I cinquant’anni della Sole

16 dicembre 2011 alle 14:55 | Pubblicato su commenti | 2 commenti
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Il mese scorso è caduta una ricorrenza importante per la nostra zona: il cinquantesimo compleanno della Società Opitergina Lavorazione Elettroplastici. Fu la prima fabbrica ad aprire nel comprensorio opitergino-mottense, nel novembre 1961, nelle campagne a sud di Camino. Questo grazie alla mediazione di politica e Chiesa locale, con i soldi della Zoppas e tecnologie di provenienza bresciana.

Questa “rivoluzione industriale” opitergina portò rapidi cambiamenti nella società locale; la piaga dell’emigrazione diventerà presto un ricordo, e molti contadini sceglieranno di arrotondare facendo il turno di notte in fabbrica: è stato anche grazie a questo che la nostra terra ha potuto uscire da secoli di povertà. In fabbrica ogni Settimana Santa passava don Antonio Zanchetta, parroco di Camino, per la benedizione, e le squadre di calcio, maschile e femminile, del dopolavoro avevano un seguito notevole.

Ma in questa azienda che era un po’ come una grande famiglia, l’idillio durò pochi anni: anche in via Verdi arrivarono i venti del Sessantotto, e tra chi scioperava c’erano anche futuri imprenditori, insegnanti, politici locali, sindacalisti. La crisi nel 1973 porterà la Zoppas a fondersi con l’ex concorrente Zanussi; in vent’anni gli operai caleranno da novecento a trecento, ma vari ex addetti sfrutteranno conoscenze ed esperienze acquisite mettendosi in proprio e creando ulteriori posti di lavoro e sviluppo. Nel 1978 l’azienda perse il nome e, sei anni dopo, anche l’italianità, passando in mani svedesi dopo l’acquisizione di Zanussi da parte di Electrolux. Negli anni ’90 a varie operazioni finanziarie seguiorno altrettante ridenominazioni fino all’adozione del nome Plastal; l’azienda entrò anche nel settore automobilistico e le maestranze aumentarono nuovamente raggiungendo le settecento unità. Ma a fine 2008 la crisi mondiale ha portato l’azienda sull’orlo del baratro, pericolo scongiurato un anno dopo con la sua acquisizione da parte del Gruppo Prima di Frosinone, e il conseguente ritorno in mani italiane dopo ventisei anni.

La nuova dirigenza laziale, pur avendo ribattezzato lo stabilimento con un nome, “Sole”, che richiama fortemente il vecchio acronimo, rappresenta oggi una forte discontinuità rispetto al passato. Nello scarno sito internet dello stabilimento viene tra l’altro erroneamente indicato come anno di nascita dell’azienda il 1964.

E’ comprensibile che una società sottoposta ad una pesante cura dimagrante non ci siano molte possibilità di festeggiare, ma è comunque un peccato che un traguardo così significativo sia passato del tutto sotto silenzio. Vista la situazione difficile che sta attraversando il nostro paese, non resta che augurarci che tra cinquant’anni l’azienda possa festeggiare il suo primo secolo di vita in una situazione di maggiore serenità.

da L’Azione, domenica 18 dicembre 2011 (fonte: “Camino e i da Camino“)

2 commenti »

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  1. Vivo a Oderzo da circa 25 anni ma soltanto ora ho focalizzato il nome SOLE ricordandomi che questa azienda mi fu menzionata da uno dei miei primi titolari di azienda a Torino che la conobbe negli anni 70
    Ho cercato quindi notizie ed ho trovato il vostro articolo e per questo Vi ringrazio tantissimo
    Cordiali saluti da Maurizio Furlan

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