I Coldplay a Udine


Qualche spunto…
ORGANIZZAZIONE (INGLESE o ITALIANA). Troppo monotono fare un’unica zona prato. Dunque recintiamone un pezzo. E facciamo che entra un po’ di gente e poi basta. E se questi vogliono uscire, gli mettiamo un bel braccialetto di carta verde così poi possono rientrare. Bello no? Peccato che poi i braccialetti sono finiti ed è capitato che qualcuno, arrivato allo stadio già la mattina, alle cinque e mezza abbia avuto la cattiva idea di uscire (senza braccialetto) per fare pipì e poi si sia trovato davanti un energumeno al momento di tornare dai ragazzi. Poi si è sparsa la voce che avrebbero fatto entrare altre persone senza braccialetto. Quando finalmente hanno iniziato, ressa e (quasi) panico. Poi finalmente i gorilla si sono organizzati e abbiamo potuto entrare nella zona rossa in sicurezza. Mah.
MINISTRI. Non hanno la y finale e sono da Milano. Sono ggiovani, sono rock, sono arrabbiati, sono filosovietici. E vendono le loro magliette a 30 euro allo stand dei Coldplay. D’altronde, se lo fa chi suona dopo di noi, possiamo noi essere da meno? Viva la coerenza. Musicalmente parlando, un gruppo che non inventa niente ma con qualche spunto interessante. Rimandati a settembre.
WHITE LIES. Giovane band proveniente dai sobborghi di Londra. Bravi, coinvolgenti, ma maledettamente poco originali. Assomigliano troppo a gruppi come Joy Division, Editors (gruppo già di per non molto originale) e pure un po’ ai nostri Diaframma. Che sarebbero ottime come influenze, ma quando è troppo è troppo. Aspetto il loro secondo disco.
COLDPLAY. Grande spettacolo, grandi emozioni nonostante un Chris Martin dichiaratamente non al meglio. Un’ora e 45 minuti di concerto (10-15 minuti in più non sarebbero guastati…) per ventitré canzoni più due all’immancabile bis. In mezzo un medley in salsa techno, una God Put A Smile Upon Your Face che sapeva un po’ di Subsonica, un interessante e piacevole omaggio acustico a Michael Jackson con Billie Jean in un secondo palco più piccolo al centro dello stadio. E poi grossi coriandoli, palloni, luci, fuochi d’artificio immagini suggestive e azzeccate. Il tutto senza esagerare: la quantità industriale di video messi su YouTube (tra cui il mio qui sopra, peccato per l’audio pessimo) parla da sola.
ORGANIZZAZIONE (INGLESE). Quest’anno i Coldplay hanno avuto la bella idea di regalare un loro CD live, scaricabile legalmente dal web, a tutti quelli che escono dai loro concerti. Sembra che tra i primi che sono usciti dallo stadio qualcuno se ne sia portati a casa due, e la stragrande maggioranza della gente è rimasta senza. Triste la scena degli addetti che lanciavano alla folla gli ultimi CD rimasti: sembrava di essere al Palablù a Gardaland.
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