Il 2008 in musica – Prima parte


Con qualche giorno di ritardo ecco quanto emerso della mia solita tirata di somme musicale di fine anno. Dico subito che in questo 2008 ho ascoltato meno roba del solito; sarà che mi sono iscritto a last.fm? Sarà la crisi? Boh. Fatto sta che ho concentrato i miei ascolti soprattutto in pochi album.

Top ten
Dominata da dischi italiani. I quali primeggiano soprattutto per la mancanza di concorrenti. Spero di rifarmi nel 2009.

1) Baustelle – Amen
http://www.youtube.com/v/HifUz7SUBcA&hl=it&fs=1&rel=0
Uno dei tre album che di più ho ascoltato nell’anno bisestile. Il gruppo di Montepulciano, che perde un componente ad ogni disco, ha rialzato la china, riuscendo a incidere un quarto album decisamente più orecchiabile dei primi due, ma non per questo meno valido. Sonorità non particolarmente originali ma interessanti, testi che lasciano davvero il segno se si eccettua qualche piccola caduta di stile (leggi Charlie fa il surf). Quindi, Bianconi continua così.

2) Le Luci Della Centrale Elettrica – Canzoni da spiaggia deturpata
http://www.youtube.com/v/Z8HzwcbeGFE&hl=it&fs=1&rel=0
Il giovane Vasco Bondi è stato nel 2008 per certi aspetti la sorpresa che furono gli Offlaga Disco Pax nel 2005.
Una sedia, una chitarra, un microfono, e basta. Proprio come i vari Battisti/Venditti/De Andrè/Guccini/De Gregori di trentacinque-quaranta anni fa. Ma siamo nel 21° secolo e quindi gli si può perdonare anche qualche effettino elettronico. Il Brondi può diventare un poeta per la sua generazione; le sue potenzialità sono ottime (ha solo 24 anni) ma musicalmente può e deve ancora migliorare: un grosso limite delle sue canzoni infatti è la tendenza alla ripetitività. Un complimenti anche a Giorgio Canali, che lo ha lanciato e lo segue nel tour salendo sul palco non da musicista affermato ma come un session man qualsiasi: una lezione di umiltà.

3) Klimt 1918 – Just In Case We’ll Never Meet Again
http://www.youtube.com/v/uZHv_XfO-W4&hl=it&fs=1
Gruppo romano giunto al terzo album, e disgraziatamente (mi pare) poco conosciuto e pubblicizzato ma che potrebbe benissimo tener botta a tanti gruppi indie anglo-americani tanto (troppo) osannati e tanto di moda oggigiorno. Suonano una via di mezzo tra un indie rock alla Interpol-Editors e un emo rock alla Settlefish (un emo che non c’entra nulla con i Tokio Hotel, sia chiaro). Da conoscere.

4) Offlaga Disco Pax – Bachelite
Dopo le “Prove tecniche” potevano fare la “trasmissione” vera e propria e vivere di rendita, e invece hanno deciso di seguire strade nuove. Disco meno immediato del precedente ma non di minor valore, si fa apprezzare solo dopo alcuni ascolti. Dai testi di Max Collini escono ancora “slogan” indimenticabili.
P.S. Il cantante che “farfuglia cosette al microfono” è l’acerbo Vinicio Capossela del 1987, e il suo fonico “mangiapane a tradimento” è Ligabue. Lo so perché me l’hanno detto loro. Modestamente.

5) Coldplay – Viva La Vida (or Death And All His Friends)
http://www.youtube.com/v/KGq86Ue2i0Y&hl=it&fs=1&rel=0
Secondo dei tre dischi (da me) più ascoltati in questo 2008 passato (Il terzo è quello dei Radiohead acquistato legalmente gratis). I Coldplay non fanno niente di speciale ma lo fanno meravigliosamente. Dopo il mezzo passo falso di “X&Y”, ci regalano questo gioiellino che li ha fatti diventare il gruppo più popolare al mondo. E se lo meritano. Sarei però curioso di sapere in questo disco quanta è farina del loro sacco e quanta del produttore, l’incommensurabile Brian Eno.
(P.S. Avviso: quelli di TicketOne che stanno vendendo i biglietti per il loro concerto a Udine sono dei banditi: gli operatori del loro call-center sono presentemente tutti occupati, ma la telefonata costa 1 euro al minuto. Maledetto 892.)

Fine prima parte.

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