La pillola (di saggezza) del giorno dopo


Durante quest’ultimo mese di pubblicità elettorale ne ho vista parecchia. Ma è stato in particolare un volantino ad attirare la mia attenzione durante l’ultima settimana di campagna elettorale: potete vederlo qui sopra. E leggerlo qui sotto.

Cari Opitergini
SE DIVENTERO’ SINDACO
• DEDICHERO’ ATTENZIONE AD OGNI SINGOLO CITTADINO DAL GIORNO DOPO LE VOTAZIONI, NON IL GIORNO PRIMA.
• NON SORRISI, STRETTE DI MANO E PACCHE SULLE SPALLE , MA ASCOLTO ATTENTO E POI RICERCA DI TUTTE LE SOLUZIONI POSSIBILI.
• MOSTRERO’ E SPIEGHERO’ TUTTO QUELLO CHE FACCIO, NON NASCONDERMI DIETRO LE DIFFICOLTA’ DELLE LEGGI E DELLA BUROCRAZIA.
• OTTERREMO FINANZIAMENTI E TROVARE RISORSE ECONOMICHE, PER IL TERRITORIO.
• SPENDEREMO I SOLDI PUBBLICI PER SODDISFARE I BISOGNI, NON PER FAR BELLA FIGURA.
• VIGILERO’ PERCHE’ SIA FATTO L’INTERESSE DELLA COLLETTIVITA’, NON DI POCHI.
• PIANIFICHEREMO GLI INTERVENTI DA ESEGUIRE PARTENDO DA SUBITO, NON NEGLI ULTIMI SEI MESI.

PERCHE’ VOTARE [censura]

Per dire NO
• AL NUOVO SUPERMERCATO SULLA POSTUMIA,
• AL CANILE DI COLFRANCUI IN QUELLA POSIZIONE,
• ALL’ICI REGRESSA ALLA CANTINA SOCIALE.

Per dire SI
• RIORGANIZZARE LA VIABILITA’ DEL CENTRO, CENSIRE E UTILIZZARE AL MEGLIO I PARCHEGGI ESISTENTI LASCIANDOLI GRATUITI IL SABATO.
• DEFINIRE UNA QUATA ANNUA DEL BILANCIO DA DESTINARE ALLE FRAZIONI.

L’ho censurato a dovere, quindi non potete capire chi è il committente. Tanto, chi è di Oderzo o sa leggere tra le righe capirà senz’altro di chi si tratta. E gli altri non ha importanza che lo capiscano.
Certo, pubblico questo post durante l’apertura dei seggi, mentre a Oderzo si sta decidendo chi sarà il sindaco che guiderà la città fino al 2016, ma ormai mancano pochi minuti alla chiusura delle votazioni e credo proprio che questo post non riuscirà a spostare un solo voto. Ma non è affatto questa la mia intenzione.

La mia intenzione è la solita: farvi riflettere.

Dunque. Siamo nel 2011. Vivo in una città di ventimila abitanti dalla spiccata vocazione agricola e dove per secoli la cultura è stata ad appannaggio di pochi. Ma i tempi, ora, sono cambiati, ed i nostri quattordicenni vanno tutti a fare il liceo, ok?

Passiamo ad osservare questo volantino: passi gli apostrofi usati come accenti. Passi l’uso esagerato del maiuscolo (detto anche “sindrome del caps-lock”) che, almeno nel mondo dell’informatica, equivale ad urlare. Passi gli spazi doppi, la virgola dopo lo spazio e le sottolineature buttate lì in un’altra versione di questo volantino riveduta e corretta (ma non troppo).
Com’è possibile che una persona che si candida a guidare un comune come il nostro possa presentarsi in questo modo ai suoi potenziali elettori? Discordanze singolare-plurale, errori di ortografia, uso errato delle preposizioni… E, dove in apparenza errori non ce ne sono, si offre un italiano più scadente che colloquiale, degno di un “torno subito” scritto sulla carta del prosciutto.

(ringrazio l’amico che mi ha suggerito quest’ultima ardita metafora.)

Eppure un candidato sindaco non è solo: dietro di lui c’è uno staff che cura la sua campagna elettorale. Ha dei cittadini candidati nelle sue liste, tra cui insegnanti e laureati. Possibile che nessuno abbia notato e corretto gli strafalcioni, durante la filiera che va dal computer di chi ha scritto questo testo al computer della tipografia che ha stampato il volantino? Faticherei a tollerare una tale mancanza di professionalità anche alla sagra della porchetta di Roccacannuccia.

Ora dovrei tirare le conclusioni, ma per mancanza di tempo le lascio tranquillamente a voi.

Riflettete, dunque!

(Ah dimenticavo: la foto che fa da sfondo al volantino l’ho fatta io quattro anni fa durante una mattinata di cazzeggio in centro. Ma questo non c’entra: questa foto, tra l’altro pure scattata in controluce, la usano ormai tutti a destra e a manca. E sempre senza chiedermi l’autorizzazione, tranne in un solo misero caso.)

