suoi profili Twitter e Facebook: Dopo quel che è successo in Egitto serve una mobilitazione internazionale per la libertà religiosa. Seguono i commenti degli utenti: due terzi di questi vanno fuori tema o al massimo dicono, in sostanza, “Chissenefrega”.

Se il buongiorno si vede dal mattino…