Sostiene Baricco

23 febbraio 2012 alle 10:04 | Pubblicato su commenti | Lascia un commento
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Un edificio grigio SQUAT di soli trentaquattro piani. Sopra l’ingresso principale le parole, CENTRAL LONDON INCUBATORI E CENTRO CONDIZIONATA, e, in uno scudo, il motto dello Stato del mondo, la comunità, IDENTITY, STABILITA’.

La sala grande al piano terra di fronte verso il nord. Freddo per tutta l’estate al di là dei vetri, per tutto il caldo tropicale della stanza stessa, una luce cruda sottile fissò attraverso le finestre, cercando avidamente qualche figura drappeggiata laico, qualche forma di pallida accademico pelle d’oca, ma trovando solo il vetro e nichel e desolatamente brillante porcellana di un laboratorio. Freddo invernale ha risposto a freddo invernale. Le tute degli operai erano bianchi, le mani guantate, con un pallido cadavere gomma colorata. La luce è stato congelato, morto, un fantasma. Solo dai barili gialli dei microscopi l’ha in prestito una certa sostanza ricca e vivente, disteso lungo i tubi lucidati come il burro, striscia dopo striscia luscious in recessione molto più in basso le tabelle di lavoro.
“E questo”, ha detto il direttore aprendo la porta, “è la Sala concimazione”.

Aldous Huxley, Brave New World, 1931

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