Giovani e politica a Oderzo: due casi

Seconda parte della mia indagine sui candidati alle comunali 2011 a Oderzo. La prima è qui.

Tra le quattro liste a sostegno della candidata leghista una è composta da sedici candidati tra i 19 e i 39 anni: sono i “Giovani per Michela Durante”. Già alle comunali 2006 il Carroccio schierò la lista “Giovani… noi ci siamo” a sostegno del proprio candidato: un precedente non certo positivo visto che quel gruppo sparì senza lasciare traccia all’indomani del ballottaggio. «È vero – dice oggi Federica Colò, uno dei pochi reduci di quell’esperienza –. Ma quello era un gruppo troppo legato al partito e con persone a volte poco motivate. Questa volta lanciamo una proposta più legata al candidato». La speranza è che questa nuova formazione duri nel tempo a prescindere dagli esiti delle urne. Opportunità di darsi da fare ce ne sono a bizzeffe a Oderzo: cosa succederà? Lo scopriremo solo vivendo.

Ben diversa è la storia dei Giovani per Oderzo, il gruppo di giovani di sinistra che da cinque anni propone le sue attività nel territorio. Alle comunali 2006 si schierò con il Partito democratico, e quattro suoi componenti furono inseriti tra i candidati consiglieri. Uno di questi, Andrea Erboso, l’estate scorsa divenne pure segretario pro tempore della sezione locale del partito.
Questa tornata elettorale però non vede alcun Giovane per Oderzo in lista con alcun candidato. I motivi sono illustrati nell’ultimo numero de “Lo strillone”, il giornale murale del gruppo esposto in piazza Grande domenica scorsa: “La collaborazione su cui avevamo investito si è rivelata per noi insostenibile perché inficiata da metodi ed equilibri che riteniamo inaccettabili e ci ha costretti a rivedere le nostre posizioni”, scrivono, promettendo di continuare a fare la propria parte nella vita politica della città all’esterno delle istituzioni. I Giovani per Oderzo criticano la scelta delle liste di raccogliere consensi più attraverso i giri delle conoscenze dei propri candidati, che sui programmi e le proposte per la città. Però, concludono, «l’appuntamento è solo rimandato».

L’Azione, domenica 15 maggio 2011

Donne e giovani alle amministrative opitergine

Le donne e i giovani sono due categorie che, specie nel nostro paese, non godono certo di grande rappresentatività nella vita politica del nostro paese. Ma com’è la situazione a livello locale? Vi proponiamo un’indagine statistica sui candidati consiglieri alle imminenti amministrative a Oderzo che può diventare una buona cartina tornasole.

Se indaghiamo sul numero di maschi e femmine candidati, a contendersi il posto di più equilibrati sono Lega Nord e Movimento 5 Stelle: le percentuali di candidature maschili sono il 50,8% per il Carroccio contro il 53,3% dei cosiddetti “Grillini”. Ma togliendo i due candidati sindaco dalla statistica, per Astolfo abbiamo 7 maschi e 7 femmine, dunque un 50%-50% tondo, contro il 51,6% maschile dei candidati della Durante. I maschi rappresentano il 69,2% dei candidati di Bedini, il 78,8% di quelli di Dalla Libera, il 79,6% di Luzzu ed infine l’88,2% di Ferri.
A livello di liste singole, tra le dodici Lega Nord e Giovani per Michela Durante sono le uniche due a maggioranza femminile (rispettivamente 53 e 56%); il Carroccio opitergino continua quindi a valorizzare il “gentil sesso”, tendenza non certo nuova: la giunta Pujatti aveva infatti più assessori donne che uomini.

Come prevedibile, i Giovani per Durante rappresentano anche la lista con l’età media più bassa: 28 anni e 3 mesi. Trentatré anni e tre mesi l’età media dei candidati di Rifondazione Comunista, che schiera ben quattro candidati su dodici con al massimo vent’anni; 38 invece l’età media dei Grillini. I candidati meno giovani li presenta la lista civica “Oderzo Sicura” (quasi 54 anni).
Se si considerano le coalizioni e non le liste, le medie tendono ad avvicinarsi: quasi 43 anni per i candidati della Durante, 46 anni e mezzo per Ferri, 48 e tre mesi per Dalla Libera, quasi 49 per Luzzu.

In generale vediamo che i candidati hanno un’età media di 44 anni e mezzo; sono in tutto ben 192, ovvero uno ogni 104 residenti circa, e per il 67,7% sono di sesso maschile.
L’altro dato che emerge da questa indagine è che il maggior equilibrio tra maschi e femmine si tende a riscontrare nelle liste con l’età media più bassa: è il segno di un cambio di mentalità che probabilmente porterà, con il cambio generazionale, ad un maggior coinvolgimento femminile nella vita politica.

