DVD Volonteer Art Attack

Adesso ho in mano pure il DVD di Voonteer Art Attack, l’indimenticato concerto di Oderzo del 15 maggio scorso al quale abbiamo partecipato pure noi.

Se qualcuno vuole riceverne una copia, anche solo della traccia audio, mi mandi un’e-mail (link a sinistra).

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Ancora sul concerto di Oderzo

A questo link potrete scaricare un breve filmato registato da mio fratello con il suo cell la sera di Volonteer Art Attack nel momento in cui Riccardo dei Double Swindle sta parlando durante un certo pezzo… Non si capisce quasi niente… chi riuscirà a decifrare il parlato (magari lo stesso pronunciatore delle parole misteriose…) vincerà un premio…

Il filmato è leggibile credo solo col QuickTime Player… sono 700 kb circa.

Il concerto a Oderzo: commenti

Cercherò di essere telegrafico.
L’organizzazione. Pollice verso. Ci sono stati parecchi problemi prima e durante la serata, e non tutti sono imputabili al rinvio per maltempo. Intanto il tempo (inteso come minuti): cinque giorni prima ci hanno chiesto di aumentare il numero di canzoni perché suonavamo troppo poco, poi poco prima di salire ci hanno detto “un quarto d’ora altrimenti vi tagliano” e poi ci hanno costretto a tagliare un pezzo. Non ci giurerei perché avevo la testa un po’ tra le nuvole ma mi sembra che siamo stati gli unici a suonare solo tre pezzi e quelli che hanno suonato meno. Costringendoci a tegliare un pezzo al quale ci tenevo, e l’unico dove suonava anche Francesca. E poi i volumi mal regolati, l’incertezza sugli orari e sul da farsi nelle ore precedenti, le ipotesi assurde di fondere la serata col NO Festival, l’impressione generale di una cosa “buttata lì”. Senza contare che scegliere di suonare la domenica invece che un sabato successivo ha penalizzato parecchio la buona riuscita della serata. Capisco che una certa persona "Il 2 giugno vuole anche andare in ferie", ma… E poi le sedie davanti al palco, ecc… ecc… ecc… Insomma in generale l’atmosfera è stata ben diversa di quella della prima edizione, quel “Rock-a-volontàriato” sostituito dall’orribile ed errato “Volunteer Art Attack”.
Il pubblico. Paradossalmente è stata una delle nostre esibizioni con meno spettatori. E sembravano pure piuttosto distratti. Ho percepito una scarsa partecipazione, non solo quando suonavamo noi che in fondo eravamo gli ultimi arrivati,  e quelle sedie erano di certo più adatte ad un concerto di musica classica. Cosa ci voleva a spostarne o toglierne almeno un po’?
Noi. L’idea che mi sono fatto sentendo i due pezzi registrati da mio fratello con la fotocamera digitale è che gli errori di esecuzione si siano sentiti poco. La voce si sentiva poco, specie quella di Francesca, ed in generale mi sembra che sia stata un’esibizione un po’ fiacchina, e la distrattaggine del pubblico non ci ha certo aiutato a scaldarci di più. Io, rimuginando il nervoso accumulato in due giorni, ho suonato un po’ troppo calmo. Attenderò comunque di avere in mano il video del concerto per giudicare meglio.
Gli altri. I Kontrofase, saliti sul palco per primi, certo non si sono esibiti puntando alla vittoria. Infatti dovendo suonare per prima la canzone in gara hanno preferito suonare il pezzo con cui aprono i concerti, ovvero “Anti-Truzzo”, piuttosto che il loro pezzo migliore, ovvero “L’uomo e l’odio”. E’ stato lo stesso Dario a dirmelo per l’intervistina per il giornale. I NatiXcaso con la novità del sassofono assomigliano sempre di più ai Califfo De Luxe. Il che da una parte è positivo, perché significa che sono tecnicamente migliorati, e dall’altra è negativo, perché in questa maniera l’originalità spasma e la creatività deraglia, come direbbe il cretino della pubblicità del Duplo. I Double Swindle da veri punk sono saliti sul palco fregandosene di tutto e sapendo di avere probabilità pressoché nulle di vincere a causa del loro rapporto non proprio idilliaco con l’Amministrazione comunale. Saranno anche “alla lunga poco originali” come li definisce questo sito internet, ma la loro capacità di intrattenimento gli altri se la sognano. Dulcis in fundo i Breed, ancora più debuttanti di noi. Ammetto di non averli ascoltati con grande attenzione per le tante cose che mi passavano per la testa (e quindi il video mi tornerà utile anche per questo) ma mi sono sembrati i più originali anche se un po’ ripetitivi. Sono stati fregati forse dal fatto che cantavano in inglese, ma promettono bene.
Mi sembra di aver detto tutto. Non sono stato telegrafico però. Chi se ne frega.

