“Io, te e Rio”: la GMG del Triveneto

La pastorale giovanile ha bisogno di eventi: così Dino Boffo, direttore di Tv 2000, ed i suoi ospiti hanno commentato a caldo le immagini dei tre milioni di Copacabana. E in questo senso, “Io te e Rio” è stato un evento riuscitissimo: un’idea sperimentale partita dalla diocesi di Chioggia e proposta a tutte le diocesi del Triveneto, per dare la possibilità ai giovani del territorio che non hanno potuto permettersi il viaggio di poter vivere in modo speciale la GMG brasiliana, sebbene a distanza. In sei hanno aderito: oltre ai “padroni di casa”, le diocesi di Adria-Rovigo, Concordia-Pordenone, Udine, Venezia, Vicenza, e, ovviamente, Vittorio Veneto. Tremila circa i partecipanti, provenienti anche da diocesi che formalmente non aderivano; 225 i partecipanti vittoriesi, partiti alle 5.30 di sabato mattina da quattro punti della diocesi.

Per quanto partecipare ad una Giornata Mondiale sia indubbiamente un’altra cosa, gli organizzatori sono ben riusciti a ricrearne in piccolo l’atmosfera, con semplicità e professionalità. I partecipanti rappresentavano un gruppo più eterogeneo di una GMG normale: si andava dall’adolescente alla prima esperienza di questo genere all’adulto accompagnatore, passando per tanti giovani dai 20 ai 40 anni reduci perlomeno dagli ultimi cinque raduni internazionali, da Roma a Madrid, identificabili dagli inconfondibili cappelli che hanno caratterizzato quegli eventi.

In mattinata i tremila, divisi in sette gruppi, hanno partecipato alle catechesi in sette chiese cittadine; dopo il pranzo al sacco, un serpentone di circa quattro chilometri ha attraversato il ponte che collega Chioggia a Sottomarina per raggiungere l’area della diga all’estremo nord del lungomare. In tanti hanno quindi trovato frescura in acqua, per poi assistere alle testimonianze e allo spettacolo allestito sul palco, tutto documentato anche da La Tenda Tv di Vittorio Veneto. Le immagini in diretta di papa Francesco in arrivo sul palco di Copacabana alle 22 hanno catalizzato le attenzioni dei presenti, che hanno assistito in rispettoso silenzio alla veglia fino alle 2 di notte, quando è stato interrotto il collegamento per permettere a tutti di riposare.

Di prima mattina, il patriarca di Venezia mons. Francesco Moraglia ha voluto compiere un giro dell’area per complimentarsi personalmente con tutti i volontari, composti per la maggiore da giovani e giovanissimi, e con il personale medico, il quale a causa della temperatura già alta alle 8 di mattina e la scarsa presenza di rubinetti in quella zona della spiaggia ha avuto un certo da farsi a soccorrere alcuni ragazzi colpiti da malori. Niente di grave comunque, anche grazie alle provvidenziali “innaffiate” di un idrante e alla distribuzione di acqua.

Al termine della S. Messa conclusiva, il serpentone di giovani ha compiuto il percorso contrario per raggiungere di nuovo Chioggia e da lì ripartire per il ritorno. “Siete arrivati discepoli, ripartite missionari”: queste parole di don Lino Mazzucco, direttore della Pastorale Missionaria della diocesi di Chioggia, hanno idealmente chiuso questa esperienza. Concetto simile a quello espresso poche ore dopo da papa Francesco a Rio e su Twitter. Come dire: è finita solo la festa, l’impegno da giovani cristiani nella vita di tutti i giorni ricomincia adesso, con motivazioni rinnovate.