Legenda grafico (cliccare sopra per ingrandire)
Asse X: percentuale di uomini candidati
Asse Y: età media dei candidati in lista
Quadratini con bordo spesso: posizione delle coalizioni
Quadratini senza bordo: posizione delle liste
Quadratini senza bordo e testo: posizione delle coalizioni togliendo il candidato sindaco dalla statistica (in 2 casi su sei questa rimozione è ininfulente nella media).
Quadratino grigio con scritto TOT: media totale di tutti i candidati.
Colori: Giallo = Astolfo (Movimento 5 Stelle); Rosso = Bedini (Rifondazione Comunista); Grigio chiaro = Dalla Libera (Oderzo Sicura); Blu = Durante (Lega Nord); Azzurro = Ferri (Popolo delle Libertà); Verde = Luzzu (Partito Democratico).

L’Azione, domenica 15 maggio 2011

Domani la seconda parte dell’indagine, che si può comunque già leggere nel sito de L’Azione insieme alle tabelle usate per questa statistica.

Lasciate ogne speranza, voi ch’intrate. Nel sottopasso

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Prendete le bellissime tavole realizzate da Alberto Martini a inizio Novecento per illustrare la Divina Commedia e spingete Altan a fare altrettanto. Ora prendete un grigio sottopasso deturpato dai soliti vandali e “consegnatelo” ad un gruppo di writers professionisti. Mettete insieme le due cose ed ecco il risultato: ora il sottopasso del Gorgazzo, in via Madonna della Salute a Oderzo, è diventato un curioso e originale veicolo promozionale per la mostra “La Divina.com” (Palazzo Foscolo, 14 maggio-30 giugno 2011) che metterà a confronto due artisti in apparenza così lontani come il pittore opitergino, precursore del surrealismo, ed il noto vignettista trevigiano contemporaneo, e le loro interpretazioni dell’immortale capolavoro dantesco. Il graffito del sottopasso è opera dell’Associazione Culturale Kantiere Misto di Conegliano (maggiori info al sito www.archigraff.tk); un’operazione simile è stata compiuta anche a Conegliano presso l’ex Zoppas.

L’Azione, domenica 15 maggio 2011 (almeno spero…)

Altre foto nel mio profilo di Flickr. Ne pubblicherò qualcun’altra forse già domani.

Primo maggio ricco, mi ci ficco

“Il 1° maggio 2011, universalmente giorno dedicato alla beatificazione di Giovanni Paolo II, è stato requisito dagli imperialisti americani, segnatamente da Washington che ha deciso di uccidere Bin Laden, il nemico numero 1, in questo giorno, con una volontà di prevaricazione ostentata e con l’intenzione di oscurare mediaticamente il 1° maggio religioso, contrapponendo due celebrazioni, religiosa e politica, in modo artificiale e polemico.”

E’ un virgolettato, anche se ammetto di aver cambiato qualche soggetto e qualche parolina. Nell’articolo originale, pubblicato da MicroMega, un battagliero prete genovese ha accusato la sua Chiesa cattolica di aver voluto oscurare la festa del lavoro sovrapponendola, appositamente, con l’evento “beatificazione di papa Wojtyla”.

Non è stato certo l’unico a vederci un’interesse occulto dietro a questa sovrapposizione. Il quotidiano Libero parlò a suo tempo addirittura di “sgarbo del Vaticano alla Camusso” mentre altre testate, non certo nuove a prese di posizioni laiciste, hanno più o meno sostenuto la stessa opinione. L’ultimo ad aggiungersi alla lista è stato, ieri al concertone del Primo Maggio, un povero Andrea Rivera all’evidente ricerca di visibilità.

Sette giorni dopo Pasqua cade la domenica della Divina Misericordia, ricorrenza alla quale il papa polacco era molto legato: lo strano calendario del 2011 l’ha fatta coincidere quest’anno con il primo maggio, che tra l’altro è il giorno che inizia il mese mariano, e Wojtyla era molto legato pure alla Madonna. Due ricorrenze significative per il “neo beato” lo stesso giorno, quindi.

Il primo maggio è anche la festa del lavoro, ok. Capisco che l’Italia è è un paese di santi poeti navigatori e dietrologi, ma sostenere che dietro la scelta di Benedetto XVI e dei suoi collaboratori ci sia la precisa volontà di strumentalizzare la beatificazione di Giovanni Paolo II per oscurare la festa dei lavoratori, significa veramente fare fantascienza. E’ una scemenza alla quale ho voluto rispondere con un post dal titolo e dall’incipit altrettanto scemi (e che probabilmente attireranno numerosi complottisti nel mio blog). Quale sarebbe ordunque il motivo di questa voluta sovrapposizione? Se proprio volete prendervela con un papa, lasciate stare Benedetto XVI e concentratevi piuttosto su Gregorio XIII.

Sono ben altri quelli che da sessant’anni strumentalizzano il primo maggio. E anche il 25 aprile, a dirla tutta.

Con il risultato che, puntuali, come ogni anno, arrivano le solite polemiche inutili e sempre uguali tra chi non la pensa allo stesso modo. E con la conseguenza che a rimetterci alla fine sono proprio i “festeggiati”: i lavoratori, e soprattutto i valori che stanno alla base della nostra Repubblica, che dovrebbero essere un patrimonio comune di tutti gli Italiani e invece, per colpa di molti, non lo sono.