Un appuntamento importante



Il Sermig di Ernesto Olivero è un’istituzione torinese che non ha, o non dovrebbe avere, bisogno di presentazioni: nato nel 1964 a Torino con lo scopo di “sconfiggere la fame con opere di giustizia e di sviluppo, vivere la solidarietà verso i più poveri con una speciale attenzione ai giovani”, ha sede dal 1983 nell’Arsenale della Pace,  l’ex fabbrica di armi più grande del nord Italia oggi convertita grazie all’aiuto di migliaia di persone in “fabbrica di pace”.
Nel 1998 il Sermig affidò al Politecnico di Torino un’approfondita indagine sul mondo giovanile che diede risultati sconfortanti: la quasi totalità dei giovani non hanno fiducia nel futuro e nelle istituzioni. E queste, venute a conoscenza dell’indagine, non mossero un dito. «I giovani contano solo in quanto consumatori o elettori – commentò Olivero – Se nessuno li convoca per conoscere i loro problemi, allora è giusto che si convochino da soli».
Per questo e per altri motivi, per rimarginare la frattura creatasi tra le generazioni, nacque il primo appuntamento mondiale “Giovani per la Pace”, tenutosi nel 2002: il terzo avrà luogo a L’Aquila il 27 agosto e a Torino il 2 ottobre prossimi, e in questi mesi i monaci-laici del Sermig stanno organizzando degli incontri di preparazione in giro per l’Italia.
Il prossimo si terrà al teatro Verdi di Pordenone giovedì 10 giugno dalle 9.30 alle 11.30, organizzato in collaborazione con i vertici istituzionali ed ecclesiastici della regione Friuli: saranno presenti infatti anche i rappresentanti degli enti locali e, salvo imprevisti, il vescovo di Concordia-Pordenone mons. Ovidio Poletto.
L’obiettivo del Sermig, tramite il Mondiale, è creare una rete di giovani che si impegnino concretamente nel loro territorio di appartenenza, crescendo come buoni cittadini col desiderio di offrire risposte concrete ai bisogni degli altri giovani e dei poveri, vicini e lontani: questo con l’aiuto della politica locale, della Chiesa e della scuola. Altro progetto del Sermig, che quest’anno ha coinvolto finora cinquantamila persone, è spingere l’ONU a dichiarare i giovani “Patrimonio dell’umanità”.
A Pordenone attraverso testimonianze, filmati e esecuzioni dal vivo di brani musicali nati nell’Arsenale, verremo portati per mano in una storia di pace lunga 45 anni, con la sola finalità di risvegliare la certezza che il mondo si può cambiare.
L’Azione, domenica 6 giugno 2010

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