Il mondo alla rovescia

In Italia un sacco di gente si indigna davanti a immagini di cani stipati nei canili.

Un sacco di gente considera l’aborto una intoccabile conquista di civiltà.

C’è pure qualcuno che si indigna davanti a una politica di sostegno delle nascite in un paese a crescita demografica zero (è vero).

Nel frattempo, in Cina succedono queste cose. E si tratta di normalità. E non importa niente a nessuno.

(Attenzione, sono immagini forti).

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Treviso "capitale italiana dell'Integrazione"

Per tutti coloro che fanno l’equazione "trevigiano = Gentilini"…

Quella di Treviso è la migliore provincia in Italia per l’integrazione degli immigrati. Il dato, decisamente a sorpresa per una terra dove la Lega è fortissima e dove anche negli ultimi tempi non sono mancati i problemi, arriva da una fonte al di sopra di ogni sospetto: il rapporto curato dalla Caritas, e relativo ai dati 2005, su incarico del Cnel. Il rapporto spiega che la graduatoria è frutto di una serie di indicatori economici e sociali che esprimono un punteggio. Fra questi, la lunga residenza, la scolarizzazione, il disagio abitativo, l’acquisizione della cittadinanza, il lavoro, la retribuzione, la disoccupazione. «Non oso pensare in che condizioni siano le altre province», è il commento di Gianni Rasera, presidente dell’associazione «Fratelli d’Italia», che però ha aggiunto: «È un dato che in ogni caso mi riempie di orgoglio perché conferma la bontà degli sforzi fin qui condotti nonostante la presenza della Lega e di personaggi come Giancarlo Gentilini. Tuttavia se penso a certe aree, ad esempio del disagio abitativo, che esistono in provincia mi viene da pensare che probabilmente chi vive quotidianamente a contatto con questo genere di problemi percepisce motivi di preoccupazione difficili da cogliere in un’indagine nazionale».

"Sono felice di vedere che Treviso è collocata ai vertici della classifica nazionale per accoglienza nei confronti degli stranieri". Abdallah Khezraji, vicepresidente del coordinamento "Fratelli d’Italia" apprende con soddisfazione la notizia emersa dal quarto rapporto nazionale sull’integrazione degli immigrati. Da più di dieci anni vive in Italia, dopo essere emigrato dal Marocco. Qui ha trovato lavoro, si è sposato e ha due figli inseriti in una scuola materna parrocchiale. Superando le difficoltà del reperire un alloggio ha ristrutturato una casetta nella zona di Ponte di Piave e si sente perfettamente inserito nel tessuto sociale trevigiano. Tutto ciò, secondo lui, dimostra che convivere è possibile se le persone si confrontano su un piano non ideologico ma di umanità.
"Io mi sento profondamente legato alla città che mi ha accolto tanti anni fa e che amo moltissimo" racconta. Khezraji si dichiara convinto che, "a dispetto del sindaco Gentilini, per l’ennesima volta i trevigiani hanno dimostrato di essere capaci di vivere in pace". La convivenza si sviluppa senza clamori e lontana dai riflettori; nasce nel contesto delle relazioni quotidiane, dove la gente dà il meglio di sè.

Abdallah Khezraji testimonia tutto ciò anche sul fronte lavorativo, della mediazione culturale operata nelle scuole e nelle strutture sanitarie. "La sensibilità c’è e la vedo tutti i giorni" conclude il vicepresidente dei Fratelli d’Italia, che fa parte pure della Consulta regionale per l’immigrazione. A suo avviso nel Veneto ci sono zone più felici come Belluno e Venezia dove il numero di lavoratori stranieri è limitato e aree più problematiche in cui emergono i conflitti, ma in ogni caso si riesce ad arrivare ad una soluzione. E’ il caso di Padova, ad esempio, in cui è stata creata una "Fondazione per la casa" che potrebbe essere presto esportata a Treviso. L. S., da "il Gazzettino", 23 marzo 2006

Primavera

Veglia
Cima Quattro il 23 dicembre 1915

Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore

Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita

G. Ungaretti

Si è vero, non c’è alcun nesso tra la poesia e il titolo. Ma solo per chi non sa dov’ero stanotte. Il paragone è azzardato ma non troppo.

Chi l'avrebbe mai detto?

Lettera a "Il Foglio" del giugno 2005, scritta dal tipo che ha coniato la frase che fa da sottotitolo a questo blog. L’ho scoperta tardi, ma non importa.

Al direttore –
L’ho detestata per anni e anni, spesso con malcelata rabbia, a volte con incredula simpatia perché la sua immagine così eccessiva non poteva non scalfire il mio cuore di vecchio ex punkettone. In realtà non sapevo niente di lei se non che era nato in una delle nobili famiglie del Pci, vera aristocrazia politica, ed era stato allevato per essere dirigente/diligente così da contraccambiare cotanta fortuna. Aveva anche cominciato bene, Torino, per quel po’ di leggenda che so. So anche di cani pastori tedeschi e cavalli maremmani, mi auguro non migliorati.

