Paola De Pin: a Roma per cambiare

8 marzo 2013 alle 10:04 | Pubblicato su L'Azione, oderzo | 1 commento
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In principio fu Tommaso Tonello, senatore della prima legislatura. Poi Giuseppe Covre, nativo di Santa Maria del Palù e quindi con un piede a Fontanelle. Ed ora Paola De Pin, 46 anni di Lutrano, è il terzo cittadino di Fontanelle ad entrare in parlamento, come senatrice del Movimento 5 Stelle. Mamma ed imprenditrice, è proprietaria di un negozio che fornisce servizi e materiali per la stampa, e in particolare di rigenerazione di cartucce per stampanti.
E’ insolito vedere una persona passare dalla gestione di un piccolo negozio ad un posto in parlamento. Visto che il resto della famiglia rimane a casa, come pensa di riuscire a conciliare ora lavoro, famiglia e Senato?
Diventa difficile, l’ho detto fin dall’inizio. Cederò l’attività, e la famiglia rimarrò qui fino al termine della scuola. Poi si vedrà, vedendo anche quali saranno le prospettive di questo governo, che visto i presupposti non potrebbe avere vita lunga.
Secondo lei, qual è la tipologia di persone che ha votato per il Movimento qui nel trevigiano?
Il Movimento è trasversale, e ha raccolto preferenze a destra, sinistra e centro. Noi pensiamo che per cambiare bisogna uscire da queste definizioni superate.
Sicuramente ora ci sarà chi le rinfaccerà la sua mancanza di esperienza a livello amministrativo.
Certo. Ma non ho visto grandi risultati da parte di politici che sono a Roma da trent’anni: la situazione è tragica e chi l’esperienza ce l’ha non ha migliorato la situazione: stiamo perdendo punti in tutti i settori: industria, scuola, sanità, giustizia… Ma chi meglio di una persona che ha il contatto con la realtà può amministrare la cosa pubblica? Sono laureata in scienze politiche e all’Università queste cose te le insegnano. Il Movimento propone una politica che parte dal basso, visto che c’è chi è partito dall’alto e ha combinato solo disastri. Per fare politica occorrono sani principi, onestà, e un programma da mandare avanti.
Vista la situazione di stallo che si profila al Senato, cosa ritieni che possa accadere? Il M5S può diventare l’ago della bilancia: come faresti pesare i tanti voti guadagnati per sbloccare la situazione?
Stiamo alla finestra, per ora. Non ci alleiamo con nessuno. L’ipotesi è riprodurre il modello Sicilia, ovvero approvare e portare avanti le buone proposte della maggioranza. Bisogna trarre il meglio da questa situazione.
Una volta che si sarà chiarita la situazione, quali sono le primissime mosse che intendete fare a Roma?
Intanto rinunceremo ai rimborsi elettorali e ci taglieremo lo stipendio del 70%, facendo risparmiare moltissimo allo Stato. Io darei la precedenza alla nuova legge elettorale: i candidati devono essere scelti dai cittadini, non calati dall’alto. Conosciuti, scelti e poi controllati direttamente: questa è la prima rivoluzione da compiere.
Il M5S ha promesso di portare trasparenza in parlamento. Che canali pensa di utilizzare per permettere ai cittadini del suo collegio di comunicare con te e viceversa?
Intanto ribadisco che non sono sola ma sono la portavoce del gruppo, e dovrò portare avanti le nostre proposte. Useremo i social network e apriremo un sito in cui quasi quotidianamente relazioneremo su cosa facciamo.
Il Movimento che risposte intende dare per ai problemi che affliggono il nostro territorio? Penso in particolare alla crisi che sta colpendo la piccola imprenditoria ma anche alla cementificazione e il dissesto idrogeologico.
Parlando con la gente vedo che il problema più sentito è il lavoro. Penso alle partite IVA e ai piccoli artigiani in difficoltà: una soluzione per loro potrebbe essere il microcredito e le agevolazioni alle piccole imprese. Chiaramente non pensiamo di cambiare l’economia italiana da oggi a domani, ci sono molti fattori da considerare, tra cui le varie imposizioni che ci arrivano dall’Unione Europea. E poi basta cementificazione: riqualificare le case vecchie, ridurre gli spreghi di energia, ridurre il dissesto idrogeologico creando così anche posti di lavoro.
Lei è anche mamma: quali sono le politiche che vorrebbe attuare il Movimento per sostenere la famiglia?
Questo è un punto che sento tanto. Tutti hanno il diritto a farsi una famiglia e i giovani sono particolarmente svantaggiati da questo punto di vista. Quanto sta succedendo è un’offesa gravissima ad un’intera generazione. I giovani chiedono solo di poter lavorare ma lavoro non se ne trova, altro che “choosy”, come disse la Fornero. Per sostenere la famiglia noi proponiamo il reddito di cittadinanza ma anche di ripensare le politiche per le donne che vogliono lavorare ed avere figli.
E’ vero che non volete essere chiamati onorevoli?
Chiaramente nelle sedi istituzionali rispetteremo il protocollo, ma a Fontanelle, Oderzo, Treviso io sarò sempre Paola.

da L’Azione, domenica 3 marzo 2013

1 commento »

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  1. Complimenti per aver capito che non ci serve chi ci dice cosa non va, lo sanno tutti ormai, ma che ci serve chi si decide a fare qualcosa. Grillo, per il cui movimento ho lavorato e votato, è un “pifferaio magico” che ha portato a mare il voto di milioni di Italiani.
    Paolo Cingolani

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