Io non pago l'Enel


Giovanni Colombo non paga la bolletta dell’Enel.
Cosa vuoi che sia, dici tu: rispetto a certi livelli di evasione fiscale…
Ma sei fuori strada. Perché il piccolo grande lombardo di Longhere è perfettamente in regola. È invece in virtù del suo senso civico sopra la media che la bolletta dell’Enel è pari a zero. E anzi lui è a incassare.
Giovanni Colombo nella sua casa di via del Sora nell’ombrosa Longhere, frazione di Vittorio Veneto, ha installato un impianto fotovoltaico. Cioè trasforma la luce (foto-) solare in energia elettrica (-volt). Non sono magie, ma dodici moduli, come delle maxipiastrelle grigie, installate sul tetto di casa, da 125 watt ciascuna, per un totale di 1,5 kw di potenza. E poi in un angolo del salotto, all’interno, un contatore doppio, che dice in cifre quanta energia sta producendo in quel momento l’impianto e quanta ne sta consumando casa sua. Poiché è il sole il motore, in questo periodo è circa dalle 8 alle 16 che i moduli sono attivi.
Grazie alle maxipiastrelle Colombo produce più energia di quella che consuma: quasi il 60% in più delle sue necessità, nello scorso mese di ottobre. E questo 60% alimenta il tuo frigorifero e la tua televisione, caro lettore non fotovoltaico. Perché la sovrapproduzione è immessa nella rete. O meglio è venduta […]. Conti alla mano, Colombo ipotizza di rientrare in otto anni dall’investimento
iniziale, malgrado casa sua non sia in Sicilia ma nel freddo Nordest, e non in cima ad un monte bensì incassata tra due.
Per acquisto e installazione dell’impianto ha speso 13 mila euro. «E questo solo per risparmiare i 60
euro l’anno che spendevo di bolletta dell’Enel – commenta lui-. Bisogna essere matti come me per fare una scelta del genere».
In realtà non di follia si tratta, ma di coscienza ecologica. Perché la sua energia elettrica è prodotta con inquinamento zero, a differenza di quella che alimenta il computer con cui stiamo scrivendo.
E il suo è il piccolo, minuscolo ma non insignificante né inutile contributo per non esaurire le risorse della Terra. Che si somma ai pannelli solari per la produzione di acqua calda e alle lampadine a basso consumo energetico già presenti in via del Sora.
E allora anche i 13 mila euro forse non sono poi una spesa così folle. «È un investimento che faccio e che torna utile sia a me che alla società nel suo complesso. Piuttosto che mettere i soldi
in banca, che in cambio ti danno… due dita negli occhi!».

Tommaso Bisagno, L’Azione, 26 novembre 2006

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