Anche questa è integrazione

Domenica 30 maggio a Camino di Oderzo si è votato per rinnovare il Consiglio Pastorale Parrocchiale, e ora tra i nuovi eletti spicca un nome straniero. Si tratta di quello di Marcella Fikel, una donna rumena di 41 anni che vive in paese dal 2004.

La sua storia è di certo molto diversa da quella di gran parte dei suoi connazionali. Viveva infatti a Timişoara (foto sopra, n.d.A.), in quella che è stata definita dai nostri imprenditori “l’ottava provincia veneta”: qui fin dal 1991 aveva un posto di rilievo in una banca; un posto di lavoro sicuro che ha dovuto lasciare per venire in Italia per permettere al figlio di essere operato.

Marcella, il marito Iosif e il figlio Robert hanno così trovato casa a Camino, e da lì non si sono più spostati. I tre si sono integrati velocemente nella comunità: Marcella in particolare è entrata nel gruppo delle mamme del Patronato ed ha pure cominciato ad insegnare catechismo, aiutata da un’altra donna. Ha anche iniziato a cantare nel coro parrocchiale, e questo le ha permesso di animare già più di una volta, insieme ad altri componenti del coro, importanti celebrazioni in Cattedrale a Vittorio Veneto.

Oggi è una persona molto attiva e benvoluta in paese, tanto che la sua elezione nel Consiglio Pastorale in fondo non ha stupito più di tanto nessuno. Se non la diretta interessata, la quale ha colto la notizia con emozione e sorpresa.

«Vuol dire che dovremo rimanere qui ancora almeno cinque anni!»: questo il commento di Robert alla nomina della madre. Vedremo se sarà così; di sicuro i tre non smetteranno mai di pensare alla loro amata terra rumena che hanno lasciato.

L’Azione, domenica 20 giugno 2010

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Mondiali 2010

Domani iniziano i mondiali di calcio in Sudafrica. I primi mai organizzati nel “continente nero”.

Per qualche settimana, il mondo farà finta di spostare la propria attenzione sui problemi dell’Africa. Mandela, i bambini, no al razzismo, la speranza, l’amicizia, il futuro migliore eccetera.

Poi si giocherà la finale, qualcuno alzerà la coppa, calciatori e giornalisti se ne andranno e tutto tornerà come prima.

Viste le premesse, la scelta di affidare l’inno ufficiale della manifestazione ad una cantante bianca, bionda (tinta) e colombiana mi è sembrata una scelta alquanto azzeccata.

Senza contare che il pezzo prende ispirazione da un brano camerunense degli anni ’80.

Tanto? Sudafrica o Camerun, che differenza fa?

Sempre Africa è.

Il Sol dell’Avvenire

Domenica scorsa un mio pezzo scritto per L’Azione Illustrata dell’aprile scorso è stato riciclato e pubblicato ne L’Avvenire, pagina speciale giubileo Motta di Livenza. E’ stata una bella sorpresa: nessuno mi aveva avvertito.

(Non è stata comunque la prima volta. Quella fu a Colonia, agosto 2005, con un pezzo scritto a seguito di intrufolata a Casa Italia).

Per chi avesse perfino voglia di rileggerlo, il link da seguire è questo.

Un appuntamento importante


Il Sermig di Ernesto Olivero è un’istituzione torinese che non ha, o non dovrebbe avere, bisogno di presentazioni: nato nel 1964 a Torino con lo scopo di “sconfiggere la fame con opere di giustizia e di sviluppo, vivere la solidarietà verso i più poveri con una speciale attenzione ai giovani”, ha sede dal 1983 nell’Arsenale della Pace,  l’ex fabbrica di armi più grande del nord Italia oggi convertita grazie all’aiuto di migliaia di persone in “fabbrica di pace”.
Nel 1998 il Sermig affidò al Politecnico di Torino un’approfondita indagine sul mondo giovanile che diede risultati sconfortanti: la quasi totalità dei giovani non hanno fiducia nel futuro e nelle istituzioni. E queste, venute a conoscenza dell’indagine, non mossero un dito. «I giovani contano solo in quanto consumatori o elettori – commentò Olivero – Se nessuno li convoca per conoscere i loro problemi, allora è giusto che si convochino da soli».
Per questo e per altri motivi, per rimarginare la frattura creatasi tra le generazioni, nacque il primo appuntamento mondiale “Giovani per la Pace”, tenutosi nel 2002: il terzo avrà luogo a L’Aquila il 27 agosto e a Torino il 2 ottobre prossimi, e in questi mesi i monaci-laici del Sermig stanno organizzando degli incontri di preparazione in giro per l’Italia.
Il prossimo si terrà al teatro Verdi di Pordenone giovedì 10 giugno dalle 9.30 alle 11.30, organizzato in collaborazione con i vertici istituzionali ed ecclesiastici della regione Friuli: saranno presenti infatti anche i rappresentanti degli enti locali e, salvo imprevisti, il vescovo di Concordia-Pordenone mons. Ovidio Poletto.
L’obiettivo del Sermig, tramite il Mondiale, è creare una rete di giovani che si impegnino concretamente nel loro territorio di appartenenza, crescendo come buoni cittadini col desiderio di offrire risposte concrete ai bisogni degli altri giovani e dei poveri, vicini e lontani: questo con l’aiuto della politica locale, della Chiesa e della scuola. Altro progetto del Sermig, che quest’anno ha coinvolto finora cinquantamila persone, è spingere l’ONU a dichiarare i giovani “Patrimonio dell’umanità”.
A Pordenone attraverso testimonianze, filmati e esecuzioni dal vivo di brani musicali nati nell’Arsenale, verremo portati per mano in una storia di pace lunga 45 anni, con la sola finalità di risvegliare la certezza che il mondo si può cambiare.
L’Azione, domenica 6 giugno 2010