Che tristezza…


Si ritroveranno oggi in casa di riposo i ragazzi, studenti dell’istituto superiore Isiss, che dopo una condotta, per così dire, non idonea durante una gita scolastica, sono stati puniti dalla dirigenza. I fatti risalgono a poco prima di Pasqua, durante una gita a Genova : i ragazzi, aggregati a studenti di altre scuole, avrebbero utilizzato un estintore in albergo. Sarebbero sette i giovani finiti nel mirino. Da qui una punizione, secondo la dirigenza, socialmente utile. I giovani infatti trascorreranno tre ore del loro tempo in casa di riposo, per conoscerne la realtà e per aiutare, nei limiti del possibile, gli ospiti. L’idea è inedita e dopo un periodo di riflessione, è stata ufficializzata dalla dirigenza scolastica. È la prima volta che a Motta si prende una decisione di questo tipo. Lo ha confermato ieri mattina il dirigente Mario Sala: «Premetto che l’episodio è stato più contenuto di quello che si pensa. In ogni caso la scuola ha voluto far capire ai giovani l’importanza delle regole, utilizzando una sorta di punizione utile ed educativa. Per questo dapprima i ragazzi conosceranno la realtà della casa di riposo; poi staranno insieme agli ospiti della struttura per conoscerli, fare due parole, tenere loro compagnia. Bisogna dare significato a quello che si fa nella vita e la casa di riposo è un luogo che fa riflettere; un luogo che magari i ragazzi non conoscono ma che ora possono toccare con mano. Per capire che la vita non è fatta solo di scherzi» spiega Sala. Il quale ha aggiunto che i genitori hanno accolto di buon grado la decisione della scuola. Un primo "turno" di studenti ha già trascorso il periodo previsto la scorsa settimana. Com’è andata? «Prima di dare qualsiasi tipo di giudizio ha detto Sala mi riservo di vedere come andrà il secondo turno. Dopodichè parleremo con i ragazzi per vedere se hanno realmente compreso i motivi del loro gesto e della relativa decisione. Per ora è meglio non dire altro». Ma è la prima volta che si decide una "punzione" del genere? «In effetti è così. Ci siamo confrontati molto a scuola, e siamo giunti alla conclusione che questa fosse la misura più consona. Anche per il valore educativo che una scelta di questo tipo può avere per i ragazzi».

Gianandrea Rorato, Il Gazzettino, 9 aprile 2008

Che tristezza… "ai miei tempi" queste cose non si facevano… o al massimo le facevano quelli dell’istituto tecnico…
E probabilmente quelli che hanno fatto il liceo dieci anni prima di me direbbero la stessa cosa i noi…
Comunque complimenti al preside. La scuola italiana deve ritrovare la sua dignità, e questo passa soprattutto dalla serietà dei dirigenti scolastici.
Posiamo consolarci con il fatto che questa volta il fatto ha avuto rilevanza nazionale non per la "causa", cioè la bravata, come avviene di solito, ma per l’effetto, ovvero la punizione.

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