Primo maggio ricco, mi ci ficco


“Il 1° maggio 2011, universalmente giorno dedicato alla beatificazione di Giovanni Paolo II, è stato requisito dagli imperialisti americani, segnatamente da Washington che ha deciso di uccidere Bin Laden, il nemico numero 1, in questo giorno, con una volontà di prevaricazione ostentata e con l’intenzione di oscurare mediaticamente il 1° maggio religioso, contrapponendo due celebrazioni, religiosa e politica, in modo artificiale e polemico.”

E’ un virgolettato, anche se ammetto di aver cambiato qualche soggetto e qualche parolina. Nell’articolo originale, pubblicato da MicroMega, un battagliero prete genovese ha accusato la sua Chiesa cattolica di aver voluto oscurare la festa del lavoro sovrapponendola, appositamente, con l’evento “beatificazione di papa Wojtyla”.

Non è stato certo l’unico a vederci un’interesse occulto dietro a questa sovrapposizione. Il quotidiano Libero parlò a suo tempo addirittura di “sgarbo del Vaticano alla Camusso” mentre altre testate, non certo nuove a prese di posizioni laiciste, hanno più o meno sostenuto la stessa opinione. L’ultimo ad aggiungersi alla lista è stato, ieri al concertone del Primo Maggio, un povero Andrea Rivera all’evidente ricerca di visibilità.

Sette giorni dopo Pasqua cade la domenica della Divina Misericordia, ricorrenza alla quale il papa polacco era molto legato: lo strano calendario del 2011 l’ha fatta coincidere quest’anno con il primo maggio, che tra l’altro è il giorno che inizia il mese mariano, e Wojtyla era molto legato pure alla Madonna. Due ricorrenze significative per il “neo beato” lo stesso giorno, quindi.

Il primo maggio è anche la festa del lavoro, ok. Capisco che l’Italia è è un paese di santi poeti navigatori e dietrologi, ma sostenere che dietro la scelta di Benedetto XVI e dei suoi collaboratori ci sia la precisa volontà di strumentalizzare la beatificazione di Giovanni Paolo II per oscurare la festa dei lavoratori, significa veramente fare fantascienza. E’ una scemenza alla quale ho voluto rispondere con un post dal titolo e dall’incipit altrettanto scemi (e che probabilmente attireranno numerosi complottisti nel mio blog). Quale sarebbe ordunque il motivo di questa voluta sovrapposizione? Se proprio volete prendervela con un papa, lasciate stare Benedetto XVI e concentratevi piuttosto su Gregorio XIII.

Sono ben altri quelli che da sessant’anni strumentalizzano il primo maggio. E anche il 25 aprile, a dirla tutta.

Con il risultato che, puntuali, come ogni anno, arrivano le solite polemiche inutili e sempre uguali tra chi non la pensa allo stesso modo. E con la conseguenza che a rimetterci alla fine sono proprio i “festeggiati”: i lavoratori, e soprattutto i valori che stanno alla base della nostra Repubblica, che dovrebbero essere un patrimonio comune di tutti gli Italiani e invece, per colpa di molti, non lo sono.

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