I Caminesi e le eredità contese

Giovanni De Min, Francesco Ramponi consegna i feudi caminesi ai Procuratori di San Marco, Vittorio Veneto (TV), Museo della Battaglia, 1842-44 circa

Nel tardo pomeriggio di venerdì 11 maggio in biblioteca a Vittorio Veneto, Massimo Della Giustina del Circolo Vittoriese Ricerche Storiche ha presentato un documento finora sconosciuto che riguarda un’intricata vicenda di eredità del XIV secolo, la quale ebbe conseguenze rilevanti per la storia locale e non solo.
Siamo nel 1335: Rizzardo VI da Camino (la cui celebre arca si trova nella chiesa di Santa Giustina a Serravalle) muore senza figli maschi, condannando così all’estinzione il sedicente “ramo superiore” della famiglia.
Perché “sedicente”? Perché gli storici contemporanei, e tra questi i membri del Circolo, ritengono che la separazione tra Caminesi “di sopra” (quelli i cui interessi gravavano intorno a Serravalle e le prealpi) e Caminesi “di sotto” (quelli residenti nell’opitergino-mottense), sebbene comunemente accettata in realtà non sia mai realmente sussistita: tale credenza è dovuta ad una falsificazione di documenti di cui parleremo a breve.
È a questo punto che nasce una controversia sull’eredità di Rizzardo, contesa da una parte dai Caminesi del “ramo di sotto”, legittimi eredi, e dall’altra dal vescovo di Ceneda, il bolognese Francesco Ramponi, controverso personaggio sul quale gravano accuse di simonia, concubinato e, di lì a poco, pure una scomunica: quest’ultimo infatti concede i castelli del defunto in feudo alla Repubblica di Venezia, facendo ampio uso di documenti falsi che tra l’altro sostengono che ogni ramo del casato Caminese non possa reclamare l’eredità dell’altro.
Nella disputa si inseriscono anche gli Scaligeri, all’epoca in guerra con i trevigiani, il Patriarca di Aquileia e infine la Curia Romana, chiamata a dirimere la questione.
Il papa sceglie come proprio delegato Nordio da Grava, abate di Follina, autorità ritenuta sopra le parti, il quale emette la sentenza che è stata l’oggetto principale dell’incontro: un documento datato 9 ottobre 1338 che, come prevedibile, dà ragione ai Caminesi e torto al Ramponi.
Della Giustina si è chiesto come sia possibile che tale verdetto sia stato del tutto ignorato sia dai giuristi dell’epoca sia dagli storici che nei secoli successivi studiarono la vicenda, compreso il trevigiano Girolamo Biscaro che nel 1925 pubblicò il più puntuale ed ancora valido studio sul tema.
La vertenza prosegue con vari colpi di scena, tra i quali dei tentativi di corruzione portati avanti da entrambi le parti, e un attentato fallito ai danni del vescovo ordito dai Caminesi con il benestare del patriarca di Aquileia, desideroso di espandere la propria influenza in sinistra Piave. Quest’ultimo, impugnando una disposizione testamentaria di Rizzardo IV da Camino (il figlio del “buon Gherardo” citato nella Divina Commedia) per poco non riesce ad ottenere i territori del cenedese: fallisce a causa del notaio che nel 1312 aveva rogato il testamento il quale, corrotto dai veneziani, dichiara il falso.
Alla fine a spuntarla sono Ramponi e Venezia: la famiglia da Camino, penalizzata dalle mutate condizioni politiche, per non perdere l’intera eredità nel 1343 rinuncia definitivamente a Serravalle ottenendo in cambio l’investitura di alcuni castelli secondari della zona.
Serravalle fu la prima significativa acquisizione territoriale che la Repubblica di Venezia fece nell’entroterra. La prima in assoluto riguardò Motta di Livenza nel 1291; essa però si trovava al confine con il cosiddetto “Dogado”, ovvero la fascia costiera già da tempo sotto il controllo del Doge.
Circa un secolo e mezzo dopo i domini della Serenissima si estendevano in tutto il Veneto e Friuli, e in parte del Trentino, della Lombardia e della Romagna.
Solo in apparenza quindi questa potrebbe sembrare una questione locale: in realtà, come si è visto, segnò un punto di non ritorno nella storia del Veneto e, di conseguenza, dell’Italia.
Da segnalare la brillante esposizione del relatore, il quale è riuscito a rendere sufficientemente comprensibile un argomento che risulta ostico anche per gli specialisti.

L’Azione, domenica 10 giugno 2018

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Il nuovo sito di Camino…

Il sito di Camino si rinnova.

Nacque nel 2000 come raccoglitore di notizie e di informazioni storiche sul paese, nell’ottica della futura publbicazione di un libro sull’argomento.
Sono passati undici anni, ora il libro “Camino e i da Camino: un paese, la sua gente ed il suo casato” è in libreria ormai da tempo; nel frattempo tanta acqua è passata sotto i ponti e anche la Rete è cambiata: niente più siti statici ma blog, social network, feed RSS.
Si è quindi reso necessario riconsiderare profondamente l’aspetto di un sito ormai obsoleto e poco fruibile, e la cui ultima radicale trasformazione risaliva al 2003.
Il nuovo sito ora ha meno pagine e ne ne ha guadagnato in fruibilità. Presenta anche meno contenuto, ma solo per ora: l’intero sito è da considerarsi attualmente in allestimento, e nelle prossime settimane verrà strutturato meglio sfruttando le grandi potenzialità del motore WordPress.
A tal proposito non esistate a suggerirci nei commenti qualsiasi tipo di miglioramento ai contenuti o alla grafica del sito, e a segnalarci eventuali errori.

da www.camino-oderzo.it. L’immagine si riferisce al sito di Camino nel 2001.

