Ci risiamo…


A FIRENZE L’ULTIMO EPISODIO DI UNA FESTA « SVUOTATA »
Gesù non c’entra col Natale.  Parola di maestra intelligente
Un padre fiorentino scrive sbigottito al Giornale:  la maestra di mio figlio, che fa la quarta elementare, ha detto ai bambini di fare un disegno sul Natale.
   Mio figlio si è messo a a disegnare la Natività ma la maestra glielo ha impedito. A noi genitori la maestra ha poi detto che sarebbe «una scemenza» associare la nascita di Cristo al Natale, e che in questo modo si rischierebbe di offendere il sentimento religioso dei non cristiani. La storia raccontata da questo padre introduce una variante sul tema, non nuovo e ripetuto, dei presepi proibiti nelle scuole per «non offendere» i fedeli di altre confessioni. Infatti, la prima obiezione della maestra fiorentina sarebbe stata ancora più radicale: è «insensato» associare la nascita di Gesù al Natale. Natale dunque, pare di capire, come una festa che ormai prescinderebbe totalmente dalla memoria di ciò che viene in quel giorno ricordato. Ci sarebbe dunque un 25 dicembre che ‘una volta’ celebrava la nascita di Gesù Cristo in Palestina. Ma ormai così sbiadita sarebbe questa tradizione, che la festa è diventata semplicemente un’amabile convenzione condivisa: si fa l’albero, si mangia il panettone e ci si scambiano regali, perché così si usa, ma niente a che vedere con quell’antica assurda storia di un neonato in una mangiatoia. Presumiamo che questo volesse dire quella maestra, se davvero ha detto che associare il Natale a Gesù è «una scemenza». Una tesi surreale, certo, ma che contiene in sé, radicalizzato, un pensiero che si va diffondendo. Il Natale cristiano – e sul copyright originario della ricorrenza non ci sono dubbi – se ci guardiamo intorno, appare spesso come un guscio svuotato.
  C’è un parlare assordante del Natale in tv, nei negozi, e fra noi; ma discorriamo di strenne, di vacanze, di tacchini.
  Dell’evento di quel giorno – istante che taglia e rivoluziona la storia – di quello taciamo, e spesso anche fra cristiani. È rimasto, e anzi s’è gonfiato in una massa ipertrofica, tutto il contorno della festa: ma è il nucleo, il centro di gravità che sembra mancare. La maestra di Firenze, con la sua affermazione apparentemente strabiliante, avrebbe estrinsecato ciò che galleggia sotto le parole in questi nostri giorni annegati nei pandori e nei babbi natale. Abbiamo sentito un sociologo alla radio teorizzare di un Natale trasformato in una «festa della bontà», che non darebbe fastidio agli islamici e agli altri. Il brillante studioso ha sintetizzato lo stesso spirito dei tempi espresso dalla maestra fiorentina: facciamo festa il 25 dicembre, ma Gesù Cristo, che c’entra? Ora, ciascuno a casa sua festeggia ciò che vuole, Allah, Hare Krishna, come meglio crede. Ma c’è un accento di violenza nella piccola storia del bambino fermato con la matita per aria mentre sta per disegnare la cometa. Disegna ciò che vuoi: alberi, Santa Claus, renne, ma Gesù Bambino, no. Quello non c’entra. Quello è una vecchia fiaba, di cui vogliamo dimenticarci – che fiaba assurda poi, un Dio che nasce da una donna, e vergine anche, e in una stalla. La Festa della Bontà è laica e illuminata, corretta e multietnica. Non vuol dire niente, quindi non dà fastidio a nessuno: ma incentiva positivamente i consumi.
  Piccolo, togli quella sciocca stella e l’asino e il bue. Cancella. Il mix di politically cor­rect e di un acido neo oscurantismo dei lumi si vanta di non tollerare censure, ma con un’eccezione. Quel Bambino in una culla di paglia non lo vuole vedere. Che resti pure il contorno della festa, le lumi­narie e le cornamuse e l’abbacchio. Ma, quel nucleo, quell’oscuro centro di gra­vità di duemila anni di storia, quello no.
  Bambini, da bravi, disegnate le renne.

