Ergonomico?

L’ultima trovata di una multinazionale francese. Il risultato di mesi e mesi di studio: il biberon ergonomico.
Sarà…

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Addio A2

CEDUTA L’A2 A MANTOVA
Il volley Oderzo vincente e deluso

ODERZO – La Lae Electronic disputerà la prossima stagione agonistica in serie C. Adesso è ufficiale. Nessuna telefonata ha salvato l’onore della città di Oderzo aiutando la società pallavolistico presieduta da Antimo Puca ad iscriversi nella serie A/2 conquistata sul campo.

Il massimo dirigente opitergino, trovatosi spalle al muro e abbandonato dalle istituzioni e dal mondo imprenditoriale ieri ha concluso l’accordo per la cessione dei diritti sportivi con il Top Team Mantova, che aveva trattato con Milano addirittura l’approdo in A/1, la conseguenza è che i lombardi, griffati Burro Virgilio, la prossima stagione la disputeranno in A/2, ma la Lae Electronic non rimarrà in B/1.

“Anche se ci spettava ma non ne abbiamo voluto nemmeno parlare – ha spiegato Puca, molto deluso – ripartiremo dalla serie C, categoria che abbiamo conquistato sul campo con la seconda squadra. Abbiamo ceduto i diritti al maggior offerente ma ci fa piacere aver trovato l’accordo con una società come il Top Team Mantova. Con loro si potrà collaborare anche in futuro”.

Gli incroci fra la Lae Electronic e il Burro Virgilio Mantova sono stati tanti negli ultimi anni. Le due società in effetti sono al terzo round. Nel 2006 il Burro Virgilio Mantova estromise gli opitergini dai playoff promozione dopo un’emozionante serie, nel 2007 ancora i virgiliani prevalsero nell’ambito della final six di Coppa Italia. E, ieri, Mantova ha festeggiamo per la terza volta. Antimo Puca, dopo essere passato dal cassiere, avrà un posto nel consiglio direttivo del Top Team Mantova.

“Mi sono tolto un peso – ha commentato il presidente opitergino – ho atteso fino a mezzogiorno sperando fino all’ultimo che il telefono squillasse, ma nessuno mi ha chiamato. Questa la dice lunga sull’interessamento soprattutto delle istituzioni. Con la scadenza dei termini per la cessione dei diritti sportivi ormai imminente ho compiuto così la scelta meno dolorosa, anche se l’asta di quest’anno è drammaticamente a ribasso”. Con la ripartenza dalla C mutano completamente gli scenari futuri della Pallavolo Oderzo.

L’addio agli assi come Joel Bacci, Damir Kosmina, Massimo Pecorari, Andrea Radin è solo questione di ore, come pure quello al “magico” coach Horacio Del Federico. “Non chiederò a nessuno di rimanere in C – ha garantito Puca – mi affeziono alle persone che scelgono di venire a giocare a Oderzo ma a chi ha saputo conquistare sul campo la A/2 non posso chiedere questo sforzo”.

Giacinto Bevilacqua, Oggi Treviso, 27 maggio 2008

Attrito viscoso

Mentre della polemica sul caso Redditi dei contribuenti on-line ormai non si ricorda più nessuno, in rete ha fatto capolino anche la lista dei contribuenti di Oderzo.
Ora quindi anche noi opitergini potremo soddisfare le nostre curiosità economiche e anagrafiche più morbose e sapere a colpo sicuro da chi andare se dobbiamo cercare sponsor o fare una raccolta fondi. Ve la immaginate la scena? "Ma insomma, signor Vi****e Ca******r, solo 50 euro? Le ricordo che lei nel 2005  ha dichiarato un reddito imponibile di 425.448 euro!"  Oppure ancora le signore al bar: "Hai visto la Giuditta, è nata il 2 febbraio 1946… non li porta mica tanto bene i suoi anni… non ti sembra?"
Ringraziamo mister "Fatto di democrazia" Vincenzo Visco per questo bellissimo regalo di fine legislatura.

P. S. un commento sui commenti di quei gironi. Tutti a mettere in luce il fatto che Beppe Grillo dichiarava quattro milioni di euro. E allora? Cambia qualcosa il fatto che sia ricco? Nessuno invece ha fatto notare che Luciano Benetton, il settimo uomo più ricco d’Italia secondo Forbes, ne dichiarava circa un terzo. La solita informazione all’italiana. E i soliti imprenditori all’italiana.