“Camino e i da Camino” nel 2011

* Giovedì 20 gennaio alle 20.45 in biblioteca a Motta di Livenza ci sarà la quarta presentazione del mio libro Camino e i da Camino, dopo quelle di Camino, Oderzo e Vittorio Veneto. Introdurrà la serata il dottor Lazzaro Marini. Sto lavorando per fare una presentazione anche a Treviso ma, come ben sa il feldmaresciallo von Hötzendorf, attraversare il Piave è difficile. Però quasi sicuramente nei prossimi mesi ce ne sarà una vicino alle sacre sponde, a San Polo di Piave.

* Lo so perché ho appena iscritto il libro all’edizione 2011 del Premio Gambrinus “Giuseppe Mazzotti”, sezione “Finestra sulle Venezie”, che proprio a San Polo ha sede. È, credo, l’unico concorso letterario per libri di cultura locale organizzato nel raggio di 30 (50? 100?) chilometri da casa mia; si prevede una partecipazione di una sessantina di opere. Per prima cosa dovrò spedire al più presto una copia del libro ad ognuno dei nove componenti della giuria, tra i quali segnalo (perché indubbiamente più famosi al grande pubblico) Mario Tozzi conduttore de “La gaia scienza” su LA7, e lo scrittore-archeologo Valerio Massimo Manfredi. Il responso a ottobre.

* Nel frattempo ho fatto i conti che in un anno, tra copie vendute e omaggi vari, sono state piazzate circa seicento copie della mia opera. Che non saranno le tre milioni (che poi in realtà sono due o addirittura meno di uno) dei Cento colpi di spazzola prima di andare a dormire di Melissa P, ma nel mio libro oggettivamente c’è meno patata, e questo di certo non aiuta.

* E le visite a questo blog in queste prime due settimane di anno dispari sono più che raddoppiate rispetto a dicembre. Complice un pentagramma, però.

Un anno fa

Oggi è  passato un anno da quando per la prima volta prendevo in mano una copia del mio libro Camino e i da Camino, per poi portarne subito una ventina alla Libreria Opitergina e, lì, vederne venduta una dopo appena cinque minuti…

Visti i tanti riscontri positivi che ho ricevuto e gli inviti a dare un seguito a quest’opera, ho già iniziato da un po’ di tempo a raccogliere materiale per un libro sull’antica Pieve di Oderzo, che se tutto va bene potrebbe verosimilmente uscire nella prima metà del 2012.

(Giusto per capirci, la Pieve di Oderzo era una circoscrizione ecclesiastica che comprendeva Oderzo, Camino, Colfrancui, Fratta, Rustignè, Faè, Piavon, Tempio, Gorgo al Monticano e forse anche Lutrano di Fontanelle.)

Per il resto ho anche intenzione di organizzare qualche altra presentazione: la prossima sarà in biblioteca a Motta di Livenza giovedì 20 gennaio 2011 alle 20.45; introdurrà la serata il dottor Lazzaro Marini.

Piccolo spazio pubblicità

Questo post serve solo per avvertirvi che, da una decina di giorni, è uscito (udite udite) il primo libro che mi cita.

Trattasi di “Santa Maria di Campagna: un pensiero d’amore e di amicizia”, a cura di Graziano Moretto e Mario Bernardi, Gianni Sartori editore. Vengo citato in quanto scrittore del libro su Camino e i da Camino, opera che è pure in bibliografia.

Trattasi però di un libro che non in commercio, almeno per ora, ma è sempre meglio di niente, no?

Comunque, se proprio ci tenete a consultare il volume, mi sembra di averne intravista una copia in biblioteca a Oderzo.

Mostra storico-fotografica “Camino ieri e oggi”

Visto il successo dello scorso anno (oltre 800 visitatori in 9 serate), anche nell’ambito dei festeggiamenti patronali 2010 di Camino di Oderzo (TV) verrà allestita una mostra storico-fotografica sulla storia del paese.

L’iniziativa è inserita nell’ambito dell’uscita del libro “Camino e i da Camino: un paese, la sua gente, il suo casato” di Andrea Pizzinat, pubblicato per la Tredieci Editrice nel dicembre 2009.

La mostra di quest’anno integra parte della documentazione proveniente dalla mostra del 2009 con nuovo materiale emerso durante l’ultima fase di realizzazione del libro e negli ultimi mesi.

Non mancherà, all’interno dell’allestimento, uno sguardo d’insieme alle vicende storiche della famiglia dei da Camino, uno dei principali casati veneti del medioevo che proprio da questo paese ha preso il nome.

L’iniziativa anche quest’anno si avvale della collaborazione con la Libreria Opitergina di Bepi Barbarotto, e del patrocinio morale dell’Amministrazione Comunale di Oderzo.

19-24 agosto 2010, ore 20.30-23.30 presso la casa canonica

Due segnalazioni per il libro

Lo scorso fine settimana, a distanza di meno di ventiquattr’ore, mi sono capitate per le mani due nuove “segnalazioni” del mio libro.

* La prima era in programma: si tratta della segnalazione nell’ultimo numero di “Noi giornalisti”, rivista dell’Ordine dei Giornalisti del Veneto (numero che, almeno per ora, non è consultabile on-line nel sito dell’ordine, ma tanto il testo è quello standard).

* La seconda invece non era affatto aspettata. Il mio libro è segnalato in terza di copertina del volume “Il segreto del pozzo. Aspetti di vita quotidiana dai pozzi romani di Oderzo“, presentato venerdì scorso al museo archeologico Eno Bellis. La mia opera prima è inserita in un elenco di libri pubblicati da o in collaborazione con la Libreria Opitergina, editrice di questo nuovo volume del quale a breve farò la recensione. Ringrazio Bepi Barbarotto per il pensiero!