Marina Corradi, Avvenire, 14 dicembre 2007

Giusto per rinfrescare le idee, a costo di essere noioso:

E quando gli angeli dissero: "In verità, o Maria, Allah ti ha eletta; ti ha purificata ed eletta tra tutte le donne del mondo. O Maria, sii devota al tuo Signore, prosternati e inchinati con coloro che si inchinano". Ti riveliamo cose del mondo invisibile, perché tu non eri con loro quando gettarono i loro calami per stabilire chi dovesse avere la custodia di Maria e non eri presente quando disputavano tra loro. Quando gli angeli dissero: "O Maria, Allah ti annuncia la lieta novella di una Parola da Lui proveniente: il suo nome è il Messia, Gesù figlio di Maria, eminente in questo mondo e nell’Altro, uno dei più vicini. Dalla culla parlerà alle genti e nella sua età adulta sarà tra gli uomini devoti". Ella disse: "Come potrei avere un bambino se mai un uomo mi ha toccata?". Disse: "E’ così che Allah crea ciò che vuole: quando decide una cosa dice solo "Sii" ed essa è. Corano, Sura III, versetti 42-48

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3 pensieri riguardo “Ci risiamo…

  1. Innanzitutto mi firmo, non mi piacciono gli anonimi: Gianni Comoretto

    Per qualche dettaglio (piccolo piccolo, solo che il fatto non e’ avvenuto) rimando al blog http://paniscus.splinder.com/post/15187936

    La storia mi ricorda, (con gravita’ ed esiti per fortuna differenti) il romanzo di Boll “L’onore perduto di Katherina Blum”. Quando il tuo nome finisce su un giornale, sei finito. Cosa tu abbia relamente fatto e’ irrilevante.

    Buon Natale a tutti
    Gianni

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  2. Sono il padre del bambino in questione e desidero rispondere al Sig. Gianni Comoretto.
    Il fatto è avvenuto e la maestra è stata temporaneamente sospesa solo dopo che aveva ammesso i fatti contestati rilasciando una confessione scritta.
    In altri “blogs” il Sig. Comoretto ha scritto che il disegno era troppo grande o che il bambino sarebbe andato “fuori tema” (Gesù non c’entra col Natale?), o che avrebbe creato problemi di estetica (cosa ci sarebbe di non bello nella Natività?), o che ci sarebbe stato un Gesù bambino fra le “decorazioni”, o che non c’era e non doveva esserci alcun Gesù bambino.
    Le sue contraddizioni sono continue ed evidenti.
    Ebbene Sig. Comoretto, con gli ispettori la maestra ha riconosciuto di avere vietato di disegnare Gesù bambino perchè era sua opinione che qualunque riferimento religioso dovesse essere impedito.
    Anch’io mi firmo sempre e disistimo chi non lo fa.
    E’ ad esempio il caso di alcune insegnanti della scuola di mio figlio che mi hanno inviato a casa una lettera senza che nessuna di loro avesse il coraggio di firmarsi con nome e cognome, ma che reca la generica indicazione di “docenti del circolo 12 di Firenze”. In tale lettera, con una perifrasi, si paragona chi come mio figlio ha chiesto di poter disegnare la Natività ad un potenziale criminale.
    Questo atteggiamento inqualificabile mi ha costretto a trasferire mio figlio presso una scuola privata, ed è stata una scelta dolorosa perchè sinora ero sempre stato un convinto sostenitore della scuola pubblica, tuttora frequentata dagli altri due miei figli (presso altri istituti, ovviamente).
    Comprendo che l’amicizia verso la maestra in questione lo induca ad una sua strenua difesa, ma credo che sia gravemente sbagliato negare la verità dei fatti.
    Buona Pasqua.
    Walter Vecchi

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  3. Ringrazio il sig. Vecchi per la puntualizzazione. Sbaglia quindi chi dice che il problema sono i musulmani: il problema sono certe nostre maestrine e la la loro ignoranza interessata.

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