Cronaca di due giorni vissuti pericolosamente

Certo, il titolo è un po’ esagerato ma di effetto. Di sicuro sono stati due giorni con tante opinioni e poche certezze. Ma andiamo con ordine.
Sabato all’una: in teoria inizia il sound-check in piazza. Piove ma a l’una e un quarto siamo davanti al palco per parlare con qualche responsabile e sapere cosa fare. Becchiamo la rappresentante del Comune che dopo un po’ ci dice che ci farà sapere per telefono se il concerto salta.
Alle sei neanche Tega sa ancora qualcosa; alle sette e mezza vado in piazza. Sul palco non c’è niente. Però non si sa mai… chiamo Tega e vengo a sapere che il concerto è saltato. Trenta secondi dopo becco la rappresentante del comune che ci dà appuntamento per l’una del giorno dopo. Quindi vado a Vittorio Veneto all’incontro dei giovani, dove molti opitergini sarebbero in ogni caso andati disertando il concerto.
Domenica a l’una mi chiama Francesca: si trova per uno strano caso del destino in piazza a Oderzo dove non c’è nessuno. Decidiamo quindi di non partire per recarci sul luogo del delitto.
Ore 19: raggiungo Mirco, Fabio e Francesca in piazza perché sembra che si facciano queste benedette prove. Dopo un po’ che aspettiamo chiediamo gentilmente al tecnico se possiamo provare gli strumenti. Risposta: «Certo, facciamo il sound check, subito, certo. Con la batteria virtuale, senza amplificatori». Bastava dirlo che non era giornata. Mirco: «Come siete organizzati?» Risposta: «Come siamo organizzati? Voi, casomai, come siete organizzati»… Verso le otto veniamo a sapere che un gruppo farà le prove per tutti, quindi via a casa a mangiare.
Alle otto e quaranta sono di nuovo in piazza con la Cesca. Fino a quel momento sapevamo che si cominciava alle nove o alle nove e un quarto addirittura vista la mancanza di un gruppo; si partiva con il filmato proiettato allestito dai ragazzi del Sansovino, poi si esibivano i primi due gruppi, poi noi. Cioè verso le dieci senza contare eventuali ritardi. Invece: la serata inizia alle nove meno cinque scarse e il video del Sansovino viene spostato alla fine perché ancora c’è troppa luce.
Salgono sul palco i Kontrofase, i detentori del titolo, ed esordiscono con una frecciata al Comune per la questione sala prove (andate a vedere nel loro sito se non sapete di cosa si tratta). Subito dopo è il turno dei NatiXcasoIn1mondoSbagliato e poi dei sottoscritti.
Poco prima di salire sul palco ci dicono: avete un quarto d’ora di tempo. Inizialmente abbiamo pensato chi se ne frega, ma poi al termine di "Adesso conosco" ci intimano di suonare un pezzo in meno. E così ciao Wish you were here acustica e ciao Francesca che suona e ciao sottoscritto che arpeggia. D’altronde «E’ domenica sera e bisogna finire presto». Vabbè. In pratica alle rinunioni ci dissero che avremmo avuto venti minuti a disposizione, i quali poi sembrava addirittura fossero aumentati dopo la rinuncia dei Pericolo Acustico. Ed invece dieci minuti prima della nostra esibizione ci siamo trovati la sorpresina. L’ultima di tutta una serie, in realtà. Inoltre siamo saliti sul palco almeno un quarto d’ora del previsto e quasi tutti quelli che erano venuti a vedermi sono arrivati in ritardo. Dopo di noi salgono sul palco i Double Swindle e inizia lo show di Ricky, specie quando suonano la loro storica “She’s a fucker”. Terminano l’esibizione gli esordienti diciassettenni Breed. Assenti i Darkside.
Al termine del concerto in fretta e furia ci sono le premiazioni. I vincitori sono ancora una volta i Kontrofase, e forse nemmeno loro se lo aspettavano. Subito dopo avviene la premiazione del logo migliore, e anche Valentina dopo di noi resta a bocca asciutta: il premio viene assegnato ad una ragazza del Sansovino.
Credo di aver scritto abbastanza, no? Spero di non avervi annoiato e di aver usato un italiano corretto. Se ho sbagliato qualcosa mi corigerete. I commenti domani…