L’Azione, domenica 4 agosto 2013

“Spazio Zero” cerca spazi per i giovani

Cos’è Spazio Zero? Più che un gruppo, si potrebbe chiamarlo un movimento spontaneo di giovani che sta muovendo i suoi primi passi a Oderzo, nato quasi per caso su iniziativa del caminese Mirco Andreon e di Matteo Moretto, originario di Fratta. Qualche mese fa si rividero dopo tempo e si resero conto di sentire entrambi la mancanza, a Oderzo, di un luogo di incontro giovanile diverso dal solito bar.
I due ora si rivolgono proprio a tutti quelli che, nell’opitergino-mottense, la pensano come loro.
“Pensi che a Oderzo e dintorni non ci siano abbastanza spazi/iniziative culturali che rispondano ai tuoi bisogni e interessi? Noi sì!”: così inizia la pagina che hanno creato su Facebook
(www.tinyurl.com/spaziozero), un mezzo virtuale creato a supporto del dialogo… nel mondo reale.
I riscontri sono stati subito positivi, ed ora in una Oderzo che evidentemente ricorda troppo spesso le città descritte in qualche vecchia canzone degli 883, un gruppo di giovani lancia questa sfida: creare un nuovo luogo di ritrovo, apartitico e senza scopo di lucro, una “alternativa culturale di aggregazione che spazi tra musica, arte, informazione, dibattiti, gioco, book-crossing, open source, laboratori: l’unico limite sarà la voglia di metterci in gioco”: così recita la presentazione della pagina su internet.
Il nome, “SpazioZero”, mette bene in luce il fatto che proprio da zero parte questo movimento, con tante idee e buona volontà, ma senza alcuna certezza. A partire dal luogo dove potrebbe trovare sede questo spazio: trovarlo non sarà un’impresa facile, tenuto anche conto che l’edificio della stazione di Oderzo, già a volte proposto negli scorsi anni come sede di un’eventuale centro giovanile, sembra destinato ad essere utilizzato in altro modo.
Alle prime due riunioni organizzate da questo movimento, ospitate nei locali del Patronato Turroni, hanno partecipato in totale una quarantina di persone diverse, venticinque per volta. Primo obbiettivo, o meglio sarebbe dire “obbiettivo zero”, farsi conoscere: per questo i giovani di “Spazio Zero” invitano tutti ad una piccola festa di sensibilizzazione con castagne e vin brulè, sabato 27 novembre a partire dalle 14 presso l’arena del parco antistante le piscine di Oderzo.

L’Azione, domenica 28 novembre 2010

AgendaOpitergino 2

E’ inutile che io faccia un copia-incolla ogni settimana nel blog, in fondo…
La potete trovare nel sito de L’Azione a questo indirizzo, aggiornata ogni settimana…

Post scriptum: il 12 dicembre. Tenetevi liberi.

In radio: Flaming Lips – Vein of Stars (che non c’entra nulla ma è quello che sto effettivamente ascoltando in questo momento)

