Schegge sanremesi 2011 – Parte II


L’ultimo post e poi basta. Un po’ di considerazioni sparse, avanzate da ieri, sul Festival di Sanremo appena concluso.

Raphael Gualazzi. Cercherò di non pensare che è stato (o è ancora?) al soldo di quella Grande Azienda Italiana che vuol farci credere che porti rispetto e cultura in settanta paesi del mondo, utilizzando spot pubblicitari di grande effetto. Giovane ma non troppo, proveniente dal pregiato mondo del Jazz, goffo e timido: praticamente a Sanremo ci stava come i cavoli a merenda, però ha vinto due premi nella categoria Giovani. E di questo non posso che esserne contento, va detto comunque che dovrebbe dividere il premio al 50% con Fabrizio Bosso. Sono curioso di sapere cosa riuscirà a combinare all’Eurofestival, in mezzo a cantantini come questi (vincitore 2009 – vincitrice 2010), veramente di un’altra galassia. E comunque penso che Nathalie, che è pure mezza belga e scrive e canta in tre lingue, con In punta di piedi all’Eurovision Song Contest avrebbe vinto a mani basse (chiaramente RAI permettendo, Jalisse docunt). Un’altra cosa: Gualazzi ha trent’anni e un tour negli Stati Uniti all’attivo, che cavolo ci faceva nella categoria Giovani?

Emma e i Modà. Emma Marrone in questi ultimi giorni ha dimostrato di essere una ragazza intelligente e i Modà hanno suonato alla GMG 2005 di Colonia, dunque per questo non posso che apprezzarli. Ma questa collaborazione era una macchina creata dalle radio per vincere; poi non avrei retto alla terza vittoria consecutiva di un cantante lanciato da Maria De Filippi, che ritengo una delle più evidenti incarnazioni di un modo di fare televisione che ha effetti devastanti tra i giovanissimi. La canzone infine non è stata all’altezza delle mie aspettative, visti i commenti entusiastici che avevo adocchiato alla vigilia. Va detto, comunque, che è due spanne sopra i brani che hanno vinto le edizioni 2009 e 2010. Così va il mondo. Di sicuro vinceranno la gara delle vendite. (Dimenticavo: buona la loro cover di Joan Baez e Morricone, vedi qui sopra.)

Luca Barbarossa e Raquel Del Rosario. Coppia affiatata, testo orecchiabile. Il ritornello del loro pezzo è la cosa del Festival che più odora di tormentone: Su, su, su nel cielo, giù, giù, giù nel mare. Roba che neanche Edoardo Vianello. Brrr.

Anna Oxa. Il suo pezzo l’ho sentito solo di sfuggita; dico solo che mi dispiace che, causa eliminazione, non abbia potuto duettare coi mostruosi (musicalmente parlando) Marta sui Tubi giovedì sera. Chi li ha visti alle prove è rimasto molto colpito, e ci credo.

Max Pezzali. Solo io ho notato che l’inizio del ritornello è preciso preciso a Rome Wasn’t Built In A Day dei Moorcheeba? Pezzo tipicamente pezzaliano, il senso del testo è “C’ho quarantaquattro anni e sono maturo, è ora di finirla con le rotte per casa di Dio”. Sincero, divertente e dignitoso. E con quella faccia e quel look assomigli sempre di più a Marco Paolini. Grazie Max, ti ricorderemo anche così.

Patty Pravo. Una canzone adatta a lei, è lei che non è più adatta alla canzone. E dimmi che non vuoi morire è acqua tanto passata: quest’anno sembrava uscita dal bar di Star Wars o dalla fattoria di Nonna Papera. Rita Pavone ha detto: “Preferisco ritirarmi e sentire i fans che mi chiedono perché ti sei ritirata, piuttosto che continuare e sentire i fans che mi dicono perché non ti ritiri”. Ragazza Piper e politici: ricordatevelo.

Al Bano. Al Bano fa una canzone impegnata e nessuno la capisce. Canta di una prostituta africana (?) o di Amanda Knox (?!?)? Viene buttato fuori, viene ripescato, arriva terzo. Quasi come Valerione Scanu l’anno scorso. Che palle.

Giusy Ferreri e Anna Tatangelo. Non ho più voglia di scrivere. Ascoltatevi Zucchero. O gli Skiantos.

I conduttori. Gaffes, balletti scadenti, inglese maccheronico, accenti sbagliati, dimenticanze, interviste imbarazzanti. Un’approssimazione, uno stile più umano più vero che mi ha veramente conquistato. Altro che lo stile impeccabile ed altezzoso alla Pippo Baudo: quest’anno sembrava veramente di essere ad una sagra di paese, dove ci si conosce tutti e nessuno ti sgrida se sbagli. Belen e Eli hanno fatto le belle statuine che cercano di non fare le belle statuine, Luca e Paolo bravi comici ma finiamola di dire che Ti sputtanerò è satira: o capiamo che si tratta di un’altra cosa, o capiamo perché c’è ancora Berlusconi. Tutti promossi per simpatia.

Autori e organizzatori. Anche loro non è che si siano proprio distinti per professionalità: la Palma d’oro va al povero Sebastian Marcolin e alla sua uscita fuori luogo sul televoto (vedi sopra). Anche le interviste agli ospiti (Robert De Niro, Monica Bellucci, Avril Lavigne) erano effettivamente a livelli comici (anche Avril Lavigne stessa non scherzava, comunque). Neanche che tra gli autori ci fosse, che so, Federico Moccia. COSA? C’era VERAMENTE Moccia tra gli autori?

Benigni. Vabbè, ha un po’ romanzato. Non importa: guardatelo e state zitti, il libro di storia lo apriamo dopo.

Annunci

Un pensiero riguardo “Schegge sanremesi 2011 – Parte II

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...