A day in the life of mister Ikea


LONDRA – E’ settimo nella hit parade degli uomini più ricchi del pianeta ma veste da povero pensionato, guida una Volvo vecchia di quindici anni e la spesa al mercato la fa di pomeriggio, quando in genere i prezzi sono più bassi del mattino. E se può vola ‘low cost’, con Easy Jet.

Ingvar Kamprad, fondatore dell’impero Ikea, fa vita davvero frugale in Svizzera dove si è installato assieme alla moglie Margaretha. Secondo un reportage del tabloid ‘Daily Mail’ è difficile trovare qualcuno più risparmioso di lui. Ottantun anni, da sempre alle prese con problemi di alcolismo, simpatizzante nazista in gioventù, Kamprod ha fondato Ikea in Svezia nel 1943 quando era ancora un ragazzo. Scelse il nome addizionando alle sue iniziali (IK) le prime lettere della fattoria di famiglia dove è cresciuto (Elmtaryd) e del paese natio (Agunnaryd).

Dopo aver fatto di Ikea un gigante mondiale della mobilia funzionale e componibile Ingvar Kamprad ha lasciato qualche anno fa ai tre figli (Peter di 44 anni, Jonas di 41 e Matthias di 39) il controllo della multinazionale in iperbolica espansione e si é ritirato in Svizzera dove ha comprato un modesto bungalow e lo ha arredato con le stesse cose a buon mercato in vendita nei suoi negozi (da lui stesso montate). Che abbia un patrimonio pari a circa 20 miliardi di euro proprio non si vede dal suo tran-tran: di recente ha avuto difficoltà ad entrare ad una serata di gala nel corso della quale doveva ricevere un prestigioso premio come "businessman dell’anno" perché le guardie del corpo lo hanno visto arrivare in autobus.

Anche quando viene a Londra evita di prendere il taxi e gira in metropolitana o in autobus. E si vanta di aver scaricato dopo molti anni il parrucchiere di fiducia quando ne ha trovato un altro che gli fa lo stesso servizio di barba e capelli ad un prezzo più conveniente, circa 7,5 euro. "Con i soldi – ha spiegato – sto abbastanza attento. Sono una specie di scozzese di Svezia. D’altronde se incomincio a comprare beni di lusso spingo gli altri a imitarmi ed è importante che i leader diano il buon esempio". In coerenza con questa filosofia Mister Ikea sta alla larga dai ristoranti più costosi e ha dato una luminosissima prova della sua eccezionale frugalità quando la cittadina natale gli ha eretto una statua: ha tagliato il nastro inaugurale come si fa in queste occasione e poi l’ha ripiegato con cura e consegnato al sindaco. "Può essere ancora usato", gli ha sussurrato. ANSA, 15 aprile 2008

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