A colloquio con l'assessore Zorz



L’intervista all’assessore Zorz. In versione completa, in quanto nel giornale è stata tagliata per motivi di spazio. E perché un’intervista lunga si legge a fatica (è vero).

Dalla Libera e De Luca in campagna elettorale furono due dei tre candidati sindaco a rispondere alla lettera aperta inviata dai volontari della Bottega del Mondo di Oderzo. Uno di questi era l’istituzione di un assessorato alla pace: referato affidato a Meri Zorz. A cui abbiamo chiesto anzitutto cos’altro ha fatto la giunta di cui è parte per mantenere gli impegni presi con i concittadini volontari del commercio equo e solidale.
«Con loro abbiamo fatto due o tre incontri, in occasione dei quali il sindaco promise che come amministrazione ci saremmo adoperati per inserire nella mense scolastiche la frutta equa e solidale. Quest’inverno abbiamo fatto un incontro con il vincitore dell’appalto per la mensa, la dietista, i genitori del comitato mensa e il direttore della mensa dell’ospedale, dalla quale dipendono le mense delle scuole comunali; in quell’occasione proposi, su suggerimento dei volontari del ComES, di adottare le banane; tutti ci trovammo sostanzialmente d’accordo tranne i genitori, secondo i quali i bambini purtroppo avrebbero rifiutato questo prodotto, il quale essendo particolarmente naturale, risulta più “macchiato” e quindi meno bello a vedersi rispetto a quello delle multinazionali. Onde evitare questo hanno preferito continuare con le solito prodotto. Siccome il comitato mensa cambia ogni anno e quindi anche la sensibilità di chi ne fa parte, in futuro riproporrò questa alternativa ogni volta ce ne sarà la possibilità».
Per il resto?
«Abbiamo potuto aggiungere i prodotti del ComES di fianco a quelli tradizionali nei distributori automatici al museo, in biblioteca e alle scuole medie. Nelle scuole superiori, che erano quelle che mi interessavano di più, i distributori automatici vengono gestiti tramite appalto su scala provinciale, quindi ho dovuto lasciar perdere; alle elementari invece non vogliamo che ci sia alcun distributore per una questione di educazione. Alle medie l’operazione è andata in porto perché c’è stato l’avvallo del preside Pellegrino e della ditta fornitrice, in quanto io come assessore non posso imporre niente, ma soltanto proporre. Ora mi dicono che dopo un primo periodo di “diffidenza” l’operazione sta dando risultati soddisfacenti».
Cambiando argomento, avete già annunciato che nel 2008 verrà rifatta la rievocazione storica.
«Sì, dal 4 al 10 agosto. Avrà come tema “Il passaggio dal paganesimo al Cristianesimo ad Opitergium”. Monsignor Dametto si è dimostrato entusiasta dell’idea e sta già lavorando per trovare il materiale che ci serve; nel programma ci sarà una due giorni centrale con spettacoli e conferenze a tema, e un fine settimana più “leggero”. Io credo che la prima edizione non sia stata capita a pieno dai più: con questa ho voluto lanciare l’idea che Oderzo può ospitare eventi di elevata cultura; penso soprattutto all’orazione Pro Caelio, secondo me evento culmine dell’intera settimana, che credo possa essere capito ed apprezzato dall’opitergino medio».
Le frazioni saranno ancora coinvolte?
«Rustignè quest’anno ha fatto un lavoro immenso: penso non solo alla taverna romana, ma anche alle donne che hanno cucito per ore i costumi per i vestiti. Nel 2008 ospiterà di nuovo la caupona, ci sarà il coinvolgimento di una seconda frazione e, per quanto riguarda il macellum, anche delle altre, se lo desiderano. L’idea è di arrivare un po’ alla volta a coinvolgerle tutte, ovviamente senza imporre nulla a nessuno ed evitando di accavallarci con gli eventi locali. Ma spero che pian piano tutte le frazioni capiscano che cosa significa ospitare un appuntamento simile per una settimana».
L’amministrazione intende coinvolgere le frazioni anche in altre iniziative?
«Più avanti, credo nel 2009, sorgerà un’altra iniziativa che vedrà il coinvolgimento diretto di tutte le frazioni; dobbiamo farlo anche perché era nel programma elettorale, ma per ora non scendo nei particolari».
Come procede invece la telenovela Centro Giovani?
«E’ una spina nel fianco ormai da anni. Io mi sono attivata fin da subito prendendo in mano il progetto della precedente amministrazione di far nascere il centro giovani presso la stazione, restaurando opportunamente l’edificio. C’era una convenzione con le Ferrovie dello Stato stipulata poco prima delle elezioni, ma ci siamo accorti che non aveva alcuna copertura finanziaria. Per restaurare l’edificio occorrerebbero 500.000 euro, cifra che il Comune non ha la possibilità di spendere. Da tempo la cooperativa sociale “Insieme si può” sembrava interessata a spostare tutta la sua attività nell’edificio, ma ha dovuto rinunciare per un problema prima di tutto giuridico, in quanto non può iscrivere un’ipoteca su un edificio che non è di sua proprietà, oltretutto senza adeguate garanzie economiche. Abbiamo capito che l’unica via percorribile è l’aiuto dei privati, e insieme ai responsabili delle FS siamo in trattativa con paio di soggetti che hanno manifestato una certa disponibilità ad aiutarci, e presto ci rincontreremo di nuovo».
E per quanto riguarda i centri di aggregazione giovanile che ci sono già, ovvero gli oratori?
«Ogni tipo di richiesta di contributo da parte loro viene valutata in sede di giunta; in genere le accogliamo, non ne abbiamo mai respinta nessuna senza adeguate motivazioni, e continueremo così, nei limiti delle possibilità».

L’Azione, 4 novembre 2007
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...