Intervista ai Cupido Motel


Facciamo due chiacchiere con i Cupido Motel, gruppo emergente del Quartier del Piave che suona un rock con chiari rimandi a gruppi come Afterhours, Verdena e Subsonica. La formazione vede Masu di Pieve di Soligo al basso e alla voce; Dario alla chitarra e voce; Ste ai sintetizzatori e loop; Fabio alla batteria. Gli ultimi quattro provengono da Falzè di Piave. Il gruppo si è formato nel 2005; l’11 marzo 2007 è uscito il loro primo CD, Camera Zero, un disco che, come vedremo, non ha prezzo.
In che genere di posti suonate di solito?
«Per ora ovunque ci sia la possibilità di promuovere la nostra musica, quindi pub, birrerie, festival, sagre paesane…»
 Quali sono le motivazioni che vi spingono a suonare?
«Per prima cosa c’è da dire che per noi la musica è una passione che ci travolge da una vita intera e di pari passo si manifesta, quasi d’obbligo, il desiderio di trasmettere le nostre emozioni attraverso le canzoni che scriviamo».
Quali sono le più grandi soddisfazioni che avete nel suonare?
«Soprattutto vedere dal palco la gente che canta le nostre canzoni e ricevere critiche costruttive: per noi è il massimo appagamento. E poi notare ccome la stampa locale, ad esempio L’Azione stessa, stia cominciando ad interessarsi al nostro progetto».
Quali sono i principali problemi con i quali avete a che fare?
«Ce ne sono parecchi. A penalizzarci è soprattutto la mentalità vigente che tende a giudicare i concerti soprattutto sotto l’aspetto “commerciale”. Per esempio i locali specializzati per il live di musica inedita o "underground" si appoggiano ad agenzie di booking o ad etichette discografiche che propongono solo i loro gruppi. Il gestore vuole la garanzia di un minimo di affluenza che gli garantisca di coprire le spese. Ragionano allo stesso modo l’80% degli organizzatori di festival, sagre ed eventi musicali in genere: questi, come parametro di scelta artistica, tengono in considerazione soprattutto il numero di fusti di birra che il gruppo gli può far vendere grazie al loro seguito. Alla fine notiamo proprio la mancanza di una certa sensibilità verso la musica, a partire dagli addetti ai lavori».
Avreste qualche soluzione?
«Siamo convinti che per esempio la politica del “gruppo spalla” [ovvero un gruppo minore suona prima dell’esibizione di musicisti più affermati] sia un metodo efficace per promuovere le band del territorio».
State cercando in qualche modo di ampliare il vostro giro di fans, di suonare in palcoscenici più importanti, in parole povere di “emergere”, o per qualche motivo vi accontentate?
«Sì, stiamo cercando di "emergere" come dici tu. Per questo motivo è nata la Capannone Records, la nostra etichetta indipendente, per dare un’impronta più seria al nostro lavoro ed ampliare lo scenario musicale della zona attraverso collaborazioni con altri artisti emergenti. L’obiettivo principale della Capannone Rec. è la diffusione delle opere musicali dei loro artisti, attraverso la distribuzione gratuita delle stesse. A nostro parere è l’unico metodo, in questa era di MP3 ed oligarchia musicale, per emergere e far arrivare agli altri la musica indipendente».
Che messaggi volete lanciare con la vostra musica?
«Oltre che con la musica, noi vogliamo lanciare un messaggio anche attraverso il nostro operato. Regalare l’ album dei Cupido Motel, nonostante le fatiche necessarie per realizzarlo, ne è l’esempio.
Vogliamo far capire che per ottenere qualcosa bisogna darsi da fare, perchè notiamo che ci sia  sempre più gente che vive la vita da "spettatore". Il nostro messaggio è di dire ai ragazzi e alle persone che bisogna ricominciare ad usare la propria testa».

Versione integrale dell’intervista pubblicata ne L’Azione, domenica 1 luglio 2007

In radio: Cupido Motel – Come fare da sè (mi sembra il minimo…)
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