Mettetevelo nella zucca

La notte del 31 ottobre metti un santo sul balcone e non la zucca. Questa è la proposta che per il secondo anno consecutivo viene lanciata dalle “Sentinelle del mattino”, associazione di giovani spiritualmente fondata da Giovanni Paolo II e coordinata dal prete veronese don Andrea Brugnoli, la quale si occupa di organizzare attività di evangelizzazione nei luoghi più frequentati dalle nuove generazioni come spiagge, locali alla moda, discoteche.
HOLYween, questo il nome dell’iniziativa, si propone di tappezzare con volti di santi il più alto numero possibile di balconi, vetrine, porte, chiese, e chi più ne ha più ne metta la sera della vigilia di Tutti i Santi, per contrastare la moda delle zucche e dei morti di Halloween.
Per partecipare basta semplicemente porre l’immagine di un santo a piacere in un luogo in vista, corredarla con il logo dell’iniziativa, e spargere la voce tra gli amici. Nel sito www.sentinelledelmattino.org si possono trovare i dettagli dell’iniziativa e numerose immagini di santi da scaricare.
Nel 2007 i più gettonati furono Padre Pio, Madre Teresa, Giovanni Paolo II, santa Teresa di Lisieux e san Francesco d’Assisi.

L’Azione, 26 ottobre 2008

"Il lampione è mobile…"

Da ormai due settimane in Piazza Grande sono state rimosse le impalcature che per qualche anno hanno occultato la vista della Casa dei Battuti, l’edificio posto frontalmente al Torresin noto per aver ospitato, negli anni che furono, la sede della radio libera di Oderzo prima e il Centro Sport dopo.
Simbolicamente è un evento di una certa rilevanza in quanto adesso la ristrutturazione di Piazza Grande può dirsi veramente concluso. Dopo la sistemazione generale della piazza, l’edificazione del Torreson e la il restauro di gran parte degli edifici che si affacciano su di essa, duomo compreso, soltanto la Casa dei Battuti stonava col resto, visto il cattivo stato di conservazione in cui versava.
Ed ora che la piazza è finalmente completa, qualcuno sta pensando di smontarla. O almeno di toglierne un pezzetto.
Vittorio Sgarbi, durante un’Opera in Piazza di qualche anno fa lo definì, con un’espressione vagamente dantesca, “mazzo di cesso”: stiamo parlando del grande lampione in stile moderno che orna il centro della piazza.
Sabato 27 settembre, al termine del penultimo appuntamento di Opera in Piazza 2008 al Palasport, Maria Grazia Patella ha annunciato l’avviamento dell’iter burocratico per rimuoverlo, almeno durante il periodo estivo. Questo perché effettivamente dà fastidio agli spettatori della lirica, vista la posizione centrale in cui si trova. «Riuscite ad immaginare un lampione in mezzo all’Arena di Verona?» ha chiesto la presentatrice. Ovviamente no: il paragone lascia un po’ il tempo che trova, ma l’Opera in Piazza, una manifestazione che tiene alto il nome di Oderzo ben al di fuori dei nostri confini nazionali, merita senz’altro che questa operazione vada a buon fine.
Riusciranno i nostri eroi a portare al termine l’impresa? Sarebbe quasi comico, nell’epoca in cui al CERN di Ginevra si cerca il bosone di Higgs, che nella nostra cittadina non si riuscisse a spostare un lampione.

L’Azione, Domenica 26 ottobre 2008

NOTA. Il pezzo pubblicato in realtà è un po’ diverso da questo. A parte il fatto che l’espressione vagamente dantesca com’era facile immaginare è scomparsa; il pezzo tra la scrittura e il momento di andare in stampa è diventato obsoleto in quanto la giunta ha avviato il progetto di rimozione del lampione. E così purtroppo anche la battuta sul CERN è stata tolta. Peccato. Ed oggi le due settimane sono diventate un mese.

