Jennifer Gentle

Domenica notte fuori dal New Age io, il buon Bibi e il Ceppo abbiamo fatto due parole con Luca e Alberto dei Verdena e Marco Fasolo, cantante dei Jennifer Gentle.

Il quale si è ricordato di noi a quattro anni e quattro mesi di distanza dalla prima (ed ultima volta) che ci siamo visti.

Le piccole soddisfazioni della vita.

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Le “Memorie storiche di Oderzo” in libreria

Dieci anni dopo la ristampa di Museo Opitergino di Gaetano Mantovani, grazie all’instancabile Bepi Barbarotto un’altra rara e importante opera sulla storia di Oderzo è ora alla portata di tutti: da pochissimi giorni in libreria sono arrivate le Memorie storiche di Oderzo, pubblicate da Almorò Albrizzi nel 1743. Una ristampa anastatica da collezione, riprodotta in 999 esemplari, di cui 100 fuori commercio, numerati a mano dallo stesso Barbarotto a degna conclusione dei festeggiamenti per i primi cinquant’anni della sua Libreria Opitergina.
Il volume in commercio riproduce una delle pochissime copie originali dell’opera oggi esistenti, appartenuta nel XIX secolo all’umanista opitergino nob. Giulio Bernardino Tomitano e ora conservata nella Biblioteca Centrale di Verona. Albrizzi, storico veneziano, scelse Oderzo come primo argomento di una collana di ricerche storico-sociali sulle principali città dei domini di terraferma della Serenissima, ma a questo primo volume non ne seguirono altri. L’opera presenta in copertina una notevole incisione raffigurante l’opitergino Paolo Lucio Anafesto, primo doge di Venezia, i busti di dodici personaggi illustri originari della città (tra i quali i tre vescovi Floriano, Tiziano e Magno), lo stemma della città e quelli delle sue famiglie nobili.
Nelle appena venti pagine del suo trattato, Albrizzi dipinge un dettagliato affresco sulla città partendo dal passato per arrivare al (suo) presente. Ed è qui che inizia la parte più importante, perché si tratta di un documento più unico che raro per comprendere com’era la città nel XVIII secolo: l’autore passa in rassegna le sue famiglie nobili e i suoi personaggi illustri in campo civile ed ecclesiastico, passando poi alla descrizione delle chiese, dei palazzi e delle opere d’arte principali, delle feste e dei mercati cittadini, del patrimonio archeologico opitergino conosciuto all’epoca.
Introducono l’opera la sentita dedica di Barbarotto alla moglie e la prefazione di Mario Bernardi.

Almorò Albrizzi
Memorie storiche di Oderzo
Ristampa anastatica dell’originale del 1743
Libreria Opitergina Editrice

L’Azione, domenica 22 novembre 2009

48 anni di Sole

E così la settimana scorsa, con l’annuncio dell’acquisto della Plastal di Oderzo da parte di Prima S.p.A. di Frosinone, sembra che ogni possibilità di chiusura della storica fabbrica opitergina sia da accantonare defnitivamente.

A me in particolare tocca ringraziare il presidente della società laziale (nonchè presidente della squadra di calcio della sua città, ora in serie B) per il perfetto tempismo.

Infatti, nel quinto capitolo del mio libro di prossima pubblicazione c’è un saggio  riguardante proprio la Plastal (ex Sole, Società Opitergina Lavorazione Elettroplastiche), visto che si trova in territorio di Camino.

Il saggio racconterà la storia della Sole, dalle trattative per la sua realizzazione, avvenute intorno al 1960, fino alla crisi che ha attraversato in questi mesi: in mezzo a queste due date ci sarà posto per l’analisi della figura del “metalmezzadro” (ovvero del tipico operaio della fabbrica nei suoi primi anni di attività), dei vari cambi di proprietà che ha subito (Zoppas, Zanussi, Electrolux ecc…), dell’importanza che ha avuto nello sviluppo dell’imprenditoria opitergina.

Il libro andrà in stampa tra una settimana, giusto in tempo per scrivere, al termine del saggio, della felice conclusione delle trattative per salvare l’azienda.

Da primo gennaio 2010 la “nostra” fabbrica tornerà italiana, dopo 26 anni.

 

Sopra: un meraviglioso cartello fotografato al parcheggio della Plastal