Amministrative Oderzo 2016: un po’ di numeri

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Come già feci nel 2006 e nel 2011, ecco un po’ di statistiche sulle elezioni comunali a Oderzo. 

In vista del ballottaggio di domenica prossima [domenica scorsa] a Oderzo, ecco qualche curiosità statistica sui risultati elettorali del 5 giugno scorso.

Giovani. Sui 183 candidati, solo 30 avevano al massimo trent’anni. Può aspirare ad una conferma il venticinquenne Alberto Simonetti, eletto in consiglio comunale nel 2011 ad appena vent’anni con le civiche di maggioranza, mentre potrebbero entrarci il suo coetaneo Teo Cimitan e la trentunenne Laura Vettor, entrambi candidati con la Lega Nord.

Uomini vs donne. La differenza tra il numero di candidati e candidate è diminuita rispetto alle amministrative del 2011, ma l’attuale legge in vigore impone che essa sia al massimo di un terzo. I candidati maschi rappresentavano il 60,1% del totale contro il 68% di cinque anni fa: gli opitergini, con una precisione notevole, gli hanno attribuito il 59,98% delle preferenze. Di conseguenza le donne, che rappresentavano il 39,9% dei candidati, hanno raccolto il 40,02% delle preferenze.

Paradossalmente il Movimento Cinque Stelle, la lista che cinque anni fa meglio aveva rappresentato la parità di genere (metà uomini e metà donne), è quella che quest’anno presentava la più alta percentuale di maschi (due terzi). Nel 2011 nella Lega Nord le donne erano la maggioranza (53%); quest’anno sono scese al 37,5%.

Età media. I candidati presentavano un’età media di 45,1 anni, leggermente aumentata rispetto ai 44,5 anni del 2011 (allora però era presente anche una lista civica di soli giovani). Curioso il caso del candidato Giuseppe Zago, appoggiato dalla lista con l’età media più bassa (Oderzo Sono Io, 36 anni) e da quella più alta (Partito Democratico, 57 anni contro i 51 di cinque anni fa). Media di 57 anni anche per i candidati di Oderzo Sicura.

Social network. Se i “mi piace” totalizzati dai candidati con le loro pagine ufficiali su Facebook si fossero tramutati in voti, a vincere sarebbe stato Mario Gherlenda. La più “sottovalutata” in questa strana classifica è Laura Damo, la quale probabilmente ha un elettorato meno attivo su internet rispetto a quelli degli altri.

Astensione. Tenendo conto che quasi quattro opitergini su dieci non sono andati alle urne, tutte le percentuali andrebbero ridimensionate proporzionalmente: Maria Scardellato e Laura Damo hanno raggiunto il ballottaggio raccogliendo rispettivamente il consenso del 24,95% e del 13,35% del totale degli aventi diritto. A seguire tutti gli altri.

L’Azione, domenica 26 giugno 2016

(In alto: semi-citazione di “Robespierre” degli Offlaga Disco Pax, per la quale ci scusiamo con Max Collini. Qui sotto: statistiche sulle elezioni pubblicate nella pagina Facebook di Fucina n.4.)

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Col Mein Kampf, siamo alle solite

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Guardate che se un giornale, che è pure filo-sionista, decide di mettere in vendita (NON di regalare) una copia del Mein Kampf, che è pure antisemita, come allegato al’interno di una collana storica dedicata al Terzo Reich, probabilmente a monte c’è una strategia di comunicazione e marketing molto più intelligente delle prevedibilissime reazioni sdegnate che leggo in giro che, dando ulteriore visibilità all’iniziativa, ne decretano ancor più il successo da un punto di vista promozionale.
In che modo poi la diffusione di un testo che è alla base di una delle ideologie che maggiormente hanno sconvolto il secolo scorso sarebbe “un attacco alla memoria”, sinceramente mi sfugge.
Qualcuno potrebbe obiettare che si tratta di un testo dai contenuti discutibili. Anzi: molto discutibili. Certo, ma allora bisognerebbe indignarsi anche quando per esempio ai quotidiani vengono allegati vecchi film di propaganda come La Corazzata Potemkin o quelli della Riefenstahl, cosa che invece nessuno, giustamente, fa.
Casomai, se proprio vogliamo, ci si potrebbe piuttosto chiedere quanto sia di spessore da un punto di vista storico la collana nel suo insieme, o se non fosse più opportuno che il quotidiano optasse per un’edizione critica moderna, ma mi rendo conto che è più semplice (e sintetizzabile in meno di 160 caratteri) indignarsi per partito preso.
Io, sinceramente, preferisco preoccuparmi del fatto che, al giorno d’oggi, idee che un tempo furono di appannaggio nazista “trovino gambe” (per usare un’espressione di Marco Paolini) in persone che indossano vestiti assai meno appariscenti delle divise del Terzo Reich.

