CJF Music Festival: dodici ore di musica… col contorno

Chi ha transitato di recente lungo la Cadore-Mare, tra Cimavilla [di Codognè] e Saccon [di San Vendemiano], non può non aver visto un enorme manifesto colorato coprire l’intera facciata di una vecchia casa contadina: è la pubblicità del CJF Music Festival, evento musicale di dodici ore che si terrà al campo sportivo di Codognè a partire dalle ore 15.30 di sabato 18 luglio. Un evento nato suppergiù sei anni fa a Cimetta come una festicciola privata di un gruppo di amici appena maggiorenni, e che lo scorso anno, alla terza edizione aperta al pubblico, ha totalizzato circa duemila partecipanti, grazie al passaparola ed ad un’attenta campagna promozionale. Abbiamo incontrato Alex Perin, responsabile dell’organizzazione di un evento che oggi conta su uno staff di una quarantina di giovani dai 20 ai 30 anni circa, quasi tutti residenti a Cosognè, aiutati da alcuni genitori e volontari provenienti dall’associazionismo o da realtà produttive locali.
L’anno scorso avete fatto duemila ingressi. Quest’anno puntate ad aumentare?
Certamente. Abbiamo coinvolto molte realtà e grossi partner commerciali come birra Castello, Expo Veneto, ASUS, e il circuito Radio Company, Radio80 Radio Valbelluna che ci darà una visibilità ancora maggiore.
Cosa deve aspettarsi una persona che verrà a Codognè sabato?
Io sono per l’effetto “wow”: una persona quando arriva ad una festa deve rimanere colpita dall’organizzazione, e da quel che trova, senza sapere altro. Il nostro punto forte è sicuramente il palco, imponente, che viene allestito da un service in gamba che sta crescendo con noi. A livello artistico aumentiamo in anno in anno, senza fare passi troppo lunghi, per cui al momento non abbiamo mai chiamato artisti di fama nazionale. I prossimi anni si vedrà; ora preferiamo valorizzare i gruppi del territorio.
Quindi si può dire che voi attirate il pubblico con il contorno, più che col piatto principale.
Esatto. Abbiamo una concezione del pomeriggio che è relax e divertimento in attesa del divertimento più sostanzioso della sera. Una concezione basata su un tema, che quest’anno è ripresto dall’Expo di Milano: “Esserci ti frutta”. Colori, frutta, divertimento, musica, giovani: questi i concetti che cerchiamo di portare avanti. Poi puntiamo molto sulla guida sicura: vogliamo far passare il messaggio che ci si può divertire “con testa”, per cui ci saranno dei cartelli a tema, metteremo a disposizione un’ambulanza che eseguirà alcoltest gratuiti, e faremo chiudere al traffico due strade adiacenti in modo da garantire la sicurezza da e verso i parcheggi. Inoltre, visto il tema, proporremo cocktail rinfrescanti a base di frutta non alcolici.
In che altri modi sarà coniugato questo tema?
Oltre che a livello di immagine, il tema verrà integrato sul palco, ma non spiego come perché sarà unasorpresa! Abbiamo poi coinvolto dei negozianti del paese che creeranno all’interno del festival una “zona frutta” con macedonie, fette di anguria e melone e frullati studiati in particolare per il pomeriggio.Poi grazie ad un’associazione di appassionati di frisbee veneziana distribuiremo dei vassoi a tema ogni tre consumazioni, con tre fori per i bicchieri, che dopo l’uso potranno essere usati, appunto, come frisbee. Saranno a tema anche i gadget promozionale e i palloni. Ci saranno varie sorprese.
E per quanto riguarda il lato musicale, chi suonerà?
Ci saranno i Rusty Rockers, gruppo reggae di Ceggia-Portogruaro, poi i Bouganville, un gruppo di artisti che si riunisce per situazioni speciali, e che trasmettono quell’allegria che si adatta al nostro festival. Poi ascolteremo Filippo Lazzer, un giovane cantante-chitarrista di Codognè con una gran voce, e due cover band, ovvero i Santa Barbara e l’Ostetrika Gamberini, il piatto forte della serata: una band di alto livello che abbiamo scelto poiché ha un’immagine che si sposa bene con la nostra. Infine ci saranno due DJ set da mezzanotte in poi.
Tocchiamo un tasto dolentissimo ovunque: i rapporti con il vicinato.
Noi avvisiamo tutte le famiglie dell’area con un bigliettino nella cassetta della posta. Le famiglie limitrofe inoltre le avvisiamo personalmente, cercando di far capire l’entità del festival e mettendole in guardia riguardo possibili disagi. Vediamo che le famiglie apprezzano che ci mettiamo la faccia.
Poi puntiamo molto a coinvolgere le aziende del territorio, creando delle partnership non necessariamente economiche, vista la crisi: vanno bene anche scambi reciproci di competenze e attrezzature, perché tanti sono più predisposti a far così. I risultati li vediamo dopo il festival, visti gli apprezzamenti di chi si è trovato bene e le proposte di chi vuole collaborare per il futuro. La soddisfazione più grande comunque è vedere tanta gente venire proprio per la concezione del festival, più che per il lato artistico. E per noi è importante fa passare questo messaggio: vado al CJF per il palco, il verde, il pomeriggio, il relax, la compagnia.

