Scherzo “politico” di pessimo gusto

17 ottobre 2013 alle 16:55 | Pubblicato su L'Azione | Lascia un commento
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Francesco Marchese, ventisettenne di Motta di Livenza, è un esempio purtroppo raro di giovane impegnato attivamente in politica. E sebbene la classe politica è spesso criticata in quanto troppo remunerata e privilegiata, a livello giovanile e locale vive una situazione estremamente diversa, dove l’amarezza è dietro l’angolo. Lo sa bene Francesco, noto anche per la sua militanza negli scout di Motta e la sua attività al Brandolini, il quale ha scoperto di essere stato incluso, suo malgrado, come organizzatore di una fantomatica gita a Predappio. Il suo nome e quello di un suo amico, il quale ha preferito rimanere anonimo, campeggiavano infatti in bella vista con tanto di recapiti telefonici reali in calce a dei volantini di fabbricazione casalinga affissi in giro per Motta di Livenza intorno allo scorso 28 settembre. Questi volantini pubblicizzavano una gita alla città natale di Benito Mussolini, con tanto di programma e fascio littorio annesso, in occasione del prossimo anniversario della Marcia su Roma (28 ottobre).

In una nota pubblicata il 2 ottobre nella pagina Facebook del Partito Democratico di Motta, sezione che conta Marchese tra i suoi tesserati, ha voluto esternare la sua contrarietà per uno scherzo definito pessimo e fuori luogo. “Penso che richiamarsi così ad un passato fascista, esaltandolo, sia una cosa bassa ed ignorante”, ha affermato. “Il fascismo è stato il trionfo dell’illegalità, della violenza, dell’abuso di potere, della supremazia sugli altri, [e] n quel periodo non vi era libertà né democrazia, non vi era né il rispetto, né la legalità. […] Vedere il mio nome associato a quei contenuti mi ha disgustato, mi sono sentito offeso, colpito nei miei pensieri e nei miei ideali. Da anni porto avanti i miei valori all’interno del Partito Democratico locale ma quand’anche non ne facessi parte, l’associazione a tali contenuti avrebbe comunque leso i miei principi”.

Marchese ha voluto sporgere denuncia contro ignoti alle autorità “non perché tale questione diventi una battaglia di parte e non solo perché è stata lesa la libertà della mia riservatezza ma perché questa situazione mi fornisce l’occasione per ribadire un valore che mi è molto caro, quello dell’anti-fascismo, [che] non può e non deve essere una questione di parte ma è patrimonio culturale e valoriale di tutti ed è su questo patrimonio che si fonda la nostra Repubblica e la convivenza civile di tutti noi”.
“Concludo, infine, dicendo che questo volantino mi sollecita a continuare a migliorare sempre il mio impegno nel nome delle mie idee perché solo queste spostano le montagne”.
A distanza di una decina di giorni, gli autori del misfatto risultano ancora ignoti.

L’Azione, domenica 13 ottobre 2013

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