Da circa un anno sono, sempre più affezionato, suo lettore. Quando sono a casa è un’impresa quotidiana spendere quell’euro, abito fuori mano e servizi ritenuti essenziali non sono molto efficienti. A me comunque basta, spesso avanza. Due sono le tensioni determinanti, a oggi, la mia vita. Irrisolte, forse irrisolvibili ma da cui non posso prescindere. Una tensione mistico-religiosa, una tensione politico-sociale. Mai, nemmeno in momenti ben più tragici, mi sono sentito così distante, insensibile o indispettito, dall’immagine che la rappresentanzapolitica dà di sé al Paese. Però non dispero, anzi me la godo. Ben consapevole che ne ammazza più la vanagloria che la spada, non posso non citarmi: “Molte più cose,ben più strabilianti, dimorano quaggiù". Così tempi affannati e confusi sono ottimo ausilio per comprendere la realtà di cui sono parte. Niente è più quello che era, quello in cui sono nato, cresciuto, auto ingannato. Continuo a citarmi: “Molto è cambiato, molto è cambiamento, chi non lo sa, chi fa finta di niente, per interesse comunque piccolo, o è cieco o sprovveduto o maggiormente in pericolo se
non pericoloso".

Vengo al motivo per cui le scrivo. Sono arrivati gli ultimi giorni del dibattito sulla procreazione assistita che qualcuno vorrebbe fecondazione artificiale. Per lo più becera propaganda ma non solo, anzi, quante meraviglie di cui posso ringraziare il Foglio, che lei dirige. Da mesi mi interrogo se e come dire qualcosa, per quello che sono, per quello che valgo, per quello che mi si può chiedere. In cuor mio sono sereno, da più di un anno canto: “Nascere non è caso ideologico-medico-etico. E’ antecedente all’idea di diritto,divina conseguenza d’amore, sia almeno sano scopare. Umano atto, animale". Canto anche:"Involucro di carne traboccante d’umori, profumo dell’Eterno che sgorga dall’abisso".E’ che ognuno interpreta come vuole e, a ben vedere, ognuno singolarmente è anche simpatico, davvero. Troppo spesso, troppo facilmente convincibile, ahimé.

Capitano cose ben strane, da piangerne/riderne, quanto a fraintendimenti. A volte ci sarebbe da scorarsi e accedere alla clausura. Negli ultimi giorni sfoglio i quotidiani solo per prenderenota degli appelli e delle firme. Lo trovo interessante e doveroso. Per la prima volta, da che sono adulto, sono assolutamente d’accordo con la Cei e ne sono felice oltre ogni dire. In pace con me, con la mia storia, con
i miei avversari che comunque giudico, con i miei nemici. Sarà quello che i cittadini di questo Paese decideranno e credo che perderemo. Loro sono così eccitanti e moderni e ben pensanti e noi così dimessi, un po’ bacchettoni,un po’ sfigati e tanto, tanto oscurantisti. Loro godono e noi peniamo. Vuoi mettere l’oscuro profondo, umido e spaventosamente irrazionale di una figa contro lo smagliante palcoscenico di un laboratorio scientifico, l’abbaglio dei neon e la perfetta precisione di un bisturi affilato in asettico brodo: vero desiderio! Mica quel residuo arcaico d’un cazzo turgido, arraffone, impreciso e grossolano, si spera, comunque grezzo.Vi penserò affollare i seggi elettorali Ho fatto un patto con i miei animali, cani e cavalli al momento, ma spero di aumentare. Se figliano è perché scopano, con chi gli piace tra ciò che riescono a trovare. Non vorrei mai trattare un essere umano peggio di come tratto la mia stalla. E’ tutto: sono insensibile ai piagnistei, alle private dolorose storie, ai desideri ovvi. Tra la superstizione religiosa, quella politica e quella scientifica, è quest’ultima, adesso, la più folle, la più pericolosa. L’unica cosa che mi intristisce è che qualcuno immagini me triste per poter pensare sé felice. Mi prendo cura della mia famiglia, della stalla. Lavoro, studio e prego ogni giorno. Ringrazio Dio della vita per quello che è. Per una rosa, un gambo di spine: l’aroma va difeso con forza e per
bene.Domenica prossima e per metà lunedì sto in alta montagna. Al sole, al vento, alla pioggia se piove e se tormenta alla neve e non mi muovo. Ottima compagnia d’animali. Per dirne una: Nubia, cavallina di montagna avanti negli anni, matrona della stalla. Per farsi scopare, un mese fa, nel tempo del calore, si è fatta molto male, ferita da morire. L’abbiamo curata. E’ già ariosa, figlierà? Sarebbe molto bello, mica lo si pretende. Scopare ha scopato, si spera.

Lei, stronza e scorretta, alza la coda, l’arriccia, la tende, inarca il collo al vento della sera. Ah desiderio! Inondami di primavera! Dall’alto vi penserò affollare,laggiù nel plumbeo violaceo livido delle piane, i seggi elettorali dei vostri esangui sterili,politicamente corretti, desideri.

Io canto e ballo e rido e allegro mi dispero. Ebbro di vita, di vino, se ne ho voglia (non me ne vergogno), di fumo, se me ne si fa prezioso dono.Non so chi vincerà ma non temo. Questo è l’inizio di quello che sarà: la maggior partedei conti è ancora a condono. Uhaaah! Mi auguro in cuor mio ottimi nemici e lo sguardo benevolo, anche se corrucciato che meriterebbe meglio e di più, di Dio.

Giovanni Lindo Ferretti

20 agosto 2006

E’ questa la data che ci hanno concesso per IndipendenzaSonora06. Una Domenica sera: data certamente migliore rispetto al giovedì precedente.

Quet’anno ci sarà almeno un gruppo in meno a suonare, per dare più spazio a tutti e avere meno tempi morti.

Non ci sbilanciamo ancora riguardo ai gruppi che suoneranno, anhe se la scaletta più o meno definitiva sarà decisa entro al massimo uno-due mesi.