L’Azione, domenica 19 luglio 2015

Festival del Bene Comune 2014

Torna anche quest’anno a Oderzo il Festival del Bene Comune, appuntamento organizzato dai Giovani per Oderzo che quest’anno ha come tema “Il paesaggio come bene comune”.
Per la prima volta la manifestazione si svolgerà in due giornate, sempre presso il parco antistante alle piscine. SI comincia venerdì 27 giugno con l’apertura del chiosco alle 19 seguito alle 21 dal concerto dei North East Ska Jazz Orchestra, formazione di quindici elementi con base in Friuli che propone una selezione di standard jazzistici riletti in chiave reggae e ska.
La mattina dopo alle ore 9 prenderà il via una pedalata che attraverserà la campagna opitergina, la quale sarà illustrata dai volontari del Circolo Legambiente Piavenire di Maserada sul Piave. Alle ore 12 ci sarà il “pranzo solidale” aperto a tutti, per il quale si richiede un contributo di 5 euro (3 euro per i minori di 12 anni).
Nel pomeriggio saranno attivi nel parco gli stand di varie associazioni no profit operanti nel territorio e della casa editrice Becco Giallo; sarà inoltre possibile scambiare libri usati nella “biblioteca ambulante” del gruppo organizzatore e assistere alla performance dal vivo dei writers dell’associazione Kantiere Misto, i quali ridipingeranno le pareti esterne del Palazzetto dello Sport come esempio di riqualificazione urbana.
Alle 18 prenderà il via una conferenza dal titolo “Difendere i fiumi per salvare il paesaggio” con Fausto Pozzobon di Legambiente, la dott.ssa Nadia Breda, ricercatrice antropologa dell’Università di Firenze, e il dott. Alessandro Pattaro, ingegnere idraulico coordinatore del contratto di fiume Meolo – Vallio – Musestre. A partire dalle ore 19, musica dal vivo prima con gli allievi dell’Istituto Celleghin di Colfrancui, e poi con i Folk Fiction, duo opitergino di musica da ballo popolare. Il festival possiede la certificazione di Eco-evento rilasciata da Savno Servizi.

L’Azione, domenica 29 giugno 2014

Il gospel che contagia

Manuel Ziroldo, 36 anni, proviene da una famiglia opitergina che vanta numerosi musicisti, anche di professione: oggi vive a Fossalta Maggiore ed è il fondatore e direttore del coro Seventh Note Gospel Lab. Lo abbiamo intervistato a proposito dell’attività di questo coro e del genere che suonano: il Gospel, termine che in Italiano diventa buona novella, una forma di preghiera vera e propria.

Com’è nato questo progetto?

