La Concordia della discordia

16 gennaio 2012 alle 12:15 | Pubblicato su commenti | Lascia un commento
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Il disastro della Costa Concordia, e tutto quello che ne è conseguito, racchiude tutti i tipici elementi della tragedia all’italiana, in negativo e in positivo: negligenze vere o presunte, polemiche, ricostruzioni dei fatti che non coincidono, scambi di accuse. Ma anche, per fortuna, gare di solidarietà. Vedremo se anche la conclusione della vicenda sarà all’italiana, ovvero la non individuazione di responsabilità e responsabili.
Ovviamente anche i media hanno fatto la loro parte: a quanto pare, dopo che si è sparsa la notizia, la BBC ha iniziato a raccontare lo svolgersi dei fatti in diretta, mentre la nostra RAI pensava ad altro. Sì, lo so, non bisogna esagerare quando si racconta una tragedia mentre avviene, ma esiste anche una via di mezzo tra l’esagerare e il non raccontare. Televisioni e siti internet di giornali, salvo rare eccezioni, hanno “scoperto” la notizia in pesante ritardo, quando ormai su Twitter veniva rilanciata e commentata ormai da ore.
Ieri invece, per non farci mancare nulla, alcuni TG hanno spacciato come video registrato al momento dell’impatto un filmato di sorveglianza registrato su un’altra nave due anni fa, mettendolo in onda negli stessi istanti in cui illustri sconosciuti, sempre su Twitter, ne dichiaravano la falsità dopo che qualche sito web lo aveva sbrigativamente pubblicato (ed in seguito rimosso).
Da Oscar anche la pretesa, da parte di almeno un paio di telegiornali, di dimostrare razionalmente che la sfiga esiste. Come? Tirando in ballo, in ordine sparso, venerdì 13 (che al dire il vero porta sfortuna nei paesi anglosassoni), l’anno bisestile, il centesimo anniversario del Titanic, il varo andato male perché la bottiglia non si è rotta, il disastroso avvio di campionato del calcio Napoli dopo che, l’anno scorso, la squadra era stata presentata proprio dentro la nave da crociera. Forse, quindi, non tutta la responsabilità va attribuita al comandante (sul serio, uno dei due servizi che ho sentito terminava dicendo proprio così).

Nessuno mi pare si è ricordato che la carriera di Amauri, centravanti italo-brasiliano in forza alla Juventus tribuna dello Juventus Stadium, è andata “in pallone” dopo l’uscita di questo spot di successo.

Una conclusione di post, la mia, triste e ironica allo stesso tempo, ma finché il livello di certo nostro giornalismo professionista è questo, è difficile essere seri.

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