Recensione de “Cosa tremenda fu sempre la guerra”

È toccato ad una giovane ricercatrice opitergina, la ventiquattrenne Laura Fornasier, l’onore e l’onere di inaugurare la collana Memoria di popolo nella Grande Guerra della Gaspari di Udine, ovvero la casa editrice che detiene il più ricco catalogo in Italia sulla prima guerra mondiale. Il progetto, supervisionato da Ca’ Foscari, ricade nel programma di commemorazioni per il centenario del conflitto promosso dalla Regione Veneto, e intende conservare la memoria di storie di persone comuni legate al conflitto stesso. Vicende quindi avvenute lontano dai palcoscenici della guerra, ma non per questo meno utili nella definizione di un quadro storico accurato di quei tragici anni.
Il lavoro compiuto dall’autrice consiste nell’inventariazione, avvenuta tra marzo 2014 e aprile 2015, del cosiddetto “fondo Chimenton”, conservato nell’archivio diocesano di Treviso: una raccolta di documenti che prende il nome da mons. Costante Chimenton, delegato vescovile per la ricostruzione degli edifici ecclesiastici distrutti durante la guerra. La raccolta però va ben oltre ad ambiti meramente architettonici, offrendo uno spaccato dettagliato sull’opera della chiesa trevigiana negli anni della guerra e in quelli immediatamente successivi a favore dei parenti dei soldati, dei prigionieri e dei profughi sfollati in tutta Italia. A questo proposito vanno segnalate le numerosissime lettere presenti nel fondo inviate o ricevute dal vescovo di allora, il Beato Andrea Giacinto Longhin, e che hanno come mittenti o destinatari papa Benedetto XV, il generale Diaz, ministri o autorità militari, parroci sfollati insieme ai loro parrocchiani, ed altro ancora: missive che mostrano l’ampio raggio d’azione del prelato, ma anche i vari conflitti emersi tra preti e autorità statali in merito alle prese di posizione dei primi sulla guerra e la politica, e le conseguenti accuse di pacifismo e disfattismo a loro rivolte.
Va segnalato inoltre che, per ovvi motivi di vicinanza geografica, il fondo contiene riferimenti anche a varie parrocchie della diocesi di Vittorio Veneto.
Si tratta quindi di un’opera di consultazione che si rivolge in particolar modo a specialisti e storici locali che vogliano usarlo come punto di partenza per altre ricerche. Il progetto nel cui ambito è nato questo libro ha anche un sito internet: www.1915-1918.org.

Laura Fornasier
Cosa tremenda fu sempre la guerra
Gaspari editore, 188 pagine, € 15

L’Azione, domenica 20 dicembre 2015

Migranti: la situazione in Italia

IMMIGRAZIONE – Incontro con Mons. Giancarlo Perego from La Tenda Tv on Vimeo.

Il problema non è che arrivano: il problema è che, a causa della crisi economica, iniziano ad andarsene. Numeri alla mano, è questo che ha mostrato mons. Giancarlo Perego di Fondazione Migrantes lo scorso 22 novembre a Motta di Livenza (TV), nell’occasione di un incontro organizzato dal Centro Culturale Giorgio La Pira, davanti ad un pubblico purtroppo non oceanico. Perché per esempio è grazie agli immigrati se l’INPS riesce a pagare le pensioni senza andare in rosso, se l’agricoltura tira ancora avanti in certe zone d’Italia e se non hanno chiuso i battenti quattromila scuole.
E’ l’effetto del calo delle nascite, signori.
Ad aprile in un post scrivevo: se non volete accogliere lo straniero per solidarietà, fatelo per interesse. Ecco.
Prendetevi un’ora di tempo e guardatevi questo video.

(E comunque, a proposito di calo delle nascite, sarebbe ora passata che iniziassimo tutti, istituzioni e società civile, a sostenere concretamente una delle categorie più discriminate della nostra società: le madri, o quelle che vorrebbero esserlo.)