«Quindici anni fa cantavo nel coro di Cavalier e Fossalta. Un giorno la sua storia è finita, ma la passione per il canto è rimasta per cui ho voluto partire con qualcosa di nuovo. La differenza è che il nuovo progetto non era parrocchiale, ma solo un gruppo di appassionati di canto. Siamo nati nel 2005, la nostra prima sede era a Ponte della Muda; dopo due anni di prove abbiamo iniziato ad esibirci».

Ora invece provate a Roverbasso. Perché proprio qui?

«Sono cose che succedono per caso. Bisognava mettere d’accordo gente proveniente da Pieve di Soligo, Crevada, Sacile, Pordenone, Gaiarine, Cessalto, Oderzo, Fossalta Maggiore, Spresiano, Fontanelle, Udine, Preganziol, eccetera… Conoscevamo il parroco don Michele Maiolo, e per sua gentile concessione proviamo nella sala della parrocchia. E sempre per caso il nostro batterista abita a duecento metri di distanza…»

Come definiresti il vostro genere musicale?

«Si chiama “christian contemporary”, ed è una cosa diversa da quella che noi italiani intendiamo solitamente come gospel. Suoniamo brani di artisti che negli Stati Uniti hanno un seguito tale che potremo paragonarli ad una Laura Pausini da noi. Un seguito di pubblico, più che di fedeli. Non è il gospel che vediamo nelle chiese dei film americani, quello più che altro è Spiritual. Noi italiani la consideriamo una proposta da palcoscenico, più che da chiesa; gli americani no. E’ questione di punti di vista: noi cattolici tendiamo a considerare “spettacolarizzazione” alcuni aspetti della religiosità nordamericana, ma succede anche il contrario».

Questo da cosa dipende?

«Sono modi di pregare che appartengono a culture diverse. Poi la maggioranza del nostro pubblico, non avendo padronanza con l’inglese, percepisce la nostra musica più dal punto di vista sonoro che lessicale».

Non è limitante per voi non cantare in chiesa?

«Certamente cantare in chiesa è un’altra cosa, ma da piccolo ho fatto tanti campiscuola, e le messe che ricordo con più affetto le ho fatte in mezzo al bosco. Vogliamo far passare l’idea che Dio può esserci anche in un concerto; lanciamo un messaggio che ha una forte componente religiosa: certi nostri canti finiscono con “così sia”, cioè “amen”. Ma non siamo dei predicatori: ad ascoltarci vengono anche dei non credenti, che non si convertiranno certo grazie a noi ma perlomeno ai nostri concerti Dio gli passerà vicino per un attimo».

Oggi il Seventh Note Gospel Lab è composto da venti coristi e cinque musicisti; certi vi militano fin dalla sua origine, altri sono entrati o usciti strada facendo; alcuni vantano esperienze passate di coristi per personaggi del calibro di Celentano, Mario Biondi, Stevie Wonder. Dal 2012 il coro canta spesso con Will Weldon Robertson, musicista americano trapiantato in Italia che vanta collaborazioni con Mariah Carey e Paolo Conte.

Attualmente nel coro, che ha accumulato numerose date tra Veneto e Friuli, si entra solo dopo aver superato un provino. Lo scorso dicembre, in un teatro Cristallo a Oderzo tutto esaurito, ha sperimentato un nuovo spettacolo con l’inserimento delle ballerine della scuola ArteDanza di Fontanelle; l’estate scorsa si è esibito davanti la basilica di Motta di Livenza, a riprova che il gospel non è solo musica natalizia.