Justice – Stress

Mentre in Italia si discute se la clandestinità dev’essere considerata più o meno un reato, in Francia sta facendo discutere l’ultimo video dei Justice, duo parigino di deejay, in cui si vedono alcuni figli di immigrati abbandonarsi ad atti di teppismo e violenza gratuita nelle banlieue. cosa ne pensate?

Aggiornamento. Qualche aiutino per riflettere meglio, anche grazie ad una ricerchina su Internet.

* I Justice sono un duo di recente formazione, composto da due giovani DJ francesi un po’ tamarri, e a quanto pare provenienti dalla Parigi bene. Sono diventati famosi nel 2006 grazie al ricampionamento (e relativo video) di "We Are Your Friends" dei Simian.
* "Stress" è il terzo singolo del loro primo album, † (sì, il titolo è proprio una croce, simbolo del gruppo). Un album notevole che si colloca nel solco lasciato dai loro connazionali Jean-Michel Jarre prima e Daft Punk dopo. Il brano, in particolare, campiona "Jocko Homo" dei Devo e soprattutto la mitica "Night on Disco Mountain" di David Shire, pezzo della colonna sonora de "La febbre del sabato sera" che a sua volta era una reinterpretazione della celebre "Notte sul Monte Calvo" di Musorgskij.
* Il video non è stato trasmesso, finora, né da MTV né da alcuna emittente televisiva, musicale e non. Nonostante questo, è stato visto in pochi giorni da milioni di persone grazie ad Internet.

Qualitativamente parlando io lo trovo un video decisamente sopra la media: musica e parole sono ben sincronizzate, e anche fotografia, montaggio e regia sono più che buone.
Ed ora siamo alle solite: libertà di espressione, denuncia o solito tentativo ancora una volta ben riuscito di farsi pubblicità scandalizzando?
I maligni tra l’altro sospettano che il video serva soprattutto a pubblicizzare il giubbotto griffato con il logo del gruppo che viene indossato dai protagonisti. Un capo che viene venduto alla non proprio modica cifra di 700 euro.

Fanatici della Apple, è ora di crescere

Che senso ha pagare di più per avere un computer senza lettore dvd né porta usb, e così lucido da sembrare una piastrella per il bagno? Un articolo di Alex Pareene.

Karl Rove ama il suo iPhone. Lo usa in continuazione! Ha anche ammesso di possedere un MacBook Air, un portatile che si distingue per una sola qualità: potete metterlo in una grande busta da lettere. Quel tiranno radiofonico di Rush Limbaugh, invece, ha dovuto chiedere alla Apple di aiutarlo a sistemare il suo nuovo computer.

I profeti preferiti degli americani amano il design sottile e la semplicità dei prodotti Apple. Quei criptofascisti: sono proprio come noi! E questo ci porta a una preghiera: possiamo, per favore, smetterla una volta per tutte con questo falso mito per cui la Apple avrebbe un fascino particolare che la rende un’azienda fichissima?

La Apple è una gigantesca fabbrica di tecnologia. Quindi sta uccidendo il pianeta! I computer, i processori, le batterie e i telefonini sono pieni di veleni, e finiranno tutti sotto terra. Certo, l’azienda di Steve Jobs ha detto che riciclerà il vostro vecchio computer se promettete di comprarne uno nuovo. Da loro, però. E pensare che nel consiglio d’amministrazione c’è Al Gore!

La Apple ha anche lanciato qualche iniziativa aziendale con la parola "verde" nel nome, proprio come la General Electric. Per non parlare del suo negozio online, iTunes, pieno di file protetti per evitare le copie pirata. Oppure della sua abitudine di costringere i blogger che parlano dell’a­zienda a rivelare le loro fonti citandoli in giudizio, e di tutte le altre cazzate con cui attirano l’attenzione dei blog tech-alternativi come Boing Boing.

Feist e la Bauhaus
Ormai i prodotti della Apple sono solo degli accessori: paghi un po’ di più per un portatile senza lettore dvd solo perché c’è il logo e il tuo mouse ha un solo tasto perché Apple pensa che i suoi utenti non siano capaci di usarne due.

