Videotelefono=bullismo?


Sabato 12 maggio a partire dalle 15.30 presso l’aula magna delle scuole medie “Francesco Amalteo” è stato presentato quanto prodotto nell’ambito del progetto “Viaggio nel Cinema dei ragazzi 2006”, promosso dalla Fondazione Mostra Internazionale d’Illustrazione per l’Infanzia “Stepan Zavrel” di Sarmede – Sezione Cinema.
Si è trattato di sei cortometraggi realizzati da circa un centinaio di ragazzi, dai 10 ai 18 anni, frequentanti alcuni istituti scolastici di Oderzo e Vittorio Veneto
Prima e dopo la proiezione sono intervenuti Sonia Barison, dirigente del Servizio Offerta Formativa per l’Istruzione della Regione Veneto; il consigliere regionale Federico Caner; Cristina Calogero, Docente di Scienze della Formazione a Padova ed Elena Grassi, nel ruolo di Educatrice audiovisiva per il progetto.
Caner in particolare ha promesso come in futuro anche la Regione tornerà a finanziare il progetto, cosa che non è stata possibile nel 2006 per i minori introiti giunti da Roma a Venezia. «Il valore educativo dell’iniziativa è indubbio», ha sottolineato Caner, «Anche alla luce degli ultimi episodi che hanno visto i ragazzi diffondere su internet filmati di bullismo. Questo ben si sposa con il progetto in fase di realizzazione di un centro di produzione cinematografico a Marghera: chissà che questi ragazzi, attraverso attività di questo tipo, un domani non decidano di intraprendere una professione legata al questo mondo».
A proposito di telefonino, una parte del cortometraggio “Il traditore”, realizzato dall’ex 3ª E dell’Amalteo, è stato girato utilizzando proprio questo strumento, e si tratta di uno dei primi esperimenti del genere in Italia. Non una scelta fine a sé stessa, ma un’esigenza narrativa legata alla necessità di mostrare certe scene con gli occhi del protagonista, un ragazzo che riappare da defunto ad un compagno di classe.
Alcuni ragazzini delle scuole elementari “Dall’Ongaro” e “Parise” di Oderzo hanno invece realizzato due cortometraggi: il primo, “Missione Sfinge”, narrava una fiaba contenente i valori tipici del genere, come l’amicizia, l’aiuto reciproco, il bene che sconfigge il male. «Mi è piaciuta molto questa esperienza» afferma Chiara Candosin, 12 anni, di Oderzo, una delle protagoniste del video, «Solo che ci hanno truccate un po’ troppo». Il secondo cortometraggio delle elementari, “Tutti pazzi per…”, viene definito in gergo una “Commedia romantica degli equivoci”: in che senso? La risposta ci arriva da Alice Campo, anch’essa dodicenne opitergina. «Nel senso che nel film io mio innamoro di un mio amico, questo mio amico di una mia amica, lei di un altro ancora, e così via, tutta una confusione». La cosa più difficile? Proprio questa, ovvero «Dire che io sono innamorato di questo o di quel ragazzo, che non è affatto vero», continua Alice. Ma in fondo è tutta finzione, o no? «Sì, è solo finzione» chiosa Ilaria Baldo, una sua “collega”. «Peccato non aver potuto farne un altro», conclude Alice.
“Il video proibito”, realizzato dalla ex 2ª del Beltrame di Vittorio Veneto, si confronta con l’attualità: una ragazza finisce nei guai dopo aver messo in rete un filmato dove ballava in un corridoio della scuola. L’utilizzo simultaneo di tre telecamere ha accentuato la dinamicità della ripresa.
“Memory”, della 4ª Liceo della Comunicazione Giovanna D’Arco di Vittorio, un piccolo melodramma, si è distinto per la libertà concessa agli attori, ognuno dei quali si è confezionato il proprio personaggio, curandone personalmente il look e l’interpretazione.
“Life is a sandwich” è invece più sbarazzino, ma non banale: le difficoltà e le soddisfazioni della vita viste come una corsa alla merendina durante la ricreazione. Simpatico l’utilizzo di Morricone e Vangelis nel commento sonoro.
Una contentissima Elena Grassi, critico cinematografico conosciuto in particolar modo dai frequentatori del Cinema Turroni, ha voluto mettere in luce la qualità raggiunta da questi video nonostante i mezzi poveri. «Sono tutti soggetti originali, realizzati in poche ore e senza l’aiuto di professionisti. Bisogna quindi apprezzarne anche le imperfezioni: i ragazzi hanno realizzato personalmente anche le riprese; hanno fatto tutto da soli, il che significa che si sono anche divertiti!»

L’Azione, domenica 20 maggio 2007
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