Un paese di comitati e caserme

8 dicembre 2014 alle 19:00 | Pubblicato su commenti, oderzo | Lascia un commento
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cocci_0339, di matteo0702 (utente Flickr). Foto scattata nella caserma Francesco Zanusso di Oderzo (TV)

Ovviamente era da ingenui fessacchiotti pensare che, nella mia “città par scherzo” di ventimila abitanti, dei cittadini impegnati politicamente e attivi nel territorio potessero accantonare le proprie divergenze politiche per un progetto di ampio respiro, ovvero il recupero delle ex caserme a beneficio della collettività di un intero comprensorio. Macché. Dopo la comparsa del Gruppo Quartiere Zanusso, nato con l’intento di coinvolgere la cittadinanza nel progetto raccogliendo idee e proposte, ecco spuntare il Gruppo Caserma Oltre, con l’intenzione di fare in pratica la stessa cosa.

Chi abbia avuto per primo l’idea, per quanto mi riguarda, è del tutto irrilevante, non è questo il punto. In futuro non mi stupirei se nascesse anche un terzo comitato e, perché no, un quarto, anch’essi aperti a chiunque e senza secondi fini. Se andrà bene, essi tenteranno il dialogo tra loro per poi gettare la spugna con gran dignità perché “non esistono le condizioni per collaborare”. Se andrà male, si ignoreranno a vicenda. Se andrà malissimo, si metteranno i bastoni tra le ruote andando di fatto contro agli stessi obbiettivi per i quali erano nati.
In ogni, caso, un gran bello spreco di energie e tempo. Anche per il cittadino volonteroso, che dovrà scegliere a quale comitato rivolgersi, o tagliare la testa al toro e rivolgersi a tutti. O a nessuno.

Se questi sono i presupposti, sarà lecito chiedersi se, dopo le elezioni comunali del 2016, la nuova giunta comunale di Oderzo potrà (o vorrà) valutare serenamente e obbiettivamente le proposte che arriveranno da questi comitati, sempre ammesso che non svaniscano nel nulla dopo il voto, ed appoggiare la migliore, e non quella proveniente dal gruppo più “simpatico”. Col rischio che poi vada in porto un progetto mediocre o discutibile, o addirittura che non vada in porto proprio nulla.
E a quel punto, chi dovrà fare mea culpa darà la colpa alla burocrazia, o alla crisi, o alla precedente amministrazione, o a Roma, o all’ostruzionismo dell’opposizione, o a chissà cos’altro. In una parola, agli altri.

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