Oderzo, profughi all’ex Zanusso

Un buon numero di cittadini ha riempito gran parte della platea del teatro Cristallo lunedì 16 novembre, per assistere (senza poter, per regolamento, intervenire in alcun modo) al consiglio comunale straordinario convocato dalle liste civiche di maggioranza. All’ordine del giorno l’ipotesi, paventata dalla prefettura di Treviso, di alloggiare temporaneamente dei migranti nelle caserme Zanusso di Oderzo, chiuse e abbandonate dal 1996. Presenti, su invito, due consiglieri regionali: il leghista Riccardo Barbisan e l’ex sindaco Pietro Dalla Libera.
Assente, sebbene invitata, il prefetto di Treviso Laura Lega. Il vicesindaco reggente Pietro De Luca nel suo intervento iniziale ha fatto cenno ad una lettera, datata 6 novembre, inviata da quest’ultima all’amministrazione il cui contenuto, però, non è stato divulgato sul momento: solo nei giorni successivi è stata resa nota la decisione della Prefettura di sistemare un’ala della vecchia caserma, utilizzando fondi europei, per alloggiarvi un numero imprecisato di persone. Una decisione drastica dovuta al fatto che la maggioranza dei comuni trevigiani, compreso Oderzo, non ha proposto altre soluzioni, pur essendo stati da tempo interpellati.
Nei loro interventi, consiglieri di maggioranza ed opposizione si sono trovati sostanzialmente d’accordo nel sostenere che la collocazione dei migranti nella caserma non sarebbe una buona soluzione, in quanto l’ammassamento di persone senza occupazione, e di nazionalità e lingue differenti, potrebbe causare problemi di convivenza e di ordine pubblico. Non sono mancate critiche al Prefetto per la sua assenza e, in generale, alle istituzioni statali per la cattiva gestione dell’emergenza.
La proposta alternativa? L’accoglienza diffusa. Tante, troppe volte, in teatro è risuonato il nome di papa Francesco e il suo famoso appello alle parrocchie e ai santuari, lanciato all’Angelus del 6 settembre scorso, ad ospitare una famiglia a testa: sul comune di Oderzo insistono otto parrocchie, dunque otto famiglie. A tal proposito è stata tirata in ballo l’ipotesi di sistemare dei migranti in tre appartamenti a Piavon, di proprietà dell’Istituto di Sostentamento del Clero.
A prescindere dal fatto che vada in porto, ciò non toglie che questa proposta abbia il sapore dello scaricabarile: un’amministrazione comunale, anche in nome della laicità dello stato, non può sottrarsi alle proprie responsabilità e sperare nell’altruismo delle parrocchie per risolvere un problema di tale portata.
Da parte sua l’amministrazione, per bocca dell’ingegner De Luca, ha affermato di aver fatto il possibile per trovare un’alternativa contattando vari soggetti ma sta di fatto che, per esempio, non ha mai convocato una tavola rotonda aperta a tutti, o lanciato con convinzione appelli pubblici agli opitergini di buona volontà, che pure ci sarebbero, per permettere ad essi di proporre soluzioni alternative o mettere a disposizione qualcuna delle tante abitazioni inutilizzate presenti nel territorio. Opportunità, quest’ultima, per la quale tra l’altro sono previsti dei rimborsi spese statali e della Caritas.
De Luca ha anche sottolineato come i privati fatichino a mettersi in gioco, a causa del clima rovente che si è creato intorno ai migranti, ulteriormente peggiorato dopo i recenti attentati di Parigi. Giusto, ma non va certamente in questa direzione la scelta di alcuni consiglieri comunali di maggioranza di dare visibilità su internet a due comunicati stampa pubblicati dalla sezione provinciale di Forza Nuova. Essa, presente ai due ultimi consigli comunali, ha manifestato il proprio apprezzamento per la condotta dell’amministrazione e criticato l’opposizione (Lega Nord e Partito Democratico).
Che succederà ora? Per prima cosa le civiche di maggioranza in questi giorni stanno invitando i cittadini ad una marcia da Piazza Grande alla caserma, con partenza alle ore 14 di sabato 28 novembre, per dire no al provvedimento prefettizio. Probabile l’adesione di Forza Nuova; visti i presupposti , e il clima ormai da piena campagna elettorale per le comunali 2016, c’è da auspicare che l’iniziativa non venga strumentalizzata o degeneri in episodi spiacevoli.
L’Azione, domenica 29 novembre 2015

P.S.: alla manifestazione di sabato 28 novembre (video in alto) hanno partecipato circa duecento persone, tra i quali alcuni militanti di Forza Nuova. Non ci sono stati incidenti.