Don Tonino Lasconi a Sernaglia



Per il secondo anno consecutivo, ad aprire il l’“itinerario di vita e di fede” organizzato dalla Forania Quartier del Piave è stato don Tonino Lasconi, il noto parroco di Fabriano scrittore di libri sul rinnovamento della catechesi, di certo rinfrancato dalla notizia datagli recentemente dal suo vescovo che un giovane di 24 anni ha ritrovato la fede e la frequenza della Messa dopo aver letto il suo “Gesù il grande rompi”.
Nonostante la vendemmia, la sala comunale di Sernaglia nelle tre serate del 4, 5 e 6 settembre ha sempre fatto il tutto esaurito, con gente accorsa anche dall’opitergino e da Ceggia: tante catechiste, ovviamente maggioranza donne, alcuni giovani e qualche prete.
Tantissimi sono stati gli spunti raccolti in queste relazioni tanto che è impossibile riassumerli in poche righe. Don Tonino è partito con la Bibbia: non bisogna ridurre per esempio l’Antico Testamento ad una specie di favola, ma occorre calarlo nella società in cui ha avuto origine, per superare certe sue apparenti illogicità. La Bibbia infatti è una risposta alle grandi domande di sempre (Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?), non certo un libro di scienza o di storia, e per questo è ancora attualissima. Il cristiano deve avere quindi una conoscenza matura dei testi sacri, per evitare di andare in crisi davanti ad un “Codice da Vinci” qualsiasi.
La Parola non va però soltanto conosciuta: non bisogna essere cristiani “di comodo”, innocui, o limitati ad una fede “contemplativa”, ma testimoni, andando controcorrente. «Nessuno in confessionale mi ha mai detto “Oggi sul posto di lavoro non sono stato sale e luce”: tendiamo infatti a tener separate fede e vita. (…) Ma Gesù nell’ultimo giorno dirà “avevo fame e mi avete dato da mangiare”: da lì non ci si scappa».
La Messa infatti è anche missione. «Dobbiamo ribaltare la nostra idea di Messa: è un dono di Gesù a noi, non un nostro dono a Dio; invece noi ci andiamo con lo spirito degli antichi che facevano i sacrifici agli dei per calmarli o chiedere qualcosa. Per questo l’Eucaristia non dev’essere considerata un precetto, ma bisogna parteciparvi liberamente e con gioia, altrimenti che testimonianza si dà agli altri? E’ anche per questi motivi che tanti giovani dopo la Cresima scappano». La liturgia dev’essere poi “calibrata tenendo conto dell’uditorio”, evitando quindi formule inadeguate alla società moderna. Lasconi per ribadire tutto questo ha sempre citato note pastorali della CEI, a dimostrazione di quanto queste necessità siano state recepite anche dai vescovi.
Un don Tonino sempre concreto e diretto, ed efficace nel relazionare, nonostante il raffreddore, anche grazie alla scelta di abbinare le parole a testi ed immagini adeguati mostrati col videoproiettore. Ha già strappato una mezza promessa che tornerà a farci visita in diocesi.
A concludere questo itinerario foraniale arriverà il prof. Renato De Zan che relazionerà sul Vangelo di Giovanni nelle serate del 19-20-21-24-25-26 settembre prossimo.

L’Azione, 16 settembre 2007
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