Valentine’s Day

Milano, venerdì 12 febbraio 2016, ufficio social media di una nota radio nazionale.
ore 18.29.35
Mario: dai Piero che sono le sei e mezza, spegni tutto e andiamo.
Piero: ok, aspetta che riguardo le mail, magari ho dimenticato qualcosa…
Mario: va bene, ma fai in fretta.
ore 18.30.12
Piero: ehm… il capo ci ha scritto di programmare un post su Facebook per domenica, che è san Valentino.
Mario: oh cazzo, giusto. Che dice?
Piero: di trovare un brano che sia “a tema con la festa e coerente con la nostra linea editoriale”. Non le solite lagne, insomma.
Mario: uff, che palle. Và su YouTube, dai.
ore 18.30.51
Piero: il primo risultato che vien fuori se scrivo “Valentine’s Day” è un video di David Bowie.
Mario: wow, che culo, sempre sul pezzo noi. Aggiudicato!
Piero: ma la conosci la canzone? Sei sicuro che sia a tema?
Mario: con un titolo così, di cosa vuoi che parli, scusa? Dai, programmalo.
Piero: vabbè. A che ora?
Mario: domenica? Non prima delle 11, che la gente dorme. E aggiungici una frase di circostanza, tipo, che so, “Buongiorno rockers!”
Piero: se lo dici tu…
ore 18.31.44
Piero: fatto.
Mario: bene. E adesso leviamoci dalle palle và, che c’ho un’apericena tra un’ora…

Attentati a Parigi. Quelli che…

https://twitter.com/jean_jullien/status/665305363500011521

Quelli che… ANDIAMO AD AMMAZZARLI TUTTI
Dubito che hai scoperto i mandanti degli attentati prima dei servizi segreti. Ammazzare gente a caso in risposta a gente che ammazza gente a caso? No, grazie.
Quelli che… CHIUDIAMO LE FRONTIERE
Ammesso e non concesso che serva a qualcosa, hai mai osservato una cartina fisica dell’Italia?
Quelli che… STIAMO TORNANDO NEL MEDIOEVO
Forse è ora di iniziare a studiarlo sul serio, ‘sto medioevo.
Quelli che… DOBBIAMO DIFENDERE I NOSTRI VALORI
Fammi capire di che valori stai parlando. E in che modo pensi di difenderli. Sicuro che le due cose stiano bene assieme?
Quelli che… CHE MONDO SAREBBE SENZA RELIGIONI
Già. Chiediamolo agli albanesi quant’era bello vivere ai tempi di Enver Hoxha nel primo stato costituzionalmente ateo del mondo. Un faro di tolleranza, libertà e progresso.
Quelli che… SALVINI / LIBERO / GASPARRI / SANTANCHE’ SCIACALLI
Quand’è che finalmente capirai che parlare di loro, anche male, significa dargli visibilità? E che in una società mediatica la visibilità è più importante dei contenuti? Se ci ripugnano, ignoriamoli.
Quelli che… AVEVA RAGIONE ORIANA FALLACI
Toglimi una curiosità: quanti libri di Oriana Fallaci hai letto?
Quelli che… QUESTO NON È ISLAM, L’ISLAM È RELIGIONE DI PACE
Beato te che hai queste certezze. Io è da anni che cerco di capire cos’è l’islam, e non le ho ancora trovate.
Quelli che… AVEVA RAGIONE BENEDETTO XVI A RATISBONA
“Non agire secondo ragione è contrario alla natura di Dio”. Bene: ricordiamocelo, però.
Quelli che ‪#‎PRAYFORPARIS‬ ‪#‎ECCETERAECCETERA‬
Esistiamo lo stesso, anche se non diciamo/scriviamo/postiamo qualcosa per forza. Un rispettoso silenzio vale più tante parole e bit sprecati.
Per cui anch’io cerco di seguire il mio consiglio, e mi fermo qui.

