Autocensure wiki


Succede che l’entourage di Vasco Rossi denuncia Nonciclopedia, sorta di parodia di Wikipedia (scusate la rima), perché la pagina dedicata al “rocker” di Zocca sarebbe diffamatoria verso il suo assistito. Succede che gli amministratori bloccano il sito suddetto per la minaccia di azioni legali. Succede che la Rete si rivolta (giustamente) contro Vasco, la sua permalosità e la sua incoerenza elevando (assai meno giustamente) a baluardo della libertà in rete e della satira un sito che, nonostante gli intenti di voler essere una grande e divertente presa in giro del mondo, il più delle volte si riduce all’essere un cumulo di banalità e luoghi comuni che definire “divertenti” è esagerato.
Succede infine che, nel giro di quarantott’ore, tutto si risolve. Tutto torna come prima, o quasi: l’immagine del Blasco ne esce ulteriormente offuscata mentre, al contrario, c’è da immaginarsi che in queste ore il contatore visite di Nonciclopedia stia raggiungendo picchi mai visti. Così, di fatto, la mossa degli amministratori di Nonciclopedia dettata dall’autodifesa verso un pericolo reale si è tramutata in un cospicuo ritorno pubblicitario gratuito.

Oppure era tutto calcolato fin dall’inizio? Non lo sappiamo. Possiamo invece sostenere con una certa sicurezza che è solo un caso il fatto che ieri, a poche ora dal “caso Nonciclopedia”, anche gli amministratori della Wikipedia in lingua italiana abbiano deciso di chiudere il sito a tempo indeterminato, temendo una minaccia ben peggiore di un rocker sul viale del tramonto: una decreto dello Stato italiano. E’ un caso perché la chiusura del sito sarebbe dovuta ad una votazione della comunità degli utenti che contribuiscono alla crescita di questa enciclopedia, e non certo ad una decisione impulsiva.

Ho detto Wikipedia in lingua italiana e non Wikipedia italiana: differenza sottile ma che ben ho compreso quando anch’io, nel mio passato, per un certo periodo ho investito una parte del mio tempo libero in questo progetto. it.wikipedia infatti non è un sito italiano, ma la sezione in lingua italiana di un sito di proprietà di Wikimedia, fondazione che ha sede a San Francisco, negli Stati Uniti. I server che lo ospitano non sono nel nostro territorio.

La domanda che quindi vi faccio è: it.wikipedia deve veramente temere il DDL intercettazioni ed in particolare il suo famoso comma 29, la cosiddetta “norma ammazzablog”, iniziativa già portata avanti in passato dal nostro governo, ma con un nulla di fatto?

Leggiamo questo famoso comma qui. E’ chiaro che chi lo ha concepito abnia un’idea del mondo della comunicazione che nel XXI secolo è stata ormai superata dalle nuove tecnologie. O, peggio ancora, che sia un analfabeta informatico che non ha un’idea chiara di come funziona internet. Possibile? Nel paese dove nessun collaboratore di un ministro si prende la briga di verificare se effettivamente esiste un tunnel che collega Gran Sasso e Ginevra, e lo stesso ministro lo ignora, sì.

Internet, com’è ben spiegato in questo post, non è un’estensione del mondo analogico: è invece un mondo dove lo spazio non esiste, e dove le regole concepite per il mondo dove lo spazio invece esiste possono non solo non funzionare, ma addirittura essere totalmente inefficaci o inapplicabili. Così come lo è il comma 29 del DDL intercettazioni. Il comunicato che campeggia ora in ogni pagina it.wiki dice: “chiunque si sentirà offeso da un contenuto presente su un blog, su una testata giornalistica on-line e, molto probabilmente, anche qui su Wikipedia, potrà arrogarsi il diritto — indipendentemente dalla veridicità delle informazioni ritenute offensive — di chiedere l’introduzione di una rettifica”. Ok: ma a quali blog/siti/testate on-line andrebbe applicato? In quelli italiani con server in Italia? Probabilmente sì. E nel blog di un internauta straniero con i server in Italia? E nel blog di un italiano con un server straniero?
Ma ha senso parlare di sito italiano o sito straniero, in un mondo dove lo spazio non esiste? Le limitazioni di tipo “spaziale” su internet funzionano poco e male: c’è un servizio on-line gratuito, ma non in Italia? Si può aggirare facilmente l’ostacolo. Vuoi guardare la serie A gratis? Ti colleghi al sito cinese ed il gioco è fatto. E così via. Perché? Perché appunto su Internet lo spazio non esiste, e spesso e volentieri è governato da leggi inadeguate a questo modello. E ancora: il comma 29 parla di “rettifica alla notizia”: le voci di Wikipedia sono notizie? Il testo in esame è insomma carico di ambiguità.

Ecco perché, secondo me, it.wiki non ha nulla da temere dalla “legge ammazzablog”, anche se pare che nemmeno i suoi amministratori lo sappiano.
Oppure lo sanno benissimo, così come sanno che tutto questo si concluderà con un grandissimo ritorno d’immagine per un progetto che non sta passando un momento d’oro e che, al di là degli strafalcioni che inevitabilmente contiene, essendo gestito da persone umane, spesso e volentieri tradisce apertamente gli stessi principi che stanno alla sua stessa base.
In che senso? Lo spiegherò meglio in uno dei prossimi post.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...