Una sola lettera


Loghi, ancora loghi. Dopo aver analizzato il penoso logo dell’inutile http://www.italia.it e la costosissima ed altrettanto penosa risposta inglese per le Olimpiadi del 2012 eccoci di nuovo a parlare di simboli.
Walter Weltroni pochi giorni fa ha infatti presentato il logo del Partito Democratico.


Ad un simbolo di cotanta originalità et maestria, il Silvio Nazionale ha risposto con altrettanta prodezza:


Scherzi a parte, ma esistono ancora i grafici in Italia? Ci si poteva veramente impegnare di più! Che fine ha fatto l’arancione che imperversa nei manifesti? Questo logo richiama, al massimo, la grafica dei Mondiali di calcio del 1990, roba non proprio dell’altro ieri quindi.  Come direbbero Aldo Giovanni e Giacomo,
"il mio falegname con trentamila lire lo faceva meglio". E’ un casino: rosso a destra, verde a sinistra… si lo so, è la bandiera italiana, però sembra quasi un richiamo alla ormai proverbiale coesione interna e coerenza del partito.

Dall’altra parte le cose non vanno affatto meglio. Berlusconi con il nuovo movimento o partito o solo-Lui-sa-cosa, ha voluto dare un forte segno di discontinuità con il passato. Nel 1994 c’era "Il Polo delle Libertà", nel 2001 "La casa delle Libertà", nel 2007 "Il popolo delle Libertà". Ammetto che a me la discontinuità sfugge, ma di sicuro da qualche parte c’è ed è notevole. Manca ancora la parola "partito", che dopo il v-day forse non va più di moda.

Resta il fatto che alle prossime elezioni se la contenderanno il PD e il PDL. C’è solo una lettera di differenza: chi si accontenta gode. Pillola rossa o pillola blu? A noi la scelta.

Tornando al discorso loghi, in questa speciale competizione vince, per mancanza di valide alternative, il nuovo logo della Cosa rossa, in attesa di vedere quello della "Cosa rossissima".

Graficamente è senza dubbio migliore, sia del modesto logo del PD sia dell’ennesimo cielo alla Windows 95 presentato dalla nuova coppia Berlusconi-Brambilla. Belle soprattutto le righe colorate in basso, che ricordano un po’ le scie degli aerei, come quelle delle Frecce Tricolori che la signorina Lidia Menapace aveva proposto di abolire tra le risate bipartisan.

Si tratta però dell’ennesimo tentativo, questa volta quasi benedetto dall’ufficialità, di strumentalizzare la bandiera della pace

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