Il vescovo Corrado incontra gli amministratori


Mercoledì 16 febbraio il vescovo Corrado ha incontrato a Oderzo gli amministratori locali della bassa diocesi, proponendo, come già altrove, quanto emerso dalla settimana sociale di Reggio Calabria.
Concentriamoci quindi sulle considerazioni dei presenti seguiti all’intervento del vescovo. Bruno di Oderzo ha sottolineato la scarsa sensibilità dello stato verso le politiche familiari: paradossalmente nel resto d’Europa società più laiche le sostengono maggiormente. Antonio di Chiarano ha mostrato come la contrapposizione esasperata tra politici disincentiva i giovani a mettersi in gioco; priorità del politico cattolico dovrebbe essere l’eliminazione delle conflittualità: più ricerca del bene comune e meno ideologia. Paolo di Colfrancui per primo ha tirato in ballo l’emergenza educativa e una riflessione su come i media influiscano negativamente sull’educazione dei figli. Paola di Oderzo, citando il cardinale Bagnasco che ha auspicato la necessità di infondere fiducia e speranza della gente, ha fatto notare come avvenga proprio il contrario a causa della tendenza dei media di sottolineare solo il negativo, diffondendo il pessimismo: sarebbe necessario, per esempio dare più spazio al volontariato. Sandro di Camino ha parlato invece del “fariseismo latente” che serpeggia tra i politici cattolici: siccome “o si fa così o se fuori” si diffonde la tendenza ad assumere atteggiamenti anche condannabili ma che non vengono percepiti come tali. Stefano di Fratta ha ripescato il problema delle contrapposizioni, anche tra nord e sud d’Italia e l’emergenza educativa: si insegna ai giovani quanto gli serve per realizzarsi professionalmente ma non l’etica. Roberto di Motta ha auspicato che ci sia etica anche nell’imprenditoria: negli ultimi anni per esempio, nonostante leggi più severe, nel settore dell’edilizia sono state realizzate opere spaventose. Paolo di Motta ha ripreso il tema famiglia sottolineando l’annoso problema delle separazioni, che ricade sulle spalle dei figli, e la fatica delle giovani coppie a farsi una famiglia con il conseguente rinvio del distacco dalla famiglia di origine.
In generale nel dibattito sono emerse considerazioni anche interessanti, ma spesso epidermiche: tanta buona volontà ma anche la sensazione che molto di quanto è stato detto rimarrà, ahinoi, per vari motivi solo sulla carta. Amministratori presenti erano circa una ventina, di cui il 90% uomini: sintomo non certo di scarsa sensibilità da parte delle amministratrici ma della scarsa presenza femminile anche nella nostra politica locale.

Versione integrale dell’articolo pubblicato ne L’Azione, domenica 6 marzo 2011

Nota bene: praticamente tutti gli amministratori citati nel pezzo sono intervenuti presentandosi soltanto col nome, dunque ho scelto di presentarli nell’articolo allo stesso modo; chi conosce la situazione politica dell’opitergino saprà facilmente aggiungere i vari cognomi.
Aggiungo un aneddoto che mi ha fatto riflettere: quando il vescovo è arrivato si è avvicinato a me e a tre miei concittadini che stavano conversando. Quando ha saputo che provenivamo tutti da Oderzo ha affermato: “Quest’anno qui ci sono le elezioni, giusto?”. tutti hanno dato risposta affermativa, e uno dei tre ha voluto aggiungere: “Sì, ma noi eravamo qui anche l’anno scorso che le elezioni non c’erano”. Come dire: non sono qui per secondi fini. Triste sintomo di una politica che sembra quasi vergognarsi di se stessa.

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