21 ottobre 2015. Dove stiamo andando, non c’è bisogno di strade.

Oggi è il 21 ottobre 2015. Chi, come me, fin dalla tenera infanzia ha visto e apprezzato la trilogia di Ritorno al Futuro e, a distanza di anni, non riesce ancora a smettere, non poteva che attendere questa data con vivace curiosità.

(E dico “curiosità” perché non voglio usare formule impegnative come “ansia”, “grandi aspettative” o altro, perché, in fondo, ci sono cose più importanti nella vita).

Considero questa saga un prodotto di intrattenimento cinematografico al limite della perfezione, e che sotto certi aspetti riesco ad apprezzare meglio ora che sono cresciuto. Trovo per esempio notevole il modo in cui Robert Zemeckis e i suoi autori siano riusciti, soprattutto nel loro 2015 immaginario, a guardare agli anni ’80 in prospettiva storica e pure nostalgica, mostrandone alcune caratteristiche iconiche dalle quali non possiamo prescindere quando li pensiamo. E tutto questo mentre essi erano ancora in corso.

Ma non finisce qui. Del primo episodio è interessante notare come, dietro alla storia di un adolescente che si ritrova a dover salvare il matrimonio dei propri genitori, si celi un particolarissima e divertente riflessione sul complesso di Edipo. Del secondo episodio, quello che festeggiamo oggi e che preferisco dei tre, amo la trama intricatissima, l’atmosfera da romanzo gotico ottocentesco del cosiddetto “1985 alternativo” e il richiamo piuttosto evidente di quest’ultimo a La vita è meravigliosa di Frank Capra; dell’ultimo capitolo, infine, apprezzo l’omaggio probabilmente inevitabile ai nostri mitici spaghetti western, e la tensione delle scene finali che mi tiene incollato al divano ogni volta che mi ritrovo a guardarle. E non posso dimenticare le belle riflessioni sui paradossi spazio-temporali che questa trilogia inevitabilmente provoca.

Di tutta la saga mi piace tantissimo il messaggio, tutt’altro che scontato in un mondo dove ancora si fugge dalle responsabilità aggrappandosi ad oroscopi, destini, profezie di Nostradamus e calendari Maya, che il nostro futuro non è scritto, ma ce lo costruiamo giorno per giorno con le nostre scelte: il nostro futuro, non il mio, perché le mie scelte possono influenzare, anche pesantemente, il futuro degli altri. E viceversa.

La visione del futuro del secondo episodio, diciamolo, ci ha azzeccato decisamente meno di quanto affermino certi roboanti articoli che ho letto in questi giorni. Marty McFly nel “suo” 2015 trova macchine volanti, vestiti intelligenti e case piene di fax e videotelefoni, ma per esempio non trova ne’ internet ne’ i telefoni cellulari, sebbene nel 1989 esistessero già.

Domani invece USA Today, notissimo quotidiano americano, uscirà con una copertina removibile che riproduce la prima pagina immaginaria, datata 22 ottobre 2015, che compare nel suddetto film (ed ho già chiesto ad un paio di amici americani di procurarmene una copia). Lo fa in maniera piuttosto fedele: la differenza più vistosa riguarda una notiziola che compariva sulla manchette, eliminata per motivi facilmente intuibili, riguardante… la visita di stato della regina Diana a Washington. Un titolo sulla colonna a sinistra cita invece la presidentessa degli Stati Uniti.

Ventisei anni dopo il presidente degli Stati Uniti non è donna, ma è un afroamericano. Eventualità all’epoca ritenuta probabilmente più impensabile. E all’epoca chi avrebbe potuto pensare che ventisei anni dopo la regina Elisabetta sarebbe stata ancora saldamente sul trono, ed oltretutto la povera principessa Diana defunta?

