Andrea, 1921-2011


Ammetto quanto per me Andrea Zanzotto sia una lacuna da colmare. E cercherò di colmarla al più presto, col rammarico non aver mai incontrato dal vivo questa persona, pur abitando non lontano da casa mia.

Vi lascio con il documentario-intervista di Marco Paolini qui sopra (regia di Carlo Mazzacurati, 2009) e una bella composizione di colui il quale ci ha lasciato da più grande poeta italiano vivente.

Sguiscio gentil che fra mezzo erbe serpi,
difficil guizzo che enigma orienta
che nulla enigma orienta, e pur spaventa
il cor che in serpi vede, mutar sterpi;

nausea, che da una debil quiete scerpi
me nel vacuo onde ogni erba qui s’imprenta,
però che in vie e vie di serpi annienta
luci ed arbusti, in sfrigolio di serpi;

e tu mia mente, o permanere, al limite
del furbo orrido incavo incastro rischio,
o tu che a rischi e a limiti ti limi:

e non posso mai far che non m’immischio,
nervi occhi orecchi al soprassalto primi
se da ombre e agguati vien di serpe il fischio.

(1978)

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