Un ponte tra Treviso e l’Abruzzo

Nel giorno in cui cade il quarantaseiesimo anniversario della tragedia del Vajont, pubblico un mio articolo che riguarda l’ultima (anzi, la penultima) tragedia della storia d’Italia: il terremoto in Abruzzo.
L’articolo usci ne L’azione a fine luglio, ma all’epoca mi sfuggì e non lo pubblicai nel blog perché in quei giorni mi trovavo in Albania.
Nelle scorse settimane un gruppo di famiglie di Mansuè si è mobilitata creando un ponte di solidarietà con San Gregorio, piccolo paese in provincia dell’Aquila duramente colpito dal sisma del 6 aprile.
«Tutto è iniziato con una puntata di Alle falde del Kilimangiaro su RaiTre – ci racconta Diego Dalla Nora, ovvero colui che ha lanciato in paese la proposta – dove vidi un cortometraggio di Francesca Comencini, Le donne di San Gregorio. Ovvero un gruppo di ragazze che hanno creato una Onlus per far rinascere il loro paese. Parlando con degli amici abbiamo pensato di fare qualcosa per loro: abbiamo fatto un passaparola in paese alla ricerca di famiglie disposte ad ospitare qualcuna di queste ragazze un paio di settimane». E la risposta di Mansuè, racconta Diego, è stata importante.
Una telefonata, ed ecco stabilito il primo contatto. Poi in automobile alcuni mansuetani sono scesi in Abruzzo. «Pensavamo di andare a consolarli, di finire in un piagnisteo – ammette Diego -. Ci sbagliavamo. Abbiamo trovato un’ospitalità veramente inattesa, una gran festa per il nostro arrivo; io mi facevo tanti scrupoli, non volevo rischiare di fare domande inopportune ed invece ho trovato una gran voglia di sfogarsi, di raccontare la propria storia, di ricominciare». Diego fatica a trattenere una certa commozione ripensando a quei giorni, a cosa ha visto e sentito.
Poi il ritorno a Mansuè, insieme a cinque ragazze di San Gregorio di età compresa tra i 12 e i 18 anni più Marianna, la “capogruppo”, trentenne. Sei giovani abruzzesi che si sono integrate in fretta, partecipando al Grest, andando al bar, insomma frequentando la vita del paese, creando un clima di contagiosa solidarietà. «Altre famiglie si sono fatte avanti strada facendo – ci racconta l’amico Gigi Agostinis – anche solo per ospitare una ragazza a pranzo o a cena. E’ stato questo un modo anche per rafforzare i legami tra famiglie del nostro paese. Coppie anche con tre-quattro figli ma comunque disposte a mettere a disposizione un letto o un piatto di pasta». Altri invece hanno potuto conoscere le storie di San Gregorio in un incontro serale organizzato nei locali della parrocchia.
«Di certo è sicuramente di più quello che abbiamo ricevuto che quello che abbiamo dato – continua Dalla Nora –. E dire che eravamo partiti con la semplice idea di regalare ad alcune di loro quindici giorni di normalità, senza la paura di svegliarsi di notte per le scosse, senza i disagi delle tendopoli. Invece queste “donne di San Gregorio” ci hanno portato la speranza, e la consapevolezza che nel mondo c’è tanto bene. Ho trovato in loro una grande forza di volontà e soprattutto il desiderio di non essere dimenticati».
Da ormai una decina di giorni le ragazze sono tornate a casa, lasciando un grande vuoto tra chi qui in Veneto le ha accolte. Ma anche se la visita è terminata, non di certo finirà qui questa sorta di “gemellaggio” tra Mansuè e San Gregorio: già si pensa di ricambiare la visita non appena ce ne sarà la possibilità.
L’Azione, domenica 26 luglio 2009

AgendaOpitergino

Nel nuovo sito de L’Azione hanno iniziato a pubblicare settimanalmente la "mia" AgendaOpitergino…

VENERDÌ 2 OTTOBRE
Alle 20.30, nel salone parrocchiale di San Vincenzo, al via i corsi fidanzati foraniali.

SABATO 3
Il vescovo Corrado celebra messa e cresime a Basalghelle (ore 17) e Mansuè (ore 18.30).
Oggi o domani iniziano le attività dell’Acr nelle parrocchie dove questa associazione è attiva.

DOMENICA 4
Mercatino dell’antiquariato in centro storico.
Nel pomeriggio in varie biblioteche si tiene il “Biblioday”: a Fontanelle (ore 15-18), letture animate con laboratorio per bambini della scuola primaria; a Mansuè (ore 15-17), letture ad alta voce selezionate per bambini da 5 a 7 anni e da 8 a 10 anni; a Oderzo l’evento si terrà dalle 14.30 alle 19.
Alle 18, al PalaOpitergium, basket, campionato di serie C girone C, Pmp Oderzo-Nuova Pall. Gorizia.
Si tengono oggi le visite guidate gratuite alle aree archeologiche opitergine (15.30) e al Museo archeologico (17.30), a cura dell’associazione Athena.

LUNEDÌ 5
Alle 20.30, nella sala del duomo, inizia la Scuola diocesana di formazione all’impegno sociale-politico.

Farmacie di turno: Dal Magro, piazza Marco D’Aviano 7, Piavon, telefono 0422-752950; Ferrari, viale della Repubblica 80, San Polo di Piave, telefono 0422-206058.

