Schegge sanremesi – Parte I


Pur essendo un estimatore di generi e sonorità musicali anche lontanissimi dal pop, non faccio di certo parte di quegli amanti della musica che snobbano a priori tutto ciò che esce dal Festival di Sanremo. Stasera inizia l’edizione 2011, e io ogni giorno da qui a sabato pubblicherò un post con i video di quattro pezzi interessanti (si badi, non necessariamente belli o che io apprezzo) e una… ciofeca usciti da questa manifestazione.

Fu forse il clamoroso primo posto in hit parade di Tabula Rasa Elettrificata dei C.S.I. nel 1997 che spinse i discografici a tentare la  “massificazione” della musica alternativa italiana. L’operazione riuscì solo a metà, ma è stato grazie a questo che migliaia di ragazzini (compreso il sottoscritto) poterono avvicinarsi per la prima volta a questo mondo. Ecco qui i Subsonica portare a Sanremo Tutti i miei sbagli nell’anno 2000.

Tre anni prima, i Jalisse con Fiumi di parole furono tra i vincitori più discussi di tutta la storia della manifestazione. La vittoria, lo scippo dell’Eurofestival e poi un oblio forzato e dai contorni oscuri. Pensatela come volete su di loro, di certo 1. Questa è stata l’unica vittoria sanremese di un gruppo indipendente almeno dal 1976 in poi; 2. Alessandra Drusian ha una voce che la gran parte delle cantanti nostrane se la sogna.

Tre pezzi da novanta che cantano, un crescendo che ti entra in testa e non esce più, testo buonista: la ciofeca del giorno è Si può dare di più del 1987.  Una canzone costruita per vincere, e così è stato, sebbene quell’anno la Mannoia meritasse decisamente di più. Se poi questa canzone per una volta la si ascolta invece che sentirla (sì, lo, so, fa molto professor John Keating), si scoprirà che in quattro minuti non dice proprio nulla.

Si fa un gran parlare in questi giorni dell’immagine e del ruolo della donna in televisione: con i tempi che corrono, sembra quasi un’aliena una cantante come Alice, la quale è sempre riuscita ad essere stra-sensualissima pur non scoprendosi per nulla… Nel 1981 vinse il festival con Per Elisa, pezzo scritto da Franco Battiato: che parli o meno di eroina, come qualcuno hai ipotizzato, si tratta comunque di un signor pezzo.

Molti cantautori italiani, pur avendo fatto la storia della musica italiana, si sono sempre rifiutati di salire sul palco della città ligure. Il festival infatti ha quasi sempre avuto un cattivo rapporto con il cantautorato, specie dopo il 1967, quando il genovese Luigi Tenco si tolse la vita per non aver raggiunto la finale con il pezzo Ciao amore ciao. E in un certo senso, non è stato l’unico “morto di Sanremo”.

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