L’Azione, domenica 18 maggio 2014

I Los Massadores a Rustignè

Si preannuncia come un piccolo evento quello di sabato 10 maggio a Rustigné di Oderzo. Nell’ambito di “Maggio a Rustignè” alle ore 22 gli impianti della frazione ospiteranno un concerto dei Los Massadores. Il concerto è organizzato dal Gruppo Sportivo Ricreativo Culturale Rustignè.
I Los Massadores propongono un repertorio di canzoni originali in italiano e dialetto veneto, che mischiano sonorità tipiche da balera con altre decisamente più moderne, in modo orecchiabile, malinconico e goliardico, ma senza scadere in volgarità. Nato per scherzo o quasi nel 2008 a Vallà di Riese Pio X, iniziò modificando i testi di canzoni famose; l’inaspettata ascesa di questi ragazzi iniziò dopo la tristemente celebre tromba d’aria che colpì il loro paese, quando essi iniziarono a raccogliere fondi per aiutare le famiglie colpite cantando “Joani”, un pezzo di denuncia nato cambiando il testo a “Domani”, la nota canzone scritta per raccogliere fondi per i terremotati abruzzesi.
Da allora per loro è stato un continuo crescendo di consensi e pubblico che gli ha permesso di realizzare, da allora, numerosissimi concerti sold-out, e pure un documentario, un libro e cinque album.
L’ultimo, dal titolo “Figure porche”, è uscito il 3 maggio: la data di Rustignè sarà la seconda in cui si potranno sentire i nuovi pezzi.

L’Azione, domenica 11 maggio 2014

Festival del Bene Comune 2013

Questo sabato torna il Festival del Bene Comune. L’iniziativa, organizzata dai Giovani per Oderzo, è alla sua seconda edizione e si terrà, anche questa volta, al parco antistante le piscine di Oderzo nel pomeriggio dell’8 giugno.
Il “bene comune”, in molte delle sue sfaccettature, è il filo conduttore delle iniziative legate a questa giornata di musica, eventi, informazioni ed apprendimento che coinvolge, oltre all’associazione organizzatrice, anche varie realtà di volontariato dell’opitergino. Il programma, in aggiornamento costante, prevede a partire dalle 14.30 l’incontro del Gruppo Lettura Giovani alle prese con Nel segno della pecora di Haruki Murakami, aperto sia a chi conosce questo testo sia a chi vuole scoprire come funziona un gruppo di lettura. Seguono le letture da “Fabrica e altre poesie” a cura del poeta mottense Fabio Franzin (ore 15.30), l’esibizione di danza a cura di Doublemind Dance School alle 16 e alle 16.45 la premiazione del concorso abbinato al festival. La giornata termina con quattro concerti: gli Accastorta (Folk’n’roll band) si esibiranno alle 17, seguiti da una dimostrazione/introduzione ai balli popolari alle 18.30 con concerto finale dei Folk Fiction. Alle 20.30 salirà sul palco il Kem Acoustic Trio, i quali apriranno il concerto dei Radiofiera alle ore 21. Durante tutta la giornata sarà allestito un chiosco e lo scambio libri gratuito dei Giovani per Oderzo, e saranno presenti le bancarelle del Gruppo di Acquisto Solidale, della Bottega del Mondo, di Piazza del Baratto e Kantiere Misto, e ancora di Lega Ambiente, Emergency, ISTRESCO, Salviamo il Paesaggio e Qui Piave Libera. Tutte le info su www.giovaniperoderzo.it

