Ecofurbi a Oderzo: tolleranza zero?


A Oderzo il 31% delle famiglie non conferisce mai il bidone del rifiuto secco per il porta a porta. L’assessor Montagner ha annunciato che a questo 31% (due anni fa era il 37%) arriverà una bella letterina a casa, e poi fioccheranno le multe. Sarà proprio così? Staremo a vedere.

Nell’occasione pubblico un mio pezzo risalente al 2 dicembre 2007. Ero convinto di averlo già pubblicato; invece in quel periodo stavo postando i miei pezzi a tema musicale appena usciti ne L’Azione Illustrata, e questo alla fine mi è sfuggito. Appena posso posterò anche la piccola parte dell’articolo rimossa dalla versione finale per i soliti motivi di spazio.

Si sono tenuti a Oderzo e nelle frazioni, alcuni incontri organizzati dall’amministrazione con Savno e Cit per informare i cittadini su come procede la raccolta differenziata dei rifiuti.

Oderzo nel 2006 ha riciclato il 76% dei rifiuti piazzandosi, secondo Legambiente, ventunesima in classifica tra i comuni del nord sopra i 10.000 abitanti. Bene, ma si può e si deve far meglio, come hanno ribadito i promotori della serata. Come? Attuando la raccolta differenziata, ma anche attuandola regolarmente. Se infatti la qualità del rifiuto delle nostre campane della carta è buona, nel senso che contengono una bassa percentuale di rifiuti di altro tipo, non altrettanto si può dire delle campane della plastica, dove circa il 38% non è riciclabile. E qui casca l’asino: infatti sono riciclabili solo gli imballaggi, ovvero i contenitori come i vasetti di yogurt, le bottiglie e le vaschette di polistirolo, e questo perché esiste un consorzio, il CONAI, che li ricicla. Ma ha senso? «No- ha risposto la giovane rappresentante del Cit ai cittadini in un incontro- Ma il sistema, per ora, funziona così». Però nessuno, finora, aveva mai spiegato la questione in questi termini.

La priorità per il Consorzio Cit è promuovere iniziative atte a ridurre la quantità dei rifiuti prodotti. Ma cosa stanno facendo Savno, Cit ed amministrazioni in questo senso? Andare nelle scuole non basta: perchè per esempio non si informano i cittadini che esistono in commercio le stoviglie biodegradabili o i pannolini lavabili in lavatrice? O addirittura non si finanzia chi li utilizza come avviene a Maserada sul Piave? L’assessore all’ambiente di Oderzo Francesco Montagner sul tema è stato franco: «Il problema è che se con una mano diamo, con l’altra dobbiamo prendere».

Il vigile ecologico: da tempo molti cittadini auspicano la presenza di un vigile che multi chi non utilizza correttamente le piazzole ecologiche. Il Cit ha annunciato che sarà ben presto realtà, grazie all’insistenza dell’am ministrazione di Oderzo. Peccato solo che sarà riconoscibile, quindi niente vigili in borghese. Che meglio avrebbero potuto vedere senza essere visti.

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Un pensiero riguardo “Ecofurbi a Oderzo: tolleranza zero?

  1. Consiglierei a chi spetta il controllo per competenza di farsi un giro per vedere quanti sono quelli che le immondizie le bruciano, spesso farcite con molta plastica. In certe mattine sembra di stare in Pakistan

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