Sarebbe come se oggi io vi dicessi che nel 2041 Matteo Renzi sarà ancora Presidente del Consiglio. In fondo avrà “solo” sessantasei anni, no?

Morale della favola: fare previsioni sul futuro è difficile. E forse è meglio così: che certe cose sul futuro sia meglio non saperle lo diceva pure il buon vecchio Emmett Brown. Evitiamo quindi di lamentarci che non vedremo mai la pensione: piuttosto, agiamo fin da ora in modo che questo non accada, così come tante altre disgrazie preannunciate dalle varie Cassandre più o meno attendibili dei nostri giorni. Solo in questo modo potremo dire di aver appreso la grande lezione di questa splendida saga cinematografica.

E buon #BackToTheFutureDay.

(piccola parentesi autocelebrativa)

blog2

Il 15 marzo 2013, quando pubblicai al volo questa inchiesta su una presunta frase sessista del cardinale Bergoglio diventato da poche ore papa Francesco, grazie alle ricerche su Google gli accessi al mio blog ebbero un’impennata storica che, vista la poca costanza con cui lo aggiorno, e il traffico piuttosto basso, pensavo che mai e poi mai avrei potuto replicare.

Invece ieri questo record è stato polverizzato, grazie al mio ultimo post sui figli del Sessantotto. O meglio, grazie all’avvenente e mediatico contorno della neo Miss Italia Alice Sabatini senza il quale le mie parole sarebbero di certo passate inosservate, o quasi.

Il nuovo record di accessi giornalieri è ora più di tre volte maggiore di quello raggiunto appunto nel 2013. E il post è stato visualizzato così tante volte da permettere a questo blog, penso proprio per la prima volta, di entrare nelle classifiche nazionali di WordPress: sia quella dei blog più visti della giornata (settimo posto) che quello dei post più quotati, dove il mio ha oscillato tra il terzo e il quarto posto dietro a quelli di Leo Ortolani (che ogni tanto spariva dalla classifica), Memorie di una Vagina e Costanza Miriano.

(ammazza, che trio).

Se quella volta a spingere in alto il post fu, appunto, Google, stavolta l’apporto del re dei motori di ricerca sembra sia stato nullo, e scarso quello di Twitter: la parte del leone le han fatte le oltre 280 (al momento in cui scrivo) condivisioni su Facebook.

Mi stupisce che nessuno tra i tanti visitatori abbia lasciato un commento qui nel sito. Curioso, no? Il post su Bergoglio, nonostante il traffico più basso, ne ebbe parecchi. Vai a capire le strane dinamiche della Rete.

Tornerò mai a raggiungere certe vette? Sarà dura, ma nel frattempo mi godo il mio momento di maggiore celebrità in dodici anni di blogging discontinuo, iniziato in un luogo (Splinder) che non esiste più.

E poi penserò anche a dare un titolo e un template decente a questo blog.

Si accettano suggerimenti per entrambe le cose.