Il Mondo Invano a Gorgo

ilmondoinvano

Si chiama “La faccia della Luna” la compagnia teatrale che lo scorso 19 settembre a Gorgo al Monticano, in palestra, ha presentato per la seconda volta al pubblico “Il mondo invano”, un musical in due atti interamente ideato, creato e recitato dagli stessi componenti del gruppo. Una compagnia di giovani provenienti dall’opitergino-mottense nata dall’esperienza di un altro musical, “Da più grande mano”, presentato nel 2005 alla festa dei giovani diocesana la vigilia delle Palme a Motta.
Uno spettacolo che si è fatto notare non solo per l’ottima interpretazione canora degli attori, di certo all’altezza della prova precedente, ma anche per la scenografia, una sorta di “teatro-gabbione” semitrasparente sulle cui pareti venivano proiettate le immagini delle scenografie, grazie all’ausilio di quattro videoproiettori sincronizzati da un computer: una peculiarità questa che ha richiesto ore ed ore di prove, prima al PC e poi in un capannone messo a disposizione da un privato, e che ha dato risultati veramente soddisfacenti, specie se si pensa che dietro a tutto questo c’è gente che ci ha lavorato nei ritagli di tempo, e non certo uno staff di professionisti.
Per quanto riguarda il musical in sé, questo ha presentato una storia d’amore dall’incedere drammatico, dalla trama non certo rivoluzionaria ma senz’altro non banale, e dal finale non scontato e che ha fatto discutere gli spettatori. Il perché non lo diciamo solo per non rovinare sorprese.
Il progetto “Le facce della Luna” non è di certo economicamente autosufficiente (l’ingresso allo spettacolo era di fatto gratuito), ma vive anche grazie agli sponsor e alle amministrazioni comunali, in questo caso quella di Gorgo al Monticano, sensibili nel mettere a disposizione il proprio palazzetto per i giorni necessari all’allestimento e lo svolgimento dello spettacolo.
Nel sito www.ilmondoinvano.it o su Facebook si possono contattare gli autori del musical per proporre l’organizzazione di una replica del musical nel proprio comune. Oppure per scoprire chi c’è dietro a questo progetto o ascoltare una parte delle canzoni del musical.

L’Azione, domenica 4 ottobre 2009

Gran spettacolo al Palazzetto

Lo “Schiaccianoci”, il celeberrimo balletto musicato nel 1892 dal russo Pëtr Il’ic Cajkovskij, ha segnato il penultimo atto dell’edizione 2009 di Opera in piazza a Oderzo.
I due spettacoli serali di venerdì 18 e sabato 19 settembre al PalaOpitergium hanno segnato pure quest’anno il tutto esaurito, anzi una richiesta di biglietti superiore alle disponibilità; questi però sono stati preceduti da una terza esecuzione, di prova, tenutasi nella mattinata di giovedì mattina. Una prova generale appunto che non è stata a solo uso e consumo degli “addetti ai lavori” ma che è stata vista da circa un migliaio di ragazzini provenienti da varie scuole elementari e medie del comprensorio opitergino-mottense.
Si è trattato di un’iniziativa voluta anche quest’anno dall’ente organizzatore, l’associazione Oder Atto II, che ha voluto così dare a questi piccoli studenti un’opportunità unica di avvicinarsi al mondo della musica classica gratuitamente, dal vivo e vicino a casa. I ragazzi hanno risposto bene, rimanendo abbastanza silenziosi (per poi sfogarsi durante l’intervallo) e creando un’atmosfera non certo da teatro, ma quasi, ed applaudendo in modo convincente, specie al termine dei balletti più famosi di quest’opera resa celebre anche da Walt Disney e dalla televisione.
La bravura dell’orchestra e degli attori ha fatto il resto, regalando ai presenti un’esibizione di alta qualità e senza interruzioni tecniche, nonostante fosse appunto “solo” una prova.
Al termine dello spettacolo Maria Grazia Patella, una delle “anime” dell’associazione che da ormai vent’anni porta la lirica a Oderzo, ha invitato i ragazzi a raccontare le emozioni vissute durante lo spettacolo nella forma che preferiscono: i disegni, i temi e quant’altro verrà prodotto sarà poi raccolto dagli insegnanti che hanno aderito a questa iniziativa e consegnato all’associazion e Oder, la quale ha intenzione di pubblicare gli elaborati nei giornali locali o in una pubblicazione apposita il prossimo anno, quando si terrà la ventesima edizione dell’Opera in piazza, una manifestazione che tiene alto il nome di Oderzo, è proprio il caso di dirlo, fin dall’altra parte del globo.

L’Azione, domenica 27 settembre 2009