Un testimonial d'eccezione


  

In questi giorni sono ripresi gli spot pubblicitari che promuovono l’iniziativa “A voi comunicare”, promossa da Telecom Italia.

Per chi non fosse ancora a conoscenza di questa operazione faccio un riassunto delle puntate precedenti.

Nel 2004 la Telecom mandò in onda in televisione uno spettacolare spot firmato Spike Lee che mostrava Gandhi parlare all’umanità degli anni ’30 con i mezzi di comunicazione del 2000. Lo spot lanciava questa domanda: “Se avesse potuto comunicare così oggi che mondo sarebbe?” O meglio, ci saremmo risparmiati una seconda guerra mondiale?

Domanda interessante ma retorica: no. Giovanni Paolo II infatti ha avuto quei mezzi a disposizione. Ma i suoi appelli alla pace sono (quasi) sempre caduti nel vuoto. Gandhi sarebbe riuscito a fare di meglio con gli Asburgo prima e Hitler dopo? Ne dubito.

 

Gli anni passano e, probabilmente galvanizzata dal successo del cortometraggio, quest’estate Telecom ci ha riprovato, annunciando solennemente la scoperta della registrazione originale di un discorso del Mahatma, che sarebbe stato pubblicato il 15 agosto sul sito internet www.avoicomunicare.it e sui principali quotidiani nazionali.

 

Non solo si è scoperto subito che né l’audio nè il discorso stesso erano inediti(1), ma anche che i tagli effettuati per lo spot ne hanno pure alterato il significato dello stesso.

Ma non è questo il punto. Girando nel sito l’impressione generale che si ha è di trovarsi davanti ad una vera e propria campagna autopromozionale. Lo dice la scelta di Gandhi come “testimonial” inconsapevole; il modo in cui la presunta “scoperta” è stata riportata nei quotidiani; il coinvolgimento prossimo venturo in live chat di personalità come Gorbaciov; il fatto sospetto che tra i commenti dei post non ci sia nemmeno una critica. Ultima, ma non meno importante, la presentazione della redazione, che fa molto “Giovani Belli e Rampanti Che Vogliono E Possono Cambiare Il Mondo”(2).

 

Tra l’altro è significativo poi che la prima persona a entrare in chat, ieri pomeriggio, sia stato Bob Geldof, già leader di una mediocre one-hit band irlandese degli anni ’80, diventato famoso in tutto il mondo per essere stato il promotore del Live Aid, grande operazione musicale che nel 1985 ebbe come scopo una imponente raccolta fondi a favore dell’Etiopia facendo leva soprattutto sul buonismo e sul massiccio uso di luoghi comuni negativi sull’Africa.

Non si sa di preciso quanto sia stato raccolto e come sia stato usato il denaro, ma alla fine l’unico risultato certo dell’operazione fu un gigantesco ritorno di immagine per i cantanti coinvolti e la consegna al mondo del brano We Are The World, un capolavoro di rara stucchevolezza(3).

Tornando alla Telecom, si sa che ultimamente non se la passa troppo bene: ha accumulato debiti su debiti, fornisce servizi (e disservizi) a prezzi superiori rispetto al resto d’Europa, e specula su truffe come gli 899 o i dialer su Internet. E’ stata amministrata, nel recente passato, da personaggi oscuri come Roberto Colaninno, Guido Rossi, Marco Tronchetti Provera. Ed infine può vantare nei suoi ranghi un autentico genio come Luca Luciani, che io vedrei benissimo come sottosegretario a qualcosa nel governo-ombra di Veltroni.

 

Visti la situazione non proprio positiva, ecco l’intelligente (quella sì) idea di rifarsi una verginità con una vera e propria operazione di marketing che strumentalizza un personaggio moralmente riconosciuto a livello mondiale nell’intento, assai poco disinteressato, di lanciare messaggi positivi sul libero scambio di opinioni, sulla convivenza tra i popoli, sulla pace.

 

E mentre Telecom si fa bella facendo leva sui buoni sentimenti, ci siamo ormai dimenticati che in Orissa i fanatici indù (sì, indù proprio come Gandhi) continuano ad ammazzare preti, violentare suore e bruciare cristiani nell’indifferenza generale. Ah, se Gandhi avesse potuto comunicare così…

 

(1) Il presunto "audio inedito" era stato utilizzato nello stesso spot pubblicitario della Telecom del 2004.

(2) Qualche chicca:

“Cerco nelle stelle e nei libri, ma soprattutto tra le persone, il senso delle cose”.

“Sono una dei sei miliardi e settecento milioni di persone che abitano il nostro mondo”.

“Comunicatrice esasperata, vorrei scrivere per trovare me stessa e gli altri”.

“Un’utopia? Il mondo di oggi è degli ambiziosi di ieri…”.

“Per me bene comune significa la voglia di fare domande e il bisogno di ascoltare le risposte”.

(3) Tra l’altro il pezzo presenta un incredibile errore evangelico.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...