CJF Music Festival: dodici ore di musica… col contorno

Chi ha transitato di recente lungo la Cadore-Mare, tra Cimavilla [di Codognè] e Saccon [di San Vendemiano], non può non aver visto un enorme manifesto colorato coprire l’intera facciata di una vecchia casa contadina: è la pubblicità del CJF Music Festival, evento musicale di dodici ore che si terrà al campo sportivo di Codognè a partire dalle ore 15.30 di sabato 18 luglio. Un evento nato suppergiù sei anni fa a Cimetta come una festicciola privata di un gruppo di amici appena maggiorenni, e che lo scorso anno, alla terza edizione aperta al pubblico, ha totalizzato circa duemila partecipanti, grazie al passaparola ed ad un’attenta campagna promozionale. Abbiamo incontrato Alex Perin, responsabile dell’organizzazione di un evento che oggi conta su uno staff di una quarantina di giovani dai 20 ai 30 anni circa, quasi tutti residenti a Cosognè, aiutati da alcuni genitori e volontari provenienti dall’associazionismo o da realtà produttive locali.
L’anno scorso avete fatto duemila ingressi. Quest’anno puntate ad aumentare?
Certamente. Abbiamo coinvolto molte realtà e grossi partner commerciali come birra Castello, Expo Veneto, ASUS, e il circuito Radio Company, Radio80 Radio Valbelluna che ci darà una visibilità ancora maggiore.
Cosa deve aspettarsi una persona che verrà a Codognè sabato?
Io sono per l’effetto “wow”: una persona quando arriva ad una festa deve rimanere colpita dall’organizzazione, e da quel che trova, senza sapere altro. Il nostro punto forte è sicuramente il palco, imponente, che viene allestito da un service in gamba che sta crescendo con noi. A livello artistico aumentiamo in anno in anno, senza fare passi troppo lunghi, per cui al momento non abbiamo mai chiamato artisti di fama nazionale. I prossimi anni si vedrà; ora preferiamo valorizzare i gruppi del territorio.
Quindi si può dire che voi attirate il pubblico con il contorno, più che col piatto principale.
Esatto. Abbiamo una concezione del pomeriggio che è relax e divertimento in attesa del divertimento più sostanzioso della sera. Una concezione basata su un tema, che quest’anno è ripresto dall’Expo di Milano: “Esserci ti frutta”. Colori, frutta, divertimento, musica, giovani: questi i concetti che cerchiamo di portare avanti. Poi puntiamo molto sulla guida sicura: vogliamo far passare il messaggio che ci si può divertire “con testa”, per cui ci saranno dei cartelli a tema, metteremo a disposizione un’ambulanza che eseguirà alcoltest gratuiti, e faremo chiudere al traffico due strade adiacenti in modo da garantire la sicurezza da e verso i parcheggi. Inoltre, visto il tema, proporremo cocktail rinfrescanti a base di frutta non alcolici.
In che altri modi sarà coniugato questo tema?
Oltre che a livello di immagine, il tema verrà integrato sul palco, ma non spiego come perché sarà unasorpresa! Abbiamo poi coinvolto dei negozianti del paese che creeranno all’interno del festival una “zona frutta” con macedonie, fette di anguria e melone e frullati studiati in particolare per il pomeriggio.Poi grazie ad un’associazione di appassionati di frisbee veneziana distribuiremo dei vassoi a tema ogni tre consumazioni, con tre fori per i bicchieri, che dopo l’uso potranno essere usati, appunto, come frisbee. Saranno a tema anche i gadget promozionale e i palloni. Ci saranno varie sorprese.
E per quanto riguarda il lato musicale, chi suonerà?
Ci saranno i Rusty Rockers, gruppo reggae di Ceggia-Portogruaro, poi i Bouganville, un gruppo di artisti che si riunisce per situazioni speciali, e che trasmettono quell’allegria che si adatta al nostro festival. Poi ascolteremo Filippo Lazzer, un giovane cantante-chitarrista di Codognè con una gran voce, e due cover band, ovvero i Santa Barbara e l’Ostetrika Gamberini, il piatto forte della serata: una band di alto livello che abbiamo scelto poiché ha un’immagine che si sposa bene con la nostra. Infine ci saranno due DJ set da mezzanotte in poi.
Tocchiamo un tasto dolentissimo ovunque: i rapporti con il vicinato.
Noi avvisiamo tutte le famiglie dell’area con un bigliettino nella cassetta della posta. Le famiglie limitrofe inoltre le avvisiamo personalmente, cercando di far capire l’entità del festival e mettendole in guardia riguardo possibili disagi. Vediamo che le famiglie apprezzano che ci mettiamo la faccia.
Poi puntiamo molto a coinvolgere le aziende del territorio, creando delle partnership non necessariamente economiche, vista la crisi: vanno bene anche scambi reciproci di competenze e attrezzature, perché tanti sono più predisposti a far così. I risultati li vediamo dopo il festival, visti gli apprezzamenti di chi si è trovato bene e le proposte di chi vuole collaborare per il futuro. La soddisfazione più grande comunque è vedere tanta gente venire proprio per la concezione del festival, più che per il lato artistico. E per noi è importante fa passare questo messaggio: vado al CJF per il palco, il verde, il pomeriggio, il relax, la compagnia.

L’Azione, domenica 19 luglio 2015