La circonvallazione da sola non basta

Se in centro la circolazione ha dei problemi, in periferia non è che le cose vadano tanto meglio.
Test da noi eseguiti nei giorni scorsi in vari orari hanno mostrato come lungo le strade a grande percorrenza intorno a Oderzo il traffico sia piuttosto disomogeneo.
Da una parte c’è il tratto della via Postumia che parte dall’incrocio di Rustignè per arrivare alla rotonda dei Paludei a Fratta, dove in orario di punta il traffico rallenta, specie nelle vicinanze del semaforo di Spinè; lo stesso avviene in circonvallazione tra la rotonda di Colfrancui e quella in zona industriale a Camino, dove si incrocia con la Cadore-Mare. Un tratto dove la situazione non potrà che peggiorare, a novembre, con l’apertura del parco commerciale.
Dall’altra parte c’è il tratto di circonvallazione Rustignè-Colfrancui, aperto tre anni fa ma ancora poco utilizzato. Questo tratto, stranamente chiamato “circonvallazione nord-ovest” nonostante sia di fatto a sud-ovest del centro, avrebbe dovuto portare ad un calo di traffico lungo il tronco centrale della via Postumia. Questo secondo i modelli matematici effettuati per il Piano Regolatore cinque anni fa, tanto che l’amministrazione Pujatti aveva preventivato di trasformare il tratto di strada in un boulevard. Nei fatti però il calo di traffico è stato minore del previsto. Perché?
Quello che i computer non hanno previsto è che per il guidatore medio il più delle volte conviene rimanere in via Postumia anziché seguire il tratto nuovo. Un autista di Chiarano che vuole andare a Conegliano o San Polo sa che è meglio passare per l’incrocio di Spinè anziché aggirare il centro, mentre questo è vero solo in condizioni di traffico medio-basso.
Un’altro problema poco considerato sono gli ormai diffusissimi GPS, ovvero i navigatori satellitari: questi il più delle volte nemmeno hanno in memoria il nuovo pezzo di circonvallazione, perché non sono aggiornati; in caso contrario, provare per credere, consigliano sempre la strada più breve. E’ quindi molto probabile che il camionista ucraino che da Motta va verso Treviso scelga di passare per l’incrocio di Spinè anziché girare a destra a Fratta verso Colfrancui, allungando il suo percorso di più di due chilometri.
La rotonda in progetto ridurrà le attese ma non certo il traffico: una marcata riduzione di quest’ultimo si potrà avere con il completamento della circonvallazione ad est, ovvero il tratto mancante che va dalla rotonda di Magera e la Postumia tra Fratta e Gorgo al Monticano. Un’opera non certo di facile attuazione: oltre ai soliti espropri e demolizioni, comporterebbe infatti la realizzazione dell’ennesimo sottopasso ferroviario e un ponte sul Monticano. Tutto questo senza contare che inevitabilmente interesserebbe il territorio di un comune limitrofo e comprometterebbe una zona, quella di Magera e dei Paludei di Fratta, di aperta campagna e quindi di un certo interesse paesaggistico.
La seconda via è il potenziamento della rete ferroviaria: secondo binario, meno tir e più treni merci, quindi. Ma non sembra questa una soluzione molto agognata dai nostri politici: solo pochi mesi fa il vicegovernatore Franco Manzato ha invece proposto la realizzazione di una Postumia bis tra Roncadelle e San Biagio di Callalta. L’ennesima colata di asfalto con inquinamento annesso che probabilmente non risolverebbe il problema ma semplicemente lo sposterebbe da un’altra parte.

Versione integrale dell’articolo pubblicato ne L’Azione, domenica 12 ottobre 2008

Tanti per cambiare. O tanto per cambiare?

E’ davvero notevole lo sforzo che sta facendo il Partito Democratico nostrano per somigliare sempre più alla presa in giro della parodia dei Democratici americani che si vedono nei Simpsons.

L’ultima trovata della dirigenza del partito, per far vedere che PD vuol dire giuovane, è la nascita di YouDem.Tv, ovvero un portale di condivisione video con grafica accattivante e logo molto Italia ’90. Un’iniziativa, fin dal nome, decisamente YouTube ma anche un po’ MTv: niente male come modelli, no?

Il fatto poi che il secondo utente più attivo del sito sia un carabiniere diciottenne che posta video di dubbissima efficacia(1) e gestisca un forum dove si lascia andare a commenti intolleranti e razzisti è assolutamente irrilevante.

E mentre dall’altra parte dell’oceano, toccando ferro, il Barack si sta preparando a fare le scarpe all’eroe americano e alla casalinga disperata, in Italia Uòlter e soci si preparano alla grande manifestazione di piazza del 25 ottobre.

Notate niente di strano nella foto? Qualche religioso di troppo, non vi pare? E quelle particolari transenne di legno mi sembra di averle già viste da qualche parte…
Bene: la foto è stata scattata in Piazza San Pietro, probabilmente durante un Angelus di qualche anno fa.

Volete forse dirmi che in tutta la sede del PD non c’era una sola stramaledetta foto, che so, di una piazza San Giovanni in Laterano piena con un po’ di bandiere rosse, pardon, verdi e rosse?

Forse era proprio quello il problema: le bandiere. Bandiera significa appartenenza. Bandiera significa prendere posizione. Dunque, meglio evitare: meglio usare qualcosa di più moderato.

Tanto, chi vuoi che se ne accorga?

Si ringrazia per la segnalazione:
Fondazione Daje
7yearwinter

In radio CCCP Fedeli alla linea – Svegliami(2)

(1) In particolare questo è assolutamente da vedere. Attenzione la visione è sconsigliata ad un pubblico sensibile. Al termine della visione infatti potreste iniziare a drogarvi.
(2) Pago da bere al primo che riesce a capire il nesso che ho visto tra questa canzone e un particolare contenuto di questo post.