Molte cose supertrendy costano più della concorrenza, ma spesso sono decisamente migliori: i Levi’s da duecento dollari sono più robusti di quelli da sessanta. Con i prodotti Apple, invece, spendi di più per un portatile senza porta usb e così lucido da sembrare una piastrella per il bagno.

Bisogna ammettere che il loro sistema operativo è intuitivo ed estremamente semplice da usare. In più ha una bella grafica e spesso funziona. Ecco perché è perfetto per vostra nonna! Preferirà senz’altro usare il Mac invece di provare a installare Firefox su Windows Xp.

Ma queste cose non verrete mai a saperle da qualcuno del reparto marketing della Apple, che sembra adulare solo i consumatori più cosmopoliti. Designer! Fan dell’indie rock! Ragazzi con le sneaker! Questi prodotti sono stati creati per voi, perché Apple pensa che siate degli idioti!

Sono due anni ormai che ce lo dimostrano con quegli stupidi spot "I’m a Mac". Tu sei un Mac! Tu sei uno sgradevole e insopportabile fighetto! Il pc è uno spirito brillante e un bravo scrittore. Ma porta la cravatta, guarda un po’, e quindi è uno sfigato. La Apple ha insultato la vostra intelligenza fin dall’inizio: ricordate il famoso spot lanciato durante il super bowl del 1984?

È da idioti pensare che sia un gesto ribelle spendere un sacco di soldi per un computer, quando puoi comprarne un altro a meno che funziona altrettanto bene. Almeno hanno abbandonato lo slogan "Think different": faceva venire voglia di sganciare dal continente l’intera West coast e mandarla alla deriva nell’oceano.

Ma noi non odiamo i Mac. Pensiamo che l’iPhone sia un oggetto per stronzetti che funziona meglio del BlackBerry, abbiamo un iPod e ammettiamo senza alcuna difficoltà che comprare un pc con il sistema operativo Vista è un errore madornale (però se si torna a Windows Xp tutto va bene!).

Ma siamo stufi di chi è convinto che siccome qualche leccapiedi del marketing ha fatto ascoltare al capo la musica di Feist o un designer della Apple ha sentito parlare di Bauhaus, allora la Apple sia un’azienda più creativa e liberale, che so, della Dell. Almeno la Dell non ci tratta come dei cretini.

Alex Pareene è un editor di Gawker.com, blog molto sarcastico su gossip, celebrità e notizie da Manhattan. Questo articolo è uscito con il titolo Apple fetishists: grow up.

L’Internazionale, 17 aprile 2008

NOTA. Nel video potete vedere gli effetti del MacSaber, il programma che sfruttando l’accelerometro incorporato degli ultimi Macintosh permette di usare il vostro bel computerino bianco come una spada laser.

Sei pronto per la prova costume?

Passano le stagioni ma i servizi idioti nei nostri telegiornali non passano mai. Quando arriva l’inverno, immancabile arriva pure l’intervista al dottore che ci consiglia, per evitare di prendere l’influenza, di "vestirsi bene" quando c’è freddo. A fine luglio invece, quando il termometro raggiunge i livelli massimi, il solito signore col camice bianco non evita di ricordarci di "vestirsi leggeri", di "bere tanta acqua e di non uscire nelle ore più calde" per evitare la disidratazione, "specie gli anziani".

Al TG5 di oggi, 12 maggio, finalmente ci hanno ricordato che l’estate si avvicina e che è tempo di pensare alla prova costume. Mancano appena 35 giorni al solstizio, siamo ancora in tempo per uscirne indenni?

"Assolutamente", ci risponde l’intervistato. Come se fosse possibile con un po’ di attività fisica recuperare la forma perduta dopo mesi di scarsa mobilità invernale, neanche fossimo in un film di Verdone.

Ma se l’intervistato è il titolare di una palestra, con tanto di clienti sul tapis roulant a fare da sfondo, che risposta pensate che vi arrivi?

Senza contare che il termine "assolutamente" assume un significato solo se inserito in un contesto. Questa parola, da sola, non vuol dire proprio niente. Ma oggi va di moda dire così, un po’ come quell’insopportabile "piuttosto che" usato come sinonimo di "oppure".

Ma a pensarci bene il contesto c’era: la palestra…

Quando si dice prosa pirotecnica…