L’Azione, domenica 9 giugno 2013

Opitergini solidali con il Benin

In tanti a Oderzo dovrebbero ricordarsi di padre Gildas Sambieni, prete africano che, tra il 2003 e il 2009 durante i suoi studi a Roma, frequentò la parrocchia del Duomo creando dei legami di solidarietà con il suo paese d’origine, il Benin. Lo stesso monsignor Piersante Dametto, decano di Oderzo, fu ospite nella sua missione nel novembre 2011.
Padre Gildas ha salutato l’Italia ormai più di tre anni fa, scegliendo di tornare in Africa pur avendo la possibilità di rimanere a Roma a seguire gli studenti africani, ma i ponti di solidarietà creati durante la sua permanenza a Oderzo non sono certi venuti a mancare. La prossima iniziativa volta a sostenere la sua comunità in Benin è stata organizzata dai giovani dell’Oratorio Giovanni Paolo II, ovvero il circolo NOI delle parrocchie di Cavalier e Fossalta Maggiore. Il gruppo ha chiesto ed ottenuto la collaborazione dell’Associazione “Oderzo Cristiana”, nota per alcune mostre a tema religioso allestite di recente nei locali parrocchiali, e l’Associazione Famiglie Rurali di Vittorio Veneto, altra realtà che da anni opera con i suoi progetti pure in Benin.
Africa… Umanità in viaggio”, questo il titolo dell’iniziativa, è una vera e propria maratona di solidarietà che ha scopo il sostenere non solo la missione di padre Gildas ma anche altri progetti nel piccolo paese centrafricano. Come? Con tre appuntamenti, il primo dei quali avrà luogo al teatro del Collegio Brandolini di Oderzo sabato 1° giugno alle 21, per una serata di canti della tradizione popolare e sketch teatrali a cura del “Coro Conegliano” diretto dal maestro Diego Tomasi e della compagnia teatrale opitergina “La barca dei Comici” diretta da Luisa Milanese. Nell’occasione Alessandro Toffoli, presidente dell’AFR, illustrerà i progetti che saranno finanziati dall’iniziativa; i biglietti d’ingresso si possono acquistare contattando Federica Forner (via Postumia Centro 68, Gorgo al Monticano, tel. 0422 208644).
Venerdì 12 luglio alle 21, presso il museo del Duomo di Oderzo, sarà quindi inaugurata la mostra “La via delle perle: sulle rotte dei velieri da Venezia al mondo”. Le coloratissime perle di vetro commerciate tra la Repubblica di Venezia e l’Africa saranno le protagoniste della mostra, curata da uno dei collezionisti del settore più noti al mondo, Augusto Panini.
Terzo ed ultimo appuntamento in programma è “Io abbronzatissimo… e tu?”, uno spettacolo di musica e poesia che si terrà in Campiello del Duomo sabato 20 luglio sempre alle 21, e che racconterà i tanti progetti di solidarietà che coinvolgono l’Associazione Famiglie Rurali. Nell’occasione sarà allestito uno stand con birra e panini, e una mostra mercato di “Scarta e crea”, ovvero le creazioni realizzate a mano e più che altro con carta di giornale di Sara Tolotto.
“Africa… umanità in viaggio” è un’iniziativa che vuole essere un piccolo passo nella realizzazione di un sogno: migliorare le condizioni di vita della popolazione del Benin, e più in particolare della nuova e grandissima parrocchia di Materì, dove dal settembre 2012 opera padre Gildas. Una popolazione straordinaria, ma penalizzata ogni giorno da molti problemi, prima di tutto sociali: povertà, arretratezza, emarginazione.

L’Azione, domenica 26 maggio 2013

Cero anch’io. Pure stavolta

5 luglio, 5 settembre, 5 ottobre: tre post in tre mesi. Sì, ok, di mezzo c’era l’estate, ma non è molto lo stesso. Sto trascurando questo blog, ma d’altronde ultimamente i miei interessi e le mie occupazioni, lavorativi e non, mi portano altrove. E poi c’è Twitter (qui a destra). Credo quindi che, almeno nei prossimi mesi, i post non saranno molti.

Con questo post in particolare chiudo la parentesi aperta un mese fa, racchiudendo idealmente un mese iniziato e terminato con due tra i concerti più clamorosi della mia vita, vuoi per chi stava sul palco, vuoi per il numero di spettatori, vuoi per il prezzo del biglietto (sono abituato a cifre ben più basse…), vuoi per il luogo.

2 settembre, Sigur Ròs a Villafranca di Verona. Quindi più niente (compreso l’Home Rock Festival di Treviso, quest’anno saltato a piè pari per vari motivi) fino al 26 settembre: Radiohead a Villa Manin, Passariano di Codroipo. Due tra i miei gruppi preferiti, due concerti più o meno consapevolmente attesi per una decina d’anni e che immaginavo mi sarebbero costati, in termini di distanze stradali, ben di più.

Sono passati otto giorni ed ancora non sono giunto alla conclusione se sia stato migliore il primo o il secondo. Probabilmente non lo stabilirò mai, e non voglio nemmeno stabilirlo: sono stati entrambi indimenticabili e straordinari a modo loro.

Per ricordare, o per permettere a chi non c’era di farsi un’idea, c’è YouTube…