L'amore ai tempi del Moccia


Sono rimasto decisamente basito quando, una decina di giorni fa, ho scoperto che Federico Moccia sarebbe entrato nella scuola media Francesco Amalteo di Oderzo. Per incontrare e parlare con gli studenti? Non esattamente: più che altro per promuovere la sua ultima “opera letteraria”.
Una mera operazione commerciale dunque, e in fondo cosa ci si poteva aspettare da questo individuo, che ha ridefinito il concetto stesso di scrittore?
Lo ha ridefinito nel senso che come una persona con un pennello in mano non diventa automaticamente un pittore, allo stesso modo è difficile, o almeno lo è per me, fa entrare Moccia nella mia definizione di romanziere. Mi è difficile infatti pensare che quest’uomo faccia lo stesso mestiere non dico di Manzoni, ma anche di tanti scrittori italiani di secondo piano o contemporanei ai quali le antologie delle superiori dedicano solo poche righe.
Faccio un nome solo: Enrico Brizzi. Mi sembra passato veramente un secolo da quando nel 1996 o giù di lì alle scuole medie la mia prof di italiano era rimasta perplessa quando una mia compagna in classe fece la recensione di Jack Frusciante è uscito dal gruppo, libro che la mia prof ancora non conosceva.
Eppure quel libro era, ed è, decisamente valido, specie se confrontato con quelli della bibliografia del personaggio in questione. E, soprattutto, decisamente vero: la storia di Alex poteva essere veramente quella di un tipico giovane della Bologna del 1992. A differenza degli adolescenti di Moccia, le cui vite non si sa se sono più improbabili o piene di luoghi comuni: di sicuro hanno, purtroppo, una pessima influenza sugli adolescenti.
Eppure nonostante questo, oggi le porte della nostra scuola media si aprono a questo figlio di papà (si ricorda che a diciannove anni era aiuto regista di Attila il flagello di Dio) furbo e senza talento.
La stessa scuola dove probabilmente il nostro conterraneo Andrea Zanzotto (giusto per citarne uno ancora vivo) non è mai entrato.
Speriamo solo che la scuola si sia fatta pagare per ospitare questa commercialata.

Sè, credeghe…

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