Lourdes


Con oggi sono 150 anni dalla prima apparizione di Lourdes.
Tema di questo post non sarà la mia opinione a proposito, bensì quella del signor Piergiorgio Odifreddi, docente universitario et matematico torinese con alcune recenti apparizioni (!) televisive alle spalle.

Wikipedia di lui dice…

Cavolo, il Firefox si è piantato mentre tentavo di visualizzare la sua pagina. Anche a Mozilla il tipo va indigesto, brutto segno.

Dove eravamo rimasti? Ah sì. Dicevo che Wikipedia, sito frequentato da moltissimi suoi fan, dice “E’ un razionalista. Egli pensa che se la matematica e più in generale le scienze diventassero più importanti nella nostra società si potrebbero sconfiggere la magia, la pseudoscienza e la religione da lui considerate come credenze false e dannose, residui del passato”.

Detto in termini che Wikipedia non accetterebbe in quanto nnPOV, Odifreddi è un ateo che crede nella matematica a tal punto che è la matematica è diventata la sua religione.

Si presume quindi che il soggetto se ne intenda, per esempio, di calcolo della probabilità. Eppure nel suo libro C’era una volta un paradosso ci delizia con questa affermazione:

«O ci illudiamo di ottenere un miracolo a Lourdes, benché in centocinquant’anni la Madonna ne abbia ufficialmente concessi solo sessantacinque, a cento milioni di pellegrini. Una media, inferiore a uno su un milione, di gran lunga piú bassa della percentuale delle remissioni spontanee dei tumori, che è dell’ordine di uno su diecimila”.

Complimenti signor Odifreddi. Ti professi un matematico e poi mi spari questa sentenza, sostenendo in pratica che tutte le persone che hanno visitato Lourdes in questo secolo e mezzo erano malate di tumore. Non male come rigore scientifico.

Mah, può anche darsi che tu, caro Piergiorgio, creda veramente che a Lourdes ci siano solo malati di tumore. Ma leggiamo cos’hai scritto subito dopo:

«Senza contare che, come osservava Emile Zola, fra gli ex voto si vedono molte stampelle ma nessuna gamba di legno.»

Scusa, mi sbagliavo. E comunque quella frase non l’ha detta Zola, l’ha detta Anatole France. L’ho letto nel sito dell’UAAR, l’Unione Atei e Agnostici Razionalisti, li conosci? Dai, il sito più linkato di tutta la Wikipedia! Cosa? Sei il loro presidente onorario? Ritiro quello che ho detto.

Ma andiamo avanti: questo signore sta appunto beneficiando negli ultimi tempi di una certa visibilità grazie alla sua ultima “opera”, Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici).
Titolo che riprende in un colpo solo affermazioni di tre signori come Kierkegaard, Bertrand Russell e Benedetto Croce: il "Tiro alla citazione" infatti è lo sport preferito del nostro, che nel tentativo di dimostrare l’inesistenza di Cristo, in metà libro non fa altro che citare continuamente (senza ammetterlo) altri, tra cui Marcello Craveri (di cui a quanto pare non si ricorda più nessuno) e Luigi Cascioli, un vecchio contadino che ha scoperto che Gesù in realtà è un personaggio letterario del 1888 (un genio!). Tesi vecchie e confutate da decenni, grazie anche all’archeologia e alla storiografia.

Nel resto del libro Odifreddi non fa altro che rinfacciare alla Chiesa le solite robe (Crociate, Inquisizione, vendita delle indulgenze, Galileo); analizza con superficialità e malafede i testi dei Vangeli (lo sostengono anche eminenti studiosi non cristiani) e, usando un tono spesso sarcastico e denigratorio verso chi non la pensa come lui, giunge a criticare l’essenza stessa del messaggio cristiano. Ma in fondo, che credito si può dare a uno che si chiede se “amare il prossimo tuo come te stesso”  vale anche per i masochisti?

A Odifreddi comunque non manca la rara dote della sincerità. Invitato a PordenoneLegge per presentare questo suo libro in data 23 settembre 2007, si è fatto apprezzare per questo significativo fuori onda:

«Io di latino e greco ci capisco ben poco. Queste cose le scrivo solamente per provocare e fare polemica».

Serve aggiungere altro?

Tornando al discorso iniziale, all’amico Piergiorgio consiglierei un viaggio a Lourdes, ma non a vedere il santuario, ma fare un’esperienza, anche breve, coi volontari dell’UNITALSI, che si fanno in quattro gratuitamente per i malati mentre lui scrive e pubblica cazzate per rimpinguarsi il conto in banca. In buona e folta compagnia, purtroppo.

