Litigano le associazioni, ci rimette Rustignè


Centro Ricreativo la Fontana Via Prà Gatta nr. 11.

In un paese si svolgono due feste degli anziani lo stesso giorno organizzate da due gruppi diversi nello stesso edificio. Non è l’inizio di un film di don Camillo, anche perché il parroco non c’entra, ma un fatto che sarebbe accaduto veramente se non fosse prevalso il buon senso.
A Rustignè da qualche anno è aperto il centro ricreativo “La Fontana”, primo dei sei centri che dovrebbero sorgere prima o poi in ogni frazione di Oderzo. In paese operano due gruppi: il Gruppo Sportivo Ricreativo Culturale Rustignè, costituito nel 1980, che ha preso in gestione la struttura, e l’Associazione La Fontana, nata a fine 2005, la quale ha avuto disponibilità d’uso di una stanza al primo piano dove ha avviato una scuola di musica per i ragazzi e, da ottobre, di un salone a piano terra dove il 10 dicembre verrà inaugurato un circolo bar.
Non si può negare che tra alcuni componenti dei due gruppi non scorra buon sangue, e la mancanza di comunicazione ha fatto il resto: il risultato è che gli anziani del paese hanno ricevuto l’invito a partecipare a due pranzi distinti, entrambe previsti per domenica 26 novembre. Coincidenza dovuta non ad una provocazione, ma ad un semplice malinteso.
«Sarebbe bastato che il GSRCR ci avesse comunicato in anticipo il progetto della festa e si sarebbe evitato tutto questo» afferma Michele Narder, presidente dell’Associazione La Fontana. «Anche dopo la divulgazione dei due volantini, se il clima fosse stato diverso, avremmo potuto decidere tranquillamente di fare la festa assieme. Gli anziani si sono ci certo trovati a disagio per questo, così il 15 novembre per evitare la sovrapposizione abbiamo deciso di rinviare la nostra festa».
«Questa doppia festa è frutto di un inutile scontro ingaggiato dall’ALF per screditarci» dichiara Giuliano Faganello, revisore conti del GSRCR. «Oggetto del contendere è la gestione del piano terra del centro ricreativo. Un anno fa i loro propositi erano ben altri. Ma ne vale veramente la pena? Abbiamo riproposto questa festa l’anno scorso dopo anni di sospensione: loro invece che organizzarne un’altra in un periodo diverso hanno pensato di creare questa imbarazzante situazione».
Il caso di Rustignè non è anomalo. Situazioni paragonabili a questa non sono purtroppo rare nella nostra zona, e a subirle sono anche gruppi parrocchiali. Antipatie, utilizzo di strutture parrocchiali o comunali, invidia, difficoltà nell’accettare il ricambio generazionale, interessi personali sono motivi, spesso futili, di scontro tra persone dello stesso luogo che operano o dovrebbero operare nella stessa direzione, promuovendo iniziative a favore della propria comunità.

L’Azione, 26 novembre 2006

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