Agli atei invece che stanno leggendo questo post, e che sono alla ricerca di una lettura atea/anticlericale di qualità: non serve per forza scomodare Nietzsche, bastano anche i testi del nuovo album dei Baustelle a battere di granlunga le scemenze di questo cretino (sì, cretino è proprio la parola giusta), la cui unica destinazione utile per i suoi libri è la cucina economica o, meglio ancora, la campana della raccolta differenziata.

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3 pensieri riguardo “Lourdes

  1. Credo che se non ci fosse una Chiesa contro la quale sparare il prof Odifreddi non se lo filerebbe nessuno, dato che non l’ho mai vista partecipare a una trasmissione televisiva nella veste di matematico quale in teoria dovrebbe essere ma sempre nella veste di anticlericale. Perciò almeno una cena a Ratzinger, Ruini e quanti altri dovrebbe offrirla. Per riconoscenza.
    E se a Lourdes ci andasse sul serio si renderebbe conto che i miracoli non sono gli storpi che camminano o i ciechi che vedono, ma i malati in genere che sanno trovare un senso alla loro vita nonostante la malattia…
    Massimo

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  2. HAI SCRITTO:

    Si presume quindi che il soggetto se ne intenda, per esempio, di calcolo della probabilità. Eppure nel suo libro C’era una volta un paradosso ci delizia con questa affermazione:

    «O ci illudiamo di ottenere un miracolo a Lourdes, benché in centocinquant’anni la Madonna ne abbia ufficialmente concessi solo sessantacinque, a cento milioni di pellegrini. Una media, inferiore a uno su un milione, di gran lunga piú bassa della percentuale delle remissioni spontanee dei tumori, che è dell’ordine di uno su diecimila”.

    Complimenti signor Odifreddi. Ti professi un matematico e poi mi spari questa sentenza, sostenendo in pratica che tutte le persone che hanno visitato Lourdes in questo secolo e mezzo erano malate di tumore. Non male come rigore scientifico.

    TI RIPORTO QUI LA DEFINIZIONE DI MIRACOLO (DAL DE MAURO):

    mi|rà|co|lo
    s.m.
    1 fatto, evento straordinario estraneo all’ordine naturale delle cose e attribuito a forze o enti soprannaturali | nella teologia cattolica, fatto che trascende l’ordine e le leggi della natura, inteso come manifestazione della potenza e della misericordia di Dio: il m. della Resurrezione, i miracoli di Cristo, dei santi; credere ai, nei miracoli: credere, sperare che si realizzi qcs. di impossibile o molto improbabile
    2a estens., iperb., fatto che ha dell’incredibile, che suscita stupore e meraviglia per la sua inspiegabilità: è un m. che tu sia sano e salvo; m.!, che m.!, per esprimere ironicamente sorpresa, meraviglia, stupore per fatti o eventi insoliti: m.!, oggi il treno è puntuale
    2b iperb., azione dagli effetti insperati, intervento che ha la capacità di risolvere situazioni o circostanze difficili e problematiche: cercherò di aiutarti ma non pretendere miracoli; non si possono fare miracoli, per indicare la difficoltà o l’impossibilità di porre rimedio a qcs.

    CHE IO SAPPIA, LE PERSONE CHE VANNO A NOSTRA SIGNORA DI LOURDES VANNO A CACCIA DI UN MIRACOLO. TI ASSICURO CHE IL SANTUARIO DI LOURDES E’ PARTICOLARMENTE PACCHIANO: LE PERSONE NON VANNO PER LI’ PER GODERNE DELLA VISTA.
    QUELLO CHE STA CERCANDO DI COMUNICARTI IL SIGNOR ODIFREDDI E’ CHE PER ADESSO SEMBRA PIU’ PROBABILE ESSERE MIRACOLATI SENZA ANDARCI. E LO FA FACENDO VEDERE CHE A LOURDES C’E’ MENO DI UN MIRACOLATO SU UN MILIONE DI ASPIRANTI IRACOLATI. MENTRE SE, PER ESEMPIO, TI AMMALI DI CANCRO E QUINDI VUOI CHE UN MIRACOLO TI GUARISCA HAI GIA’ UNA POSSIBILITA’ SU DIECIMILA CHE LA COSA AVVENGA: CENTO VOLTE LE POSSIBILITA’ CHE TI DA’ LOURDES.

    E LASCIA PERDERE LA PATETICA RETORICA SULLA MATEMATICA COME RELIGIONE. DIMOSTRA SOLO CHE